Arrivati in strada il suo pensiero fisso non è camminare, passeggiare o godersi lo spettacolo, bensì caracollarsi sul lungomare, che nella sua mente è una luna park. E non posso dargli torto. avendo eliminato molti dei giocattoli a casa, per dargli un pò di regole e non rendere l’appartamento una rovina post-atomica, abbiamo trasferito il “momento ludico” in strada e in particolare proprio sul lungomare. quindi per lui camminare in strada significa raggiungere il prima possibile il luogo eletto. Elrond ha imparato a riconoscere ogni “affluente” che dal corso principale porta a questa “croisette” in salsa meridionale (a sinistra ne vedete un’immagine serale) e così appena si profila una di queste strade, testa giù e forza di un piccolo trattore per portarci a giocare. venerdì 27 agosto 2010
CHI E’ ELROND? – Parte II : le uscite
Arrivati in strada il suo pensiero fisso non è camminare, passeggiare o godersi lo spettacolo, bensì caracollarsi sul lungomare, che nella sua mente è una luna park. E non posso dargli torto. avendo eliminato molti dei giocattoli a casa, per dargli un pò di regole e non rendere l’appartamento una rovina post-atomica, abbiamo trasferito il “momento ludico” in strada e in particolare proprio sul lungomare. quindi per lui camminare in strada significa raggiungere il prima possibile il luogo eletto. Elrond ha imparato a riconoscere ogni “affluente” che dal corso principale porta a questa “croisette” in salsa meridionale (a sinistra ne vedete un’immagine serale) e così appena si profila una di queste strade, testa giù e forza di un piccolo trattore per portarci a giocare. martedì 9 marzo 2010
AVATAR E I DUE CALZINI
giovedì 25 febbraio 2010
DACCI OGGI LA NOSTRA ROUTINE QUOTIDIANA – 4 mesi
Costruire una routine per un cane è come gettare delle solide fondamenta per un edificio. ti assicuri stabilità. allora pazientemente stiamo provando a modificare le nostre giornate tanto da strutturarle in modo che tutto combaci.
Il giorno inizia intorno alle 8. Alzarmi dal letto, mentre la pioggia frusta i vetri e il tepore delle coperte è una morbida carezza, a volte è come uno schiaffo in faccia. Mi sveglio pensando ai giorni pre-cane quando non avevo limiti al mio sonno e potevo decapitare il sonno a mio piacimento. Ma mi consolo dicendomi, mentre infilo le calze al rovescio e gli occhi sono aperti come due fessure invisibili, che: svegliarsi presto fa bene perché la giornata così è più lunga, passeggiare al mattino (prima di fare colazione) fa bene perché è molto indicato per chi desidera perdere peso (poiché il corpo, non avendo ancora introdotto zuccheri freschi, cioè energie immediatamente disponibili, ricorre maggiormente al consumo di glicogeno, il grasso accumulato come riserva corporea), portare un cane a spasso fa bene per le relazioni sociali e per assaporare un volto diverso della propria città. Ah potenza dell’autoconvincimento!
La passeggiata va avanti a lungomare per circa un’ora. Elrond è sempre al guinzaglio. Piccolo, ma è già un tiratore professionista. Uno di quelli che mettono a dura prova le articolazioni della spalla e la muscolatura delle braccia. Ogni volta che il guinzaglio va in tensione mi fermo. attendo che si fermi e riparto. Chi mi vede per strada forse mi prende per matto. Elrond logicamente fiuta alla ricerca dell’ottimo cibo-spazzatura da strada cittadina. sto sempre attento ad evitare che arrivi sulla preda. Ha una predilezione per le cartacce bianche che afferra a velocità fulminea. quando dico LASCIA, 8 volte su 10 la lascia, chiedendo in cambio qualcosa. Se afferra bicchieri di plastica o qualcosa di commestibile la percentuale di abbandono della preda scendono allo 0%.
Finita la passeggiata durante la quale provo a seguire una mia strada a volte forzando la sua testarda voglia di seguire un proprio percorso, mi fermo su un’aiuola (di quelle lunghe una ventina di metri) di prato, stando attento a non calpestare i bisogni degli altri cani (ma fallendo spesso in questa impresa), e cominciamo per una decina di minuti il lancio della pallina. Dopo aver corso per afferrarla quasi sempre la riporta, qualche volta invece se la tiene per sé un pò più a lungo guardandomi con la faccia di chi non capisce cosa gli stia chiedendo visto che quella cosa gialla e rotonda che ha tra le zanne non è altro che un prolungamento fisico della sua bocca!
Torniamo a casa. Il percorso ormai lo conosce bene. Ma lo fa al guinzaglio comunque,anche perché ci sono un paio di vie a scorrimento sostenuto da attraversare. Arrivato in appartamento è il momento della pappa (150 gr di crocchette Hill’s) che consuma nel trasportino alla velocità che impiega l’elettrone a farsi un giro intorno al nucleo di un atomo.
Ora dovrebbe essere esausto, satollo e rilassato e quindi pronto al riposo. Macché. Si muove per la casa come una tigre in una savana senza cacciatori. Vuole salire sul banco della cucina, sul tavolo da pranzo, sui mobili o sul divano nuovo, logicamente bianco! Afferra tutto ciò che è afferrabile e guai a lasciare aperte le porte dei bagni o della camera da letto. Il rischio è che svuoti i cesti dei panni sporchi o prenda calzini in terra o cuscini sul letto. Quindi bisogna stargli dietro sempre. Per evitare di vivere con gli occhi incollati al suo corpo pelliccioso e quindi perdere il lavoro per negligenza, sia io che Simona, decidiamo di metterlo a riposo nel kennel. Lo attiriamo nel trasportino con un paio di crocchette, gli diamo il comando CUCCIA e lo chiudiamo per un’oretta e mezza. di solito crolla addormentato quasi istantaneamente, o al massimo dopo pochissimi lamenti.
