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lunedì 18 gennaio 2010

SOPRAVVIVERE AL CUCCIOLO

Due giorni senza Elrond. Per lavoro sono costretto spesso a essere il weekend fuori (a Bologna) e da febbraio anche all’estero. Due giorni per riflettere sulla entrata in scena di questo cucciolo nella mia, nella nostra vita. Gli esseri umani hanno una caratteristica saliente riguardo alle esperienze: finanche il più accorto e il più incline al dare ascolto agli altrui pareri, non riesce a dar forma a una situazione per quanto ben descritta e assolutamente certa, se non quando si trova immischiato dentro fino al collo. Io non faccio eccezione. Eppure sono una persona piuttosto portata all’immaginazione e a saper riconoscere l’autorevolezza di un parere.

elrond con la treccia

Quando leggevo alcuni capitoli di libri di argomento cinofilo intitolati con tono macabro e drammatico “Sopravvivere a un cucciolo”, tendevo a fare una smorfia divertita e alzare – metaforicamente – gli occhi al cielo. Può mai ucciderti un cucciolo? e che sarà mai? Poi sono arrivati i racconti mitologici di chi i cani li ha o li ha sempre avuti. Questi, con fare profetico e grave sul genere Gandalf che ammonisce Frodo di prestare attenzione ai grandi pericoli che il Signore del Male ha in serbo per lui o con l’atteggiamento gufante di uno jettatore iscritto all’albo dei “portasfortuna” mi dicevano: ma perché prendi un cane, vedi che ti cambia la vita! E per cambiare sembrava volessero dire, e solo per gentilezza usavano l’eufemismo: “rovinare”!

 

Io sono stato sordo a queste voci e superficiale nei confronti della lettura. Ho sottovalutato il potere devastante di quell’essere indifeso (come un barracuda affamato) che è un cucciolo di cane e di border collie in particolare! oggi sono esattamente 20 giorni che è a casa nostra e certo non posso dire che la mia vita sia quella di prima. e devo ammettere, non senza un sentimento di vergogna e di umiliazione, che ci sono stati momenti in cui sia io che mia moglie abbiamo pensato di non farcela. Momenti atroci in cui siamo stati sul punto di cedere alla tentazione di “tornare indietro” (ammesso che si potesse). Ci sono state crisi, litigi, tensioni in casa. Un cucciolo che entra in un’esistenza compatta ed equilibrata, regolata dall’abitudine a certe a libertà e a certi confort, finisce col creare degli sbilanciamenti minando il senso di sicurezza e di agio costruiti pazientemente nel tempo.

 

Non ci si alza più dal letto quando fa più piacere. perché lui è là che vuole uscire dal trasportino per fare i suoi bisogni o semplicemente per cominciare a frullare il giorno con la centrifuga della sua vitalità inestinguibile. E quando esce dal trasportino vuole salire sul letto e se non ci riesce comincia a mordere le lenzuola e la trapunta. poi si scaglia sui cuscini. E infine se non basta si dirige a qualche abito che penzola indifeso, lasciato inavvertitamente su un comodino troppo poco alto per evitare i suoi balzi famelici. E allora devi alzarti dal letto e cominciare anche nolente la tua giornata. E non basta. Devi anche vestirti subito prima che lui cominci a sporcare per casa. e visto che non abbiamo giardino (santo giardino per chi ne ha uno) dobbiamo scendere giù in strada nel freddo umido delle appiccicose mattinate invernali.

 

Li vedi in strada questi “padroni di cani” inerti nel gelo livido del primo mattino come spettri muti, con il cervello ancora spento, meccanicamente legati ai fili lunghi dei loro guinzagli, vestiti con triplo stato di maglioni e dalla mascelle slogate da sbadigli olimpionici! L’esercito dei forzati delle passeggiate, immersi nella nebbia di un sonno strappato dal richiamo fisiologico dei loro piccoli amici in pelo.

 

Non ci riesce più di tenere una porta aperta in casa. Le nostre porte a scomparsa sono sempre serrate, perché guai a lasciare un varco al piccolo Elrond. Come un furfante ben addestrato si insinua nei due bagni, nella stanza da letto e allora si apre per lui il parco giochi delle cose da rubare e strappare. nel bagno di servizio c’è la cesta dei panni sporchi. Autentico bottino dei 40 ladroni che per lui è una tentazione impossibile da resistere. Nel bagno principale ci sono asciugamani, accappatoi, spesso la biancheria da poco cambiata e altre amenità che appaiono ai suoi furbi occhietti come una lauta ricompensa da dare in pasto alle sue fauci sempre spalancate. La camera da letto presenta poi la trapunta, i cuscini e tutto l’arredo della notte che non sfugge alla sua bramosia di folletto impazzito!