Verso le 12:30 si esce ancora per una lunga passeggiata pre-prandiale. Di solito di questa se ne occupa Simona, quando io sono al lavoro. In giornate come oggi, in cui il sole è alto e muscoloso, è un gran piacere attraversare la folla e mescolarsi all’odore di salsedine che viene dal mare. Purtroppo la spiaggia è impraticabile, perché è sporca come una discarica. Forse per la mareggiata di questi giorni (ci sono anche 2 o 3 carogne di animali non ben identificati), ma certo l’incuria di chi dovrebbe occuparsene è vergognosa. In media un’altra ora /ora e mezza di cammino, di incontri con altri cani, di piccole lotte (specialmente quando incontra i suoi amici storici, che purtroppo per loro diventano sempre più piccoli nei confronti della sua stazza che cresce a vista d’occhio).
A casa pranziamo, mentre lui si mette in un angolo piuttosto lontano dove si aspetta che riceverà qualche briciola di pane. Sa che gli conviene starsene lì piuttosto che venire a elemosinare ai nostri piedi. Non otterrebbe nulla. Qualche volta capita anche se si addormenti da solo, così per terra o sul vecchio divano che ora è nello studio. Ma è raro. le sue batterie sono quelle certificate per Border: ovvero inesauribili. Dobbiamo stare attenti mentre apparecchiamo la tavola o quando sparecchiamo. lo squaletto è in agguato e balza sul grande tavolo nero di cristallo, mettendosi in piedi sulle zampe di dietro, con estrema rapidità. anche in questo caso confidare nella sua voglia di riposare è utopico, quindi lo “aiutiamo” a farlo, confinandolo un po’ nel trasportino per un altro paio d’ore massimo.
Quando si sveglia fuggiamo subito fuori, per evitare le sue bionde benedizioni di pavimento. Quando piove è giusto il tempo di espletare le sue funzioni fisiologiche, altrimenti è il momento per una nuova passeggiata, questa volta per il corso principale della città. Isola pedonale, molto frequentata da persone e cani. praticamente nel pomeriggio tutta Salerno si riversa lungo questo chilometro e mezzo di eleganti negozi, luci e acciottolato. Ho sempre pensato che in questa città si lavora poco, la gente però qui è professionista nell’arte antica dello struscio: ovvero nel camminare avanti e indietro per il corso chiacchierando e lanciando sguardi alle vetrine.
A casa giochiamo al lancio dell’osso di gomma che lui ama da morire. io lancio, lui riporta questo bell’osso rosso tutto salivato! andiamo avanti così per qualche minuto. poi passiamo al tira&molla, che però lo eccita molto (a dire il vero ci vuole poco a eccitare questa peste!). tra una cosa e l’altra si fanno le 19-19:30. Si esce ancora, se riusciamo prima che abbia già irrorato le nostre mattonelle domestiche. Comunque prima della seconda pappa si va fuori, anche se solo per una mezzoretta.
Arriva il momento in cui io e simo abbiamo voglia di rilassarci. secondo voi lui è dello stesso avviso? direi di no. e come si va a vedere un film sul divano se questo diavoletto non vuole saperne di accomodarsi un po’ e mettersi in stand-by? Ci proviamo in tutti i modi: ossa di bufalo, carezze quando si mette a terra, preghiere in lingue sconosciute (!) Alla fine ricorriamo al buon vecchio trasportino. un paio di crocchette, Cuccia e lui si infila dentro e dorme beato (dopo un paio di minuti di “scavo & gratto” alle pareti di plastica e qualche guaito per accendere la pena in noi, cosa che fallisce miseramente!) fino ai titoli di chiusura.
E’ mezzanotte o qualche minuto in più. si esce per l’ultima volta. L’aria pungente. la città che dorme. Elrond che si sveglia a poco a poco… e già vuole saettare di qui e di lì. Ma dopo un pò si rientra e il caldo trasportino lo accoglie di nuovo per il lungo sonno al buio. Buonanotte Elrond, a domani!
giovedì 11 febbraio 2010
IL PORTO DELLE NEBBIE – passeggiando col border collie
Ci sono certe mattine che portano impresse nel petto una poesia naturale. E scopri che portare fuori il tuo border collie alle 8 (io che prima di Elrond non mi alzavo mai prima delle 9:30/10) non ha alcun peso e non può essere associato alla parola sacrificio.
Stamani io ed Elrond abbiamo fatto un giro sul porto. Dentro l’aria bagnata e il cielo orlato da nubi vaporose, morbide, stracciate. Il mare urlava contro gli scogli, furioso e schiumante. E l’odore antico della salsedine si alzava in folate orizzontali. Io e il mio Elrond. Io e il mio cane, anche se ancora cucciolo.
La pioggia è stretta e fitta. Ma innocua. Elrond sembra non avvertirla, tranne quando si strizza nella tipica “Mossa” da cane fradicio. incontriamo una signora con un beagle ben bardato in una dog jacket azzurra, molto trendy. Vede Elrond e quasi scandalizzata mi chiede : “ma non glielo metti il cappottino?”. Io la guardo sorridente e rispondo “no, è un cane da pastore che viene dai paesi freddi… si abituerà al freddo e alla pioggia”. Ma dentro di me penso: “Non gli infilerei un cappotto o una giacchetta neanche se mi pagassero. Odio i cani umanizzati”.
Il porto coperto da questa nebbiolina di pioggia è silenzioso, tranne per il frangersi delle acque contro la chiglia delle imbarcazioni ormeggiate e per il mare che borbotta in onde grosse. E’ uno spettacolo incantevole ed Elrond ne sembra affascinato. Quando il mare sale sugli argini e prova a lambire le sue belle zampe grandi lui si spaventa e si ritrae. Ma è roba da poco, Elrond non è un cane pauroso.