 

Stare fermi e seduti al computer per lavorare o svagarsi è un’impresa ormai. Tranne i pochi minuti in cui si concede una pausa, semmai dopo una lunga uscita, il resto del tempo Elrond deve essere un sorvegliato speciale. Un criminale pericolosissimo da tenere sempre sott’occhio. Dal nostro studio saetta nel nostro grande salone open-space e parte la sua carica al divano, centro gravitazionale della sua voglia di sopraffazione o verso i libri che abbiamo in una libreria bassa (i suoi preferiti sono i tomi di Herman Hesse e, ultimamente, quell’indigesta lettura – non per lui evidentemente – dell’Ulysses di James Joyce).

 

Elrond ha un certo talento per l’aprire le zip. E’ riuscito a de-cernierare quella dello schienale per intrufolare i dentini demoniaci nella calda spugna. Quante volte lo abbiamo staccato da lì? Ho perso il conto. e ogni volta si è ribellato con i suoi ringhi fanciulleschi, ma già sonori o con un immediato ritorno alla sua opera di sventramento. Alla fine abbiamo sigillato quella apertura con tre grossi contenitori di plastica per panni.

 

Allora si è accanito su un angolo laterale, che va a rosicchiare guardandoci con quell’aria di sfida di chi sa che oltre al tessuto sta rodendo anche il nostro cervello esausto. stessa storia: ogni volta lo spostiamo via, ogni volta ritorna. e semmai si rivolta anche provando un morso o attaccandosi predatoriamente ai nostri piedi.

 

Da un paio di giorni ha imparato anche a spiccare il salto per salire sul divano laddove riposavano tranquilli un paio di cuscini verdi. Ora bisogna rafforzare la sorveglianza: è questo il nuovo gioco progettato e messo in atto per allenare la sua qualità distruttiva. Quando ci sono io in casa e siamo quindi io e mia moglie sicuramente la situazione diventa più gestibile, ma quando io sono fuori la povera Simona non può fare altro che essere alla sua mercé, a meno di non chiuderlo spesso nel kennel, cosa che gli esperti ci sconsigliano per non creare in lui un’associazione negativa e punitiva con la sua casetta di plastica e metallo.

 

Poi c’è il fatto che i bisogni non sempre li fa tutti fuori. Parte delle sue “pratiche” fisiologiche ha ancora il piacere di espletarle in casa, aumentando il carico di lavoro domestico, perché certo non è il nostro sogno una casa nuova ridotta a discarica di Bombay! Forse è colpa nostra che scendiamo giù solo 3 volte al giorno, ma certo non possiamo passare le nostre giornate a salire e scendere per le scale del palazzo con il borderciccio in braccio (eh si anche palazzo storico senza ascensore!).

 

Anche fare la lavastoviglie e la lavatrice sono missioni eroiche ormai. Ha una predilezione per i piatti sporchi e le stoviglie ancora unte di cibo, così mentre simona prova a caricarla Elrond si precipita dentro l’elettrodomestico per provare a leccare ogni centimetro di ceramica o vetro vagamente odoroso di alimenti. La lavatrice si sa è la casa dei panni e il cucciolo non si perderebbe per nulla al mondo una festa a cui non è stato invitato!

 

FINE PRIMA PARTE

mercoledì 6 gennaio 2010

IL DECIMO GIORNO DI DETENZIONE

Decimo giorno di Elrond a casa nostra. Veniamo alla cronaca di questa epifania in compagnia del piccolo demonietto peloso.

Verso le 7 di questa mattina sento un guaito dal suo kennel. Mi alzo nonostante il sonno. Sono certo che deve fare pipì e infatti così è. già sembra avere le energie per diroccare una metropoli e sfasciare un villaggio! Io sono sveglio come un bradipo dopo un lauto pasto! Così lo riaccompagno nel trasportino e ritorniamo a dormire.

la pioggia ha piccole dita di bambino stamani e striscia contro i vetri della nostra finestra in camera da letto. La mattina è morbida e silenziosa, la luce opalescente avvolge tutto e smalta di un’atmosfera domenicale le vie del centro storico. Ci alziamo definitivamente verso le 8:30. Ci svegliamo sempre allo stesso modo: suona la sveglia del mio cellulare, accendiamo la luce e quindi apriamo il kennel. Così siamo noi a decidere quando è il momento di cominciare la giornata.

Chi trova delle amiche, trova dei tesori (pieni di consigli!)

Per uscire dal trasportino abbiamo insegnato a Elrond a rispettare un segnale “di sblocco” (l’idea l’ho presa in prestito da una delle mie preziose amiche di Facebook: Laura Conte). Quindi via coi “bisogni grossi” che lui non fa mai sulla traversina, ma nelle vicinanze (se va bene), mentre la pipì praticamente non la sbaglia mai.

Ieri abbiamo comprato il libro di Jan Fennel “ASCOLTA IL TUO CANE”. Lo stiamo leggendo con molto interesse. Un altro consiglio di due amiche di Facebook: Mirella Gemelli e Marilena Lusini. Interessante il suo approccio alla leadership e certi suoi metodi che stiamo provando a mettere in pratica.

Seguendo i dettami della Fennel e i consigli preziosissimi di Anna Maria Arciere (che è stata con me ore in chat a rispondere pazientemente alle mie domande… sono assetato di conoscenza) io e Simona abbiamo impostato il momento del cibo come palestra dove esercitare la leadership: prima di dargli la scodella con la sua pappa, abbiamo finto di prendere del cibo per noi dal didentro (visto l’odore che si sprigiona dai quei croccantini non lo farei nemmeno se vittima della più atroce carestia!) e ne abbiamo mangiato (in verità era del gustoso wurstel di pollo). Dopo averlo fatto sedere abbiamo messo la scodella nel kennel, che sta diventando il nostro più prezioso alleato per gestire un cucciolo sempre più scatenato.

Altra amica prodiga di attenzioni e di consigli è Roberta Favaro, che oggi mi ha seguito anche in tempo reale mentre provavo a “regolare” questa macchina mordi&afferra che risponde al nome altisonante di Elrond. Imparare da chi ha più esperienza di noi (praticamente tutti) è per noi un costante miglioramento e ho scoperto davvero che cosa significa essere parte di quella bellissima comunità dei possessori di (o posseduti dai) border collie (vedi per esempio il grande Giorgio Teodonno che “ci segue” da prima che arrivasse Elrond a casa nostra, Sabrina Rossi che con pazienza mi spiega cose importantissime, consigliandomi anche l’acquisto del Kong (che sto aspettando),Claudia LeFrevre che mi incoraggia a vivermelo pienamente e spronandomi a osare con lui,  Giada Giuntoli e Benedetta Garré con le quali parlare è sempre un piacere!)

elrojnd dorme copy Eccolo in una delle sue pose plastiche mentre dorme… uno dei rari momenti della giornata in cui la sua furia devastatrice conosce una pausa!


 Tanto va l’Elrond a largo che ci lascia i dentini!

Ma se anche proviamo con tutta la nostra buona volontà a mettere in pratica alla lettera ogni suggerimento non vediamo tanti miglioramenti. Elrond è sempre inquieto. Gioca per un po' (per esempio con uno straccetto o con la treccia corta), poi però preferisce il divano. Noi non lo abbiamo mai incoraggiato a morderlo. fin dal primo momento le abbiamo provate tutte: dal distrarlo al No secco, al prenderlo per la collottola. Per esempio anche stasera. Quando va lì a mordere io lo distraggo con un osso di gomma. Bene, si distrae. Arriva. due morsetti al giocattolo e via di nuovo alla spugna del divano. come se fosse un magnete per i suoi denti di ferro!

Simona va lì per giocarci, tenta di fare qualcosa con lui, ma ecco che dopo un po’ gli viene voglia di mordere piedi, calzini e tutto ciò che riguarda il corpo umano! Anche in questo caso: non abbiamo mai incoraggiato il morso, io non ho mai (nemmeno una volta) giocato alla lotta con lui. non gli ho mai permesso di mordermi senza ribellarmi con un No o andando via. Non ho mai sorriso a questo atteggiamento, che addirittura mi spaventa. in più stiamo mettendo in pratica i suggerimenti:

a) stiamo fermi: e lui si accanisce con ancora maggior forza sui piedi e affini, ringhiando e con accenni di abbaio
b) gridiamo AHIA: sordo totalmente. anzi forse ci prova ancora più gusto
c) un NO SECCO: vabbè vedi sopra.
d) lo prendiamo per la collottola allontanandolo: niente ritorna ancora più inferocito.