Mi accorgo di quanto io sia legato al mare e di quanto sia bello avere un cane accanto che ti guarda per sapere “cosa fare”, quale direzione prendere o semplicemente per implorarti a dargli del cibo (eh sì Elrond è pur sempre un borderciccio! Ho visto altri cani in giro, ne conosco tanti, ma il modo in cui ti guarda un border collie mi sembra unico. In tutta sincerità.
lunedì 8 febbraio 2010
ELROND ON THE BEACH
Quando abbiamo deciso di prendere un cane, o meglio: un border collie (che a volte sembra, parlando con tanti borderisti o semplici parvenu del mondo cinofilo, fare specie a sé piuttosto che “semplice” razza del mondo canino) avevamo un pensiero in mente ben preciso: dedicargli del tempo.
E onestamente non si può dire che abbiamo tradito questa intenzione. Siamo sempre con il piccolo Elrond e non perdiamo occasione per fare qualcosa con lui. Non ci limitiamo a fargli l’elemosina di una veloce scappatella giù in strada per dar sfogo ai suoi bisogni corporali. Noi “usciamo” con lui. Facciamo lunghe passeggiate e non si sta mai meno di un’ora, un’ora e mezza a perlustrare le strade (che solo ora mi rendo conto essere sporchissime con cartacce e altro a trapuntare il manto asfaltato) o a battere in lungo e in largo il lungomare.
Oggi siamo già usciti 2 volte e ora stiamo per riprendere guinzaglio e paletta (no, non faremo castelli di sabbia… Elrond piuttosto è specializzato in architetture diciamo così più “organiche” e ne fa di imponenti!) per tornare a calcare i palcoscenici cittadini.
Il sole stempera questa fredda giornata di febbraio battuta da un vento sottile e che crede di essere siberiano. cielo perfetto. siamo stati in spiaggia che oggi sembrava leggermente più pulita del solito. io e Simona armati di palla (un pallone in miniatura, a dire il vero, regalatomi l’anno scorso dal nostro sponsor del Giffoni Film Festival: Diadora e che ormai non vedrà più i suoi gonfi fasti, grazie alle punture poco indolori degli aghi di Elrond) siamo scesi sulla rena di Santa Teresa. Finalmente si corre! L’asfalto ci ha detto la “nostra” Cristina di Petrademone fa male ai suoi cuscinetti delle zampe e così abbiamo cercato qualcosa di morbido.
E’ sempre uno spettacolo vederlo predare la palla. Si appiattisce al terreno come se fosse una sogliola in pelliccia e incassa la testa nelle spalle come un ghepardo nella radura della Savana. Attento e puntuto quasi si trattasse di una corsa per la vita o la morte. Lancio! Scatta come un fulmine. L’afferra al volo a volte capriolando sulla palla in movimento. Addio manto nero e bianco, ora è nero e giallastro come i denti usurati di un fumatore di Istanbul!
A volte riporta la palla fino a noi, ma senza mai lasciarla tanto, altre volte segue un suo itinerario invisibile e si direzione verso una base che vede solo lui. Ma in tutti i casi non è facile che si separi da questo pallone sgonfiato. Se ne va in giro come se avesse un gigantesco ascesso che fuoriesce dalle labbra.
Dopo un pò arrivano sulla spiaggia Luna (il suo amore che in questi giorni ha subito l’operazione di sterilizzazione e ancora non è tornata quella di un tempo in quanto a grinta e a giocosità ed Elrond deve essersene accorto) e i due bellissimi cani di un giovane scrittore di gialli, Gianluca Durante: un husky (che ulula da brividi e purtroppo soffre di epilessia) e un setter (melanconico come un personaggio di Gente di Dublino). Ma Elrond non li teme, giusto un sano rispetto. Non si prende confidenze che non gli sono dovute. Li guarda a distanza e quando Set (l’husky) si avvicina col passo pesante di un imperatore che ne ha viste tante, lui lascia la palla e si allontana un po’ deferente.
Stare con Elrond, comunque, non è mai tempo sprecato, non è mai tempo sottratto a qualcosa. E’ tempo prezioso e ogni giorno che passa siamo più felici di aver scelto lui come nostro compagno di viaggio!
domenica 24 gennaio 2010
UNA DOMENICA DI ORDINARIA FOLLIA
Domenica mattina in technicolor. Di luce splendida e di mite calore. Il lungomare straripa di gente. Di una carovana di marmocchi vestiti da carnevale e di frotte di cani nuovi al guinzaglio per la loro “uscita della domenica”, appunto. Noi siamo habitué del luogo quindi lo attraversiamo con quel senso di snobismo aristocratico di chi si trova improvvisamente in mezzo a una folla di parvenu.
Raggiungiamo subito la Spiaggia di Santa Teresa muovendoci a difficoltà tra la selva di gambe e il prato di coriandoli che trapuntano questo lungo “parco” orizzontale di giardinetti, panchine, palme e mare laterale. L’unico luogo appena decente dove dare una parvenza di libertà ai nostri cani (Salerno, che peraltro è una cittadina dignitosa, carina e molto ben funzionante per gli standard meridionali, vanta una delle peggiori “propensioni” al cane che io abbia riscontrato in giro. Non c’è un contenitore dove gettare i suoi bisogni, non c’è un dog park, non uno dei parchi cittadini è accessibile ai nostri amici zamputi… mah!), anche se c’è il divieto totale di portarli senza guinzaglio (regola che moltissimi – tra cui spesso io – disattendono).
Arriviamo in spiaggia e il primo incontro è con l’amore di Elrond: Luna (nella foto mentre passeggia con il “nostro”). Al duetto delle follie si aggiunge oggi l’antico cane cinese dei miei genitori in trasferta. Stavolta proviamo un campo neutro per vedere se si riesce a non farli scannare.
Rea, la shar-pei, è al guinzaglio mentre i due fidanzatini sono sciolti e liberi di giocare. Rea è su di giri e vorrebbe unirsi all’idillio ludico. E comincia a sbavare. Letteralmente. Trovo quantomeno nauseante la vista di un cane che sbrodola e raglia come un asino! Comunque mio padre si è deciso a liberarla ed anche lei ha provato a unirsi ai festeggiamenti da spiaggia. Stavolta è andata molto meglio, anche se non so se Elrond avesse proprio intenzioni giocose, perché nel suo ringhio e nei suoi morsetti di difesa sembra molto più accigliato e cattivo rispetto al solito.