Un parente di Marley?

La nostra unica soluzione sempre più spesso sembra diventare il Kennel. Ma non credo che sia una risposta adeguata. Certo sarebbe consigliabile portarlo da un professionista. Ne abbiamo tutta l’intenzione. ma dobbiamo attendere ancora 7 giorni prima di poter uscire. Intanto con estrema pazienza (ma credetemi a volte sembra esaurirsi e mi sento come se fossi io dentro a quel trasportino) e tenacia cerchiamo di mettere in pratica consigli, suggerimenti, rotte, tecniche. il fatto è che più passano i giorni meno riusciamo a goderci la felicità di averlo con noi, perché sono davvero brevi i momenti in cui si riesce a stare insieme serenamente e senza sentirsi conficcare qualche canino o dentro la carne o dentro la spugna di un divano (per non parlare poi della sua inclinazione a saltare per prendere ogni minima cosa che penzola).

Notizia positiva è che oggi ha avuto una visita completa della nostra veterinaria che lo ha trovato in ottima salute (e che gli ha fatto il vaccino), ma è rimasta anche lei sconvolta dalla sua irrefrenabile carica di energia (distruttiva!). e prima di andare ha detto : “questo cane mi ricorda Marley". Auguri.

lunedì 4 gennaio 2010

UN CUCCIOLO DI CANE O DI SQUALO?

elrond closeup Ci sono momenti in cui è davvero difficile “gestire” o comunicare con Elrond. in particolare è complicato tenere a freno la sua voglia di distruggere il divano e di mordere caviglie, piedi e tirare i nostri pantaloni. Ringhia mentre morde come se fosse nervoso e convinto di quello che sta facendo. A volte anche mentre giochiamo con i suoi vari giocattoli a un certo punto smette di interessarsi a questi per rivolgere la sua violenta attenzione su di noi!

 

Chiedendo consigli a vari esperti che ho tra i miei contatti facebook tutti mi rispondono che per dissuaderlo da questi comportamenti basta distrarre la sua attenzione. allontanarlo gentilmente dal divano, per esempio, dirgli un NO secco (non gridato) e proporgli un altro gioco. Il fatto è che Elrond sembra molto ostinato come cucciolo. E la sua attenzione ricade inevitabilmente, dopo una brevissima pausa, di nuovo sul posto sbagliato.

 

Anche per quanto riguarda i morsi e il tirare con i denti i nostri indumenti, oltre al dolore che ci procura (quei denti sono piccoli, ma sono aguzzi come spilli), ci preoccupa perché sembra come una manifestazione di stress o di aggressione. e ad essere onesti sembra peggiorare giorno dopo giorno. Quando comincia a fare così noi proviamo ad ignorarlo, ma vi assicuro che non siamo maestri zen, né fachiri… quindi quando quegli spilletti entrano nella carne restare immobili e indifferenti è una capacità al di sopra della nostra forza!

 

Sono sempre più convinto del fatto che l’impossibilità di uscire (il richiamo del vaccino sarà fatto il 6 gennaio e quindi solo il 13 si potrà uscire, altri 9 giorni di clausura con questo squaletto: chissà se ne usciremo vivi!) e di sfogarsi lo conduca a questi comportamenti. Ma questa è una mia supposizione, può anche darsi che ci troviamo di fronte a un falso problema, che è nella genesi dei cuccioli di border collie provare a radunare le nostre gambe (il fatto è che non abbiamo zampe e zoccoli) e a far sì che l’appartamento venga dichiarata dalla Protezione Civile: zona disastrata!

 

Mi chiedo anche: non è che il gioco del “tira&molla” con la treccia e con gli altri giocattoli stimoli troppo la sua aggressività?

 

Ai posteri e agli esperti l’ardua sentenza!

sabato 2 gennaio 2010

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE (border collie)

Ogni volta che leggo qualcosa tra le pagine di internet riguardo ai Border Collie mi viene un profondo senso d’ansia. Tutti non fanno altro che parlare della difficoltà di vivere (specialmente in appartamento) con un cane di questa razza. E specialmente, se come me e Simona, si è alla prima esperienza con un amico peloso e quadrupede.