Presto sono arrivati sulla spiaggia altri due cuccioloni. Un golden retriever di 5 mesi (Kibo) e un cocker saltellante di un anno (Charlie). Hanno messo a soqquadro la spiaggia.. specialmente con il biondo Charlie che ad un certo punto si è avviato verso il mare, oggi piatto come il petto di una modella anoressica. Ma mentre questi ha fatto una finta ed è tornato indietro, il buon Elrond impavido come un cavaliere della tavola rotonda e sciagurato come un liceale alla sua prima gita: si è lanciato nelle fredde acque mediterranee con un balzo degno del padre Aragorn (campione di agility). E non si è fermato a questo. Ha cominciato a nuotare sotto lo sguardo divertito e sgomento della folla. Io inizialmente sono stato preso dal tipico panico di un genitore alle prime armi che vede il figlio improvvisamente in fin di vita. Ero già pronto a spogliarmi e gettarmi per salvarlo, ma poi l’ho visto nuotare indietro verso la riva con quella sua testolina furba a pelo d’acqua! un incanto. subito spezzato dalla sua vista una volta sulla spiaggia. tutto bagnato sembrava un altro. piccolo e striminzito come un cane randagio, un meticcio abbandonato e maltrattato, un avanzo di canile senza speranze!
L’acqua fredda non ha spento però i suoi bollenti spiriti. Subito di nuovo alla corsa. subito ad inseguire il suo amico Charlie o a rotolarsi nella sabbia, forse per darmi prova di quella “leggenda metropolitana” del pelo autopulente dei border. Che poi di leggenda assolutamente non si tratta. Dopo qualche decina di minuti, mentre eravamo di ritorno a casa sembrava immacolato. non un briciolo di sabbia, nessun segno delle scorribande arenili, nessun odore particolare. Il pelo era quello di prima.
mercoledì 20 gennaio 2010
NEMIAMICI DI ELROND
giovedì 14 gennaio 2010
UNA MATTINATA SUL LUNGOMARE
Sole sole sole! Quando apri gli scuri delle finestre e dentro casa entra questa luce calda è come essere baciati dalla natura e ogni nube mentale si dissolve, ogni preoccupazione lascia il posto alla voglia di scappare da casa e dalla vita quotidiana! Così dopo che Elrond ha avuto la sua abbondante colazione e dopo aver fatto i suoi bisogni (in casa purtroppo, non ci è riuscito di andar fuori prima) verso le 9 siamo già per le strade del centro storico in direzione Lungomare. Stamani il piccolo era un po' restio ad uscire, forse perché per andar giù devo prenderlo in braccio e farmi 3 rampe di scale? A lui non piace evidentemente stare sollevato da terra. Vorrei dirgli: non è che io muoia di voglia di farmi questa sfacchinata! però poi penso e mi consolo: sai che muscoli della gambe mi farò in questi mesi di passeggiate!
La Neve in spiaggia e un compagno di giochi: Milo
Il clou della giornata di Elrond arriva al momento in cui arriviamo sulla spiaggia di Santa Teresa. luogo di ritrovo di tutti i ragazzi che marinano la scuola (ma dico io che c’è di più bello che stare all’aria aperta in giornate splendide come queste?! Io sono un ardente sostenitore del “filone” – da noi si chiama così quando ci si prende un giorno “sabbatico” dalle lezioni, senza giustificazione) e di molti cani che vengono qui a liberare i loro istinti più animaleschi (non sbranare gatti, intendo correre e ritrovare un rapporto con la natura che in piena città è altrimenti impossibile).
Il primo incontro è con un Pastore Maremmano di tre anni dal pelo bianchissimo e dal piglio sonnolento. Lo tiene al guinzaglio una ragazzina dal volto solare e simpatico. Mi chiedo come faccia a non volar via se il cane decide di correre dietro a qualcuno o a qualcosa. sono di altezza quasi pari! Si chiama, of couse: NEVE. Una femmina splendida e molto consapevole del suo ruolo. ogni volta che Elrond si allontana da noi (quando siamo sul lungomare il piccolo passeggia senza guinzaglio) lei lo richiama con un abbaio grave e deciso. Elrond obbedisce a coda e testa bassa. Questa sì che è una femmina che sa tenere il maschietto a posto! Propongo alla ragazza di fittarci Neve per qualche mese, mi farebbe comodo in casa! Scherzo logicamente, ma sono sempre più convinto che il miglior educatore/addestratore per un cane è sempre un altro cane (ammesso che sia equilibrato, altrimenti sarebbe come affidare il proprio bambino alle cure amorevoli di un Pacciani!). Mentre Elrond e Neve familiarizzano, ma con molta distanza, arriva una coppia di signore anziane con un bel cocker al guinzaglio. Da lì a poco sapremo che si chiama Milo e che è un cucciolone di 10 mesi. E in ancor meno tempo sapremo che quello diventerà il compagno di giochi ideale per Elrond nella successiva mezz’ora!