Mi scopro a chiedermi “ce la farò a rispondere alle aspettative di Elrond? e di tutto il mondo degli esperti cinofili? “(che immagino come un unico grande occhio di Sauron – avete presente l’epico personaggio malefico de Il Signore degli Anelli? – infuocato e spalancato costantemente sulle mie giornate con il cucciolo)”.

Lo so che ci vuole dedizione, che bisogna “farlo lavorare”. Certo pecore (è nella genesi del border radunarle, in quanto pastore raffinato) qui nel centro storico di Salerno non ne trovo, se non piccole e finte in uno dei numerosi presepi che affollano le botteghe della zona. E non credo che per lui lavorare significa accompagnarmi alle riunioni per l’organizzazione del festival o nell’allestire una troupe per un film (certo che a volte farebbe comodo qualcuno che “raduni” il cast !)

A parte gli scherzi io e Simona stiamo dedicando tutto il tempo a nostra disposizione per Elrond. la nostra vigilanza è h24, visto la sua propensione a trovare nuovi stimoli e ad escogitare nuove armi di distruzione di massa (della casa). Ma oltre a sorvegliarlo senza perderlo un attimo di vista, passiamo ore e ore a giocare con lui. tra cuscini, trecce, tira&molla, inseguimenti, brevi fasi di addestramento “faidate” (con qualche simpatico risultato – vedi il “seduto” e “zampa” che ha imparato con una certa agilità).

Elrond è diventato il centro gravitazionale delle nostre giornate e visto che non può uscire prima di aver terminato le vaccinazioni, siamo praticamente reclusi con lui in casa (in special modo Simona che dal momento del suo arrivo – il 27 dicembre – non ha più messo il naso fuori casa).

Ma non c’è emozione più bella che prendersi cura di lui. ormai non potremmo più farne a meno. le ricompense emotive che è capace di darti scolorano e sbiadiscono le difficoltà e i momenti di stress che innegabilmente il cambiamento di vita comporta. Un border collie (parlo nello specifico, ma forse si può parlare in questi termini per ogni razza di cane) smalta di nuova luce una giornata, ridisegnandone il profilo e i significati. in parole povere “ti riempie la vita”.

Vox de profundis
Oggi abbiamo scoperto che Elrond è molto sensibile alle voci profonde, che vengono direttamente dai recessi di caverne viscerali umane. Stasera era a casa da noi un nostro grande amico: Rosario. La sua voce è magnetica, per come è profonda e chiara. ogni tanto per scherzo rimproverava con dei versi Elrond che per esempio in quel momento stava cercando di sfasciare il tappeto. Il suono di quelle parole lo ha allontanato immediatamente dalla sua occupazione. cosa che di solito non avviene mai se a distrarlo siamo io e Simona. Ha messo le orecchie giù e la coda tra le gambe, rifugiandosi dietro Simona. Poi però lentamente è andato verso Rosario facendo carezzare. Sembrava avesse un timore reverenziale, e fosse chino come un portaborse con il suo parlamentare!

L’insostenibile leggerezza dell’essere (border collie)
In serata ecco il raptus di follia. Mr (elrond)Hyde si è ripresentato con corse a rotta di collo intorno a tutto, zampate nella scodella dell’acqua dove lui stesso va a scivolarci e più di tutto morsi alle caviglie, alle pantofole, alla mia tuta e infine anche una pipì dentro al trasportino, sul suo cuscino! Eppure ho letto dappertutto che a loro non piace sporcare il posto dove dormono! Come dicevo ieri sera con una borderista (ovvero coloro che hanno abbracciato la croce – ma così piena di delizie!!! – di avere un border collie) tra la teoria e la pratica c’è di mezzo questa bellissima, imprevedibile razza.
Comunque volevamo vedere un film, ma vi lascio immaginare quanti minuti abbiamo potuto vederne (io forse ho fatto in tempo a leggere solo i titoli di testa!)
Abbiamo provato a calmare Mr (Elrond)Hyde con giochi e lazzi… ci siamo anche riusciti… per qualche momento, ma la sua folle corsa con i fantasmi e la sua famelica voglia di distruzione conosce solo delle tregue e non un vera risoluzione!
Comunque quando è arrivata l’ora di dormire è andato nel suo trasportino e lì è caduto vittima del sonno. tranquillo. Un’altra giornata è passata!

mercoledì 30 dicembre 2009

DR JEKYLL E MR (Elrond)HYDE

elrond attacca simona
Lo squalo colpisce ancora. La sua preda preferita sembra essere sempre Simona. Abbiamo immortalato il momento di un attacco così come potete vedere nella drammatica sequenza qui sopra. Che sia per lui una compagna di giochi? Un sostituto della madre (visto che è sempre lei a darle da mangiare)? Fatto sta che con me non usale sue fauci, se non per giocare con la corda intrecciata.