Scendiamo in spiaggia tutti insieme.Io, Simona e le due signore (una ha un cappottino verde, una faccia di chi non ha mai conosciuto l’amore nella sua vita - e infatti si dichiara “signorina” - e un modo di camminare che mi ricorda un pupazzetto simpatico da tenere su un comodino). L’altra signora – l’autentica proprietaria del cocker - si decide a sciogliere Milo – era un po’ impaurita all’idea – e si scatena il pandemonio. cosa non fanno questi due cuccioli imbizzarriti! Si tuffano in acqua, si buttano a terra a vicenda, si mordono (senza mai affondare i colpi), si rincorrono, si predano, sgroppano insieme sulla sabbia, scavano buche (e quel ciccione di Elrond non perde occasione per mangiarsi anche la rena). Non ho mai visto così “felice” il nostro cucciolo. Ad un certo punto, in una scena da libro Cuore, Elrond e Milo finiscono uno di fronte all’altro, girati sul fianco e abbracciati (o si dice azzampati?) come due amici stanchi ma contenti! Non ho con me la macchina fotografica, sarebbe stata una bella scena (durata poco come potete immaginare). Vedere Elrond schizzare sull’orlo salivoso delle piccole onde marine che si sfasciano sulla riva della spiaggia, dentro questo sole brillante è un’immagine che porto già stampata nella mia mente e nel mio petto. Mentre i due si divertono come folli, io e mia moglie parliamo amabilmente con la signora proprietaria di Milo. Scopriamo nientedimeno che si tratta della madre della giornalista Rai: Lucia Annunziata! sapevamo essere di Salerno (come Santoro… ma che i salernitani in tv sono tutti incazzati e di sinistra?!), ma non l’abbiamo mai incontrata in città.
Nella foto qui sopra Elrond e Milo mentre giocano. Elrond ha schienato più volte il cocker e quindi lo do vincitore ai punti!!!
Finalmente un border!
Da lontano mentre passeggiamo mi sembra di scorgere un Border adulto! Sarebbe il primo a Salerno che incrociamo. Ci fiondiamo in direzione del gruppetto formato da questo cane tenuto a guinzaglio corto e due signori molto avanti con gli anni. Senza essere invadenti ci fermiamo a parlare con loro, per capire se si tratta di un border, perché non ne siamo sicurissimi, visto che sembra molto più alto di quelli che abbiamo visto in precedenza e ha un aspetto facciale molto “collie”. Il signore molto affabile ci dice che si tratta del figlio “del cane dell’Infostrada” (dentro di me penso: avrà più figli in giro quel cane di un affascinante marinaio che gira di porto in porto!). Si chiama Rick ed è molto potente come impressione estetica. Un bellissimo pelo fitto e lucido. Elrond lo teme e si mette seduto a distanza. Che ne è del nostro piccolo pioniere impavido? Che i suoi attributi si siano raggrinziti al contatto con l’acqua? scopriamo che questo signore non sa nulla di agility, di attivazione mentale e di altre amenità fondamentali per questa razza. dice che è come un figlio a casa, che passa ore ai piedi del divano accanto alla moglie. Mah! Contenti loro. E tra l’altro non mi sembra molto socializzato, visto che ci dice sempre questo anziano e distinto uomo con cappello e occhiali, non sopporta molto gli altri cani, ma con i cuccioli è più tollerante.
Mentre siamo lì si avvicinano una coppia di giovani mamme con pargoli al seguito. La bambina minuscola ha occhi grandi e azzurri come quelli dei cartoni animati. Si chiama Carla e ha un grande istinto di amicizia verso i cani. bene proprio quello che ci voleva per il nostro cucciolo, che si avvicina un po’ circospetto. Ma il rapporto tra i due sembra ottimo. Temo solo quando Elrond si alza con le sue zampe sul corpo della bambina. di altezza sono pari! la mamma sembra molto tranquilla, dice che ha un pastore tedesco a casa quindi non ha nessun timore di queste relazioni bambini-cane. Finalmente una mamma come si deve ;-)
Uomini di corsa e palloni rotolanti
Due cose distraggono Elrond dal camminare accanto a noi: le persone che fanno jogging (di solito uomini) e i ragazzi che giocano a pallone. I primi li rincorre per metri e metri e metri. si mette al loro fianco e si allena tallonandoli a pochissima distanza. Per fortuna non li segue all’infinito altrimenti costringerebbe anche noi a una sessione non programmata di corsa. e poi i ragazzi con super-santos (avete presente i palloni rossi che hanno segnato la nostra giovinezza e continuano a tingere di colore le giornate dei teenager?). si mette accanto a loro in posizione predatoria e appena il pallone rotola eccolo che parte all’arrembaggio. Oggi si è esibito anche in un colpo di testa (di muso) degno del miglior Luca Toni (a proposito: forza roma!).
Chiudo qui il blog di oggi che ha condensato in poche righe una passeggiata di circa 3 ore e che ha visto anche molti altri incontri, come per esempio: la volpina moina Laika, la bassotta acida Brigida e lo schnauzer gigante Arturo. Ora Elrond si è risvegliato dopo solo una quarantina minuti di riposo. le Borduracell sono già ricaricate! Sgranocchia un bastoncino di pelle di bue che da solo si è portato nel trasportino. che gioia vederlo andare nella sua cuccia di sua spontanea volontà!
Un piccolo omaggio creato per i nostri amici instancabili!
mercoledì 13 gennaio 2010
SUI VERDI PRATI DELLA SAPIENZA
Ieri giornata piena per Elrond. Per il pomeriggio abbiamo pensato per lui qualcosa di più “culturale”. Abbiamo deciso di portarlo a scorrazzare libero sui prati dell’Università delle facoltà scientifiche di Salerno dislocata a Baronissi.
Il viaggio inizia subito bene! Dopo un paio di chilometri sentiamo Elrond, che è in braccio a Simona, intonare i “singulti del vomito” (partitura di cui sentimmo le note, poco melodiose, già nel viaggio dalla sua casa natale a Orvinio alla nostra). Simona prova a tamponare l’emergenza chiudendogli la bocca a forza in attesa di portarlo fuori. Io mi faccio prendere dal panico e accosto improvvisamente senza nemmeno mettere la freccia. Proviamo a portarlo giù per evitare un disastro ambientale (della mia auto), ma in quel momento il cucciolo si trasforma nella protagonista dell’Esorcista inondando l’auto di un torrente verde. La disperazione cala su di noi come un sipario senza più fili. Ma reagiamo. In fondo è stata colpa nostra, non avevamo messo in conto una eventualità molto probabile. Ripuliamo il tutto a fatica, aiutandoci con dei kleenex che solo pochi giorni prima avevamo fortunatamente acquistato da un ambulante magrebino smunto e sdentato (ricordo anche che io avrei preferito non prenderli… trincerandomi dietro un insulso “no grazie tanto io non lo prendo mai il raffreddore”! Santo ambulante e santa Simona che mi convinse a comprarli).
L’auto non profuma esattamente di fiori di campo! Va portata al lavaggio quanto prima. Non ci facciamo fermare dall’incidente comunque e partiamo alla volta di Baronissi, che dista circa una decina di chilometri. La giornata è ancora splendida, anche se il sole sta velocemente ripiegando dietro le montagne. Il cielo è screziato di colori caldissimi, anche se la temperatura è piuttosto rigida (secondo i parametri meridionali, naturalmente).
Arriviamo all’Università ed ecco aprirsi davanti ai nostri occhi questi vasti prati verdi trapuntati di alberi dalle fogge più disparate e innervati da stradine in mattoncini. Lasciamo subito libero Elrond che, intanto aveva vissuto il resto del viaggio sul sedile posteriore tra le amorevoli cure di Simona. Ora è scatenato. Si lascia andare a qualche corsetta di sfogo. Noi ci siamo muniti di piccoli premi culinari (le sue famose e maleodoranti crocchette della Hills). Proviamo il VIENI che funziona alla grande. Ogni volta che ritorna, sempre, al richiamo si becca un snack che sembra sempre gradire molto.
Ci siamo dati appuntamento con la madre di Simona, mia suocera Angela (dimenticate lo stereotipo della suocera rompiscatole e noiosa e pronta sempre alla critica, lei è una giovanile signora molto simpatica e a volte un po' “bambina”. adorabile) con la sua cagnolina Laika (eh si nome originale, praticamente come chiamare Vincenzo Esposito un neonato partenopeo!). Laika aveva già avuto modo di esprimere la sua simpatia nei confronti di Elrond nel primo incontro cane-cane della sua vita di cucciolo. Logicamente sono ironico.
Laika è uno dei cani più snob e asociali che io conosca. Come una (bella e affascinante) single bisbetica che si è ritirata a vita privata di giardino, felicemente lontana dalle cose degli uomini e degli altri quadrupedi. A volte vedo in lei l’incarnazione canina di Oriana Fallaci (con il dovuto rispetto per una scrittrice il cui stile ho sempre apprezzato enormemente). Comunque la storia si ripete. Laika appare contrariata dalla presenza del piccolo o quantomeno indifferente. Elrond lo percepisce e gira piuttosto alla larga.
Solo in qualche momento c’è un avvicinamento più sostanziale, ma che produce una rivolta nella cagnolina subito pronta a ringhiare, abbaiare ed atterrare il povero borderino spavaldo. Da quel momento in poi ogni volta che Elrond prova un minimo tentativo di accorciare le distanze, lei lo dissuade con un ringhio basso ma eloquente. E il cucciolo capisce l’antifona. Ah sapessi ringhiare anche io così!!
Quello che ci stupisce è la reattività ai comandi di Elrond in questa situazione di libertà. non stacca mai lo sguardo da noi, schizza come un levriero da cinodromo al nostro richiamo, gioca senza mai stancarsi, si fa infilare il guinzaglio senza proteste o rimostranze. Fuori casa nemmeno la traccia di Mr(Elrond)Hyde!
Qui sotto SIMONA che gioca con Elrond!
martedì 12 gennaio 2010
LA COMPAGNIA DEL GUINZAGLIO
L’inizio della saga del signore degli anelli inizia con un capitolo dal titolo “Una festa a lungo attesa”. Bene, voi tutti ormai sapete che il nome del nostro cucciolo (Elrond) deriva proprio da questo fantastico libro di Tolkien. Quindi se io intitolo questo paragrafo “Una uscita a lungo attesa” sono perfettamente in linea con la storia!
Eh si oggi… 11 gennaio 2010… quando il buon Elrond festeggia il suo 78° giorni di vita arriva la sua PRIMA USCITA ufficiale. L’euforia è tanta, Elrond appare nervoso e imbizzarrito. Ogni volta che Simona si prepara per andar fuori, vestendosi in modo più carino rispetto alla sua domestica tuta viola, il cucciolo comincia a saltellare come un Jack-in-the-box! Ma molto più mordace. ha quasi strappato la maglia nuova e questo ha incrinato la famosa calma di mia moglie. Guai a toccarle i suoi preziosi vestiti! Comunque sono intervenuto io. Non è che lo abbia tranquillizzato il demonietto dalle fauci a molla. Ho provato anche a ringhiare (e direi che mi esce bene) e col solito “No secco” che ha lo stesso effetto di una goccia di acqua su un incendio forestale! Anzi quando gli ringhio contro il tipo si ribella con maggior decisione. Allora ho fatto ricorso all’ atterramento canino. Ho rimediato una bella ferita sulla mano (ok giusto un po’ di sangue, ma è stato più da strusciamento contro i denti che per i morsetti in sé). Devo dire che dopo due di questi schienamenti Elrond si è tranquillizzato. Collare e guinzaglio. Si parte verso il vasto mondo!
Giornata splendida. Il sole è un occhio benefico piantato in mezzo al corpo azzurro di un cielo intatto. L’aria sa di buono, di freschezza, come se la pioggia di questi giorni avesse lavato via le macchie e i residui delle feste trascorse. Il primo approccio è con un gruppo di colombi grigi che si contendono un tozzo di pane. Elrond li punta, ma fa 2 passi e questi sono già volati via. So che questi uccelli sono portatori sani di molte malattie, così cerco anche di tenerlo alla larga dai loro corpi metropolitani.