Di giorno un buon dr Jekyll…
Tutta la giornata Elrond è stato molto tranquillo, vivendo le sue ore maggiormente con Simona, visto che io sono stato spesso fuori casa. La segue ovunque e spesso si addormenta tra i suoi piedi. il lato affettuoso e dolce di questo cane è come un’aura luminosa che circonfonde la sua figura. Trotterella felice per l’appartamento in cerca di qualcosa da sgranocchiare per affilare i suoi denti e misurare la sua forza mandibolare. quando arriva il nuovo trasportino (un bel Varikennel gigante) sembra molto entusiasta, ma forse più per l’imballo che per l’oggetto in sé. in particolar modo si appassiona a un lungo nastro verde per cui vale la pena lottare. Lo lascio quasi sempre vincere, ma sempre dopo che se l’è meritato.

…la sera terribile Mr (Elrond)Hyde
Mentre sono qui i miei genitori che lo adorano e lo ricoprono di carezze, immolandosi con strepiti e vocine ai suoi giochi di denti, Elrond si tramuta in un isterico demonietto. Abbiamo per la prima volta l’assaggio di cosa sia un cucciolo ipereccitato. Prova a distruggere l’albero di natale, rovescia le scodelle con l’acqua dopo essersi inzuppato i piedi dentro come un orsetto che cerca di pescare le trote in un torrente canadese, corre all’impazzata intorno al tavolo e per tutto l’appartamento (scivolando spesso nelle grosse pozze d’acqua da lui stesso create), è inafferrabile, è inavvicinabile. Piccolo, ma saettante, sembra un Bolt in miniatura che deve battere contemporaneamente il record dei 100m e di “distruzione di una casa nel minor tempo possibile”.

La nostra impreparazione a un evento del genere si palesa in tutta la sua evidenza. proviamo a richiamarlo (ma lo sappiamo che è inutile, eppure ci viene naturale). Proviamo a prenderlo. proviamo a distrarlo con altri giochi. proviamo a essere indifferenti (ma come si può esserlo mentre la casa va a picco! è come continuare a giocare a carte mentre il Titanic affonda!). alla fine decidiamo di chiuderlo, senza sgridarlo, un po’ nel trasportino, tra le proteste dei miei che vedono in questa azione un crudele atto di detenzione.

dopo un po’, quando sembra si sia calmato, lo facciamo uscire. Ma dura poco, si scatena di nuovo il suo istinto distruttivo. cerca di sventrare un cuscino, afferra qualsiasi cosa gli capiti a tiro e via dicendo. giusto il tempo di rilassarsi con la pappa. e poi ricomincia. aspettiamo che si calmi giusto un po’ e gli offriamo un altro soggiorno gratis nel trasportino, mentre ahinoi smontiamo il bell’albero di natale che Simona aveva allestito con la sua solita maestria.

Questa volta si addormenta. solo allora apriamo il cancelletto e lui striscia fuori assonnato, venendo a piazzarsi sotto le nostre gambe mentre ci godiamo la visione del film “Il club degli imperatori” (a dir la verità opera piuttosto modesta). andiamo a letto presto distrutti dalla difficile serata.

Il primo abbaio
Stasera, nei panni di Mr ElrondHyde abbiamo anche conosciuto la voce del nostre cucciolo. Un abbaiare squillante e convinto, che lascia presagire momenti di sonora inquietudine!

Una gita nella lavastoviglie
Dopo pranzo, per un attimo Simona ha perso di vista Elrond. Io ero fuori (ancora alla presa con gli ultimi scampoli di trasloco). Dopo un po’ si è resa conto che stava scalando la portiera della lavastoviglie, per andarsi a rifugiare nel caldo ventre dell’elettrodomestico (ovviamente spento).

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