Direzione lungomare. quello di Salerno, non ha nulla da invidiare alla Croisette di Cannes, molto rinomata e amata. Anzi devo ammettere che è molto più rigoglioso e pieno di verde, solo che a noi mancano quei magnifici alberghi della cittadina francese come il Carlton o il Majestic. Vabbè Elrond non se ne accorgerà, sarà anche meno chic, ma è stracolmo di gente (ma mi chiedo: a Salerno qualcuno lavora? e i ragazzi vanno ancora a scuola? sono tutti qui!) e soprattutto di cani! Benissimo: inizia la scuola di socializzazione. Mentre scendiamo sul lungomare (che dista si e no 100 metri da casa) chi incontriamo? Il ragionier Caserta (se hai perso questo personaggio lo trovi in questi pezzi: qui e qui)! E’ in auto e vedendo il piccolo Elrond che trotterella tranquillo vicino ai piedi miei e di mia moglie esclama con tono deciso “Bene, si sta comportando proprio bene”. Avuta la benedizione continuiamo il nostro tragitto, passando attraverso il traffico sostenuto di Via Roma. Deve abituarsi subito alle auto. E lui sembra non avvertire paura. Ad essere sincero è un cane che mostra sempre coraggio e curiosità e voglia di esplorazione.
Arrivati sul lungomare: il paradiso della socializzazione! Gente in bici, eserciti di mamme armate di carrozzine e bimbi al seguito, frotte di anziani che non vedono l’ora di fermarsi a carezzare un cagnolino e parlare dei loro trascorsi con gli amici a quattro zampe (ce n’è uno così anziano che credo abbia fatto socializzare il suo con quello di Garibaldi), il mare che carezza lievemente i fianchi della strada, ragazzi che giocano a pallone, atletici giovani impegnati in sudatissime sessioni di jogging. E poi tantissimi cani, di tutte le razze, di tutte le taglie, di tutti i colori. Noi abbiamo la ferma intenzione di dare a Elrond la possibilità di conoscerne quanti è più possibile.
Ciro, il bassotto.
Il primo con cui ha modo di interagire è un bassotto di 10 anni, molto più attento al mare che a Elrond (sembra abbia un istinto suicida. alla sua veneranda età forse la morte per annegamento gli sembra più dignitosa! ha uno sguardo tristissimo). Il nostro cucciolo prova a invitarlo al gioco, ma Ciro sembra proprio non averne voglia. lo tiene una ragazza la quale ci chiede il nome del nostro. Rispondiamo e vediamo la solita faccia a punto interrogativo! Come a dire: un nome più facile no eh?
Alice, il barboncino giocattolo.
E’ la volta di un barboncino toy. Una femmina minuscola, ma molto raffinata. Tutta ricci neri. Abbigliata in un cappottino rosa shocking. Molto snob. Così dopo qualche semplice sniffatina di musi e sederi tutto finisce qui. La storia d’amore non ha avuto futuro.
Sissy e Cuma: beato tra le femmine
I primi veri compagni di gioco sono 2 cani meticci. Uno è legato a una panchina da una signora piuttosto attempata e con qualche segno di senile dissolvenza dell’intelligenza. Molto simpatica comunque. Il suo cane ha qualcosa del border collie e Simona è convinta che lo sia. A me non sembra. Così ci avviciniamo. Ci accorgiamo di quanto sia enorme questo cane.
Simona chiede alla signora “Ma è un border?”. e lei risponde: “No, no è buonissima”. Certo.
Simona ci riprova: “No chiedevo se è un border collie?”.
“No non morde signorì, non vi preoccupate”.
Allora intervengo io: “scusi che razza è?”. La signora ci fa capire che è un incrocio tra un maremmano e un collie. Vabbè lo chiameremo: “border della maremma”. Elrond va subito a conoscerla. è una femmina. Sissy. Ci accorgiamo sempre di più che solo il nostro cane ha un nome impronunciabile. Lei non sembra voler giocare molto. si profila un’altra piccola delusione per lo scherzoso Elrond. Improvvisamente si avvicina una ragazza con un cane sciolto. anzi una cagnetta. Cuma. 5 mesi. Molto atletica. Si interessa a Elrond. Sembrano voler giocare. Allora io e simo prendiamo coraggio e decidiamo di sciogliere anche il nostro. Prende il la anche la signora e libera la sua Sissy. Puro spettacolo. sull’erba morbida delle lunghe aiuole, ai piedi delle robuste palme va in scena un teatrino di rincorse, di salti, di giochi gioiosi. Ci riempie il cuore vedere finalmente il nostro cucciolo divertirsi in questo modo. è un bimbo piccolo e peloso che sembra aver trovato i suoi compagni di gioco (seppur piuttosto più grandi di lui). Beato tra le femmine. Giocano a lungo. non smetterei mai di guardarli mentre lo fanno. Elrond mette spesso la sua pancia alla mercé delle due cagne. si sottomette al potere delle femmine. Ha già capito tutto della vita! quando Cuma va via gioca un po' con la colossale Sissy, quindi lo richiamiamo e lui arriva. Guinzaglio e via.
Roy, un meticcio scatenato e Colette: trés chic!
Arrivati all’elegante corso di Salerno la scena cambia. Molte più persone, molto meno cani. Logicamente (è un cucciolo, bello peloso e dalla faccia irresistibile) la gente impazzisce alla vista di Elrond. Piace a tutti. non riesco a contare quante persone, ragazze, giovani, signore e signori si fermano per dargli una carezza, per elogiarlo con mille parole dolci facendoci sentire orgogliosi del nostro “orsetto” rietino! Qualcuno lo riconosce anche come border collie. tre donne per la precisione. Una di queste (molto raffinata e spigliata) mi fa anche un sacco di domande su dove l’ho preso, sulle sue caratteristiche, sulla sua compatibilità alla vita cittadina. Mi dice che sta facendo tantissime ricerche su questa razza prima di prenderlo. Credo sia l’approccio migliore. Noi ci siamo informati per mesi prima di deciderci. Mentre Simona (che a dire il vero è il punto di riferimento di Elrond, è sempre lei che segue con lo sguardo e sempre lei che cerca per proteggersi) va a fare un giro alla Sisley io resto fuori con il cucciolo e si avvicina a noi un uomo con un cane. Un altro meticcio, che sembra invasato. cucciolo anche lui: 4 mesi. un trovatello, come mi racconta poi il suo compagno umano di guinzaglio: Francesco. Giocano subito, ma Roy (il nome del cane) è davvero scatenato. tormenta il piccolo Elrond che fugge di fronte a tanta irruenza, ma sta al gioco. Si sottomette. si fa mordicchiare le orecchie. e ogni tanto scappa, ma solo per essere subito ripreso. Quando Roy si fa troppo vivace negli atterramenti e nell’abbaiare , però, il nostro cucciolo reagisce. Non se le tiene, come si suol dire in linguaggio da strada. mente sono lì che giocano si avvicina una signora con una cagnolina al guinzaglio (rosa, molto fru fru!). Elrond sembra essere attratto dalla eleganza della bianca cagnolina che scopriamo chiamarsi Colette. Il loro abboccamento (ammusamento è più corretto!) non dà grandi frutti. La cagnolina sembra essere un po' schizzinosa e va via a culo alto, lontano dal muso pioniere di Elrond. Un’altra storia d’amore senza presente,vedremo per il futuro.
Torniamo a casa esattamente dopo ben 2 ore. Una lunga passeggiata, bellissima. Un’emozione. l’inizio di una nuova vita con Elrond, che quando torna a casa ha la sua meritata pappa e poi crolla esausto! Finalmente abbiamo trovato un modo per mettere in pausa questo “moto perpetuo”. E non è finita qui: oggi si va al prato dell’Università a scorrazzare liberi e felici! Ma questa è un’altra storia e sarà raccontata a tempo debito.
sabato 9 gennaio 2010
WILLY: IL PRINCIPE PINCHER
Anche nella tromba delle scale di un palazzo cittadino un cucciolo può fare incontri interessanti! Ricordate ieri il Ragionier Caserta? Bene. Nel pomeriggio porto di nuovo Elrond a spasso per il pianerottolo, giusto per fargli prendere confidenza con collare e guinzaglio. Caso vuole che il suddetto “uomo dei numeri” stia in quel momento varcando l’uscio del suo appartamento (sulla targhetta della porta non c’è il suo cognome, ma un enigmatico ed evocativo PATTON, forse per motivi di privacy!). Vede Elrond e lo saluta, poi si rivolge verso sua moglie (fuori campo, cioè che non vedo) dicendo: “cara porta qui Willy”!
Willy?? Il coyote… mi trovo a pensare. Il ragioniere avrà scambiato il mio border per uno struzzo del deserto? Poi ricordo: anche il ragionier Caserta ha detto di avere un cane. Bene!
Ecco, infatti, che sulla porta compare un cane in scala 1:10. Un pincher (lo vedete nella foto, quasi a dimensioni naturali!). Volto regale, pelo lucidissimo. teso ed elettrico come un piccolo soldatino nazista che vuole fare bella impressione sui suoi superiori. Orecchie ritte come Spock di Star Treck, gambe strette come una modella anoressica, sguardo vigile come una sentinella sotto effetto di sostanze psicotrope.
“Ecco il nostro principino”!, sembra voler dire anche la moglie del ragioniere, che incontro oggi per la prima volta. Una donna dall’aspetto gentile, premuroso e materno. Contrasta piuttosto fortemente con l’atteggiamento regale e militare del suo Willy (che invece si intona perfettamente a quel Patton scritto sulla targhetta)!
Principe Willy? A me viene un po' da ridere perché penso a Will Smith (tra l’altro attore che adoro, ma più che altro persona meravigliosa che ho avuto il piacere di incontrare più volte a Los Angeles e di giocarci anche insieme a bowling, dove mi ha massacrato senza pietà! chiusa parentesi): ricordate Willy, il principe di Bel Air?
Porto subito Elrond al suo piano (niente scale con le sue zampe come le mie amiche di FB mi hanno consigliato!). Si incontrano proprio sull’uscio. Io devo tenere obbligatoriamente il cucciolo al guinzaglio, non per paura che combatti col principe, ma perché giù c’è uno strapiombo di 4 piani e poi non vorrei che entrasse nella NON umile magione del ragioniere!
L’incontro procede molto molto bene. Elrond è felice. scodinzola. Si diverte. Invita al gioco più volte il severo cane di 3 anni che dimostra sì e no 3 settimane di vita per quanto è minuscolo! La maggior parte del tempo si annusano il muso. poi Elrond si getta anche pancia all’aria, dimostrando la sua voglia di sottomettersi, quasi implorando il pincher al gioco. Ma Willy resta interdetto e pronto a scattare come una molla. Non abbaia, non ringhia, non fa nulla, se non fare dei piccoli passetti nervosi e paurosi allontanandosi da Elrond. Mi fa ridere il modo in cui muove quella sua testolina scarna con piccoli scatti sussultori.
Il confronto sembra tra un orso e un piccolo salmone nero che sguscia in un torrente, perché Elrond muove quelle sue zampe pelose e grosse provando a riscaldare i “freddi spiriti” del pincher guardingo. Nulla, più di un timido muso a muso non si spinge. Ma sono fiero del mio cucciolo, perché non ha nessun timore, nessuna remora, nessuna riverenza (ma poi mi chiedo: perché dovrebbe averne visto che è giù quasi il doppio del più maturo compagno di NON-gioco?!)
La conoscenza finisce qui. Lo riporto in braccio giù per le scale (non sia mai detto che io sia un fautore di displasie alle anche! Grazie per i consigli, a parte gli scherzi. Ogni vostra parola ci aiuta a crescere nel rapporto con Elrond), consapevole ancora di più di quanto sia fondamentale la socializzazione con gli altri quadrupedi canini per lo sviluppo della personalità del nostro cucciolo. Ormai mancano pochissimi giorni all’uscita e siamo già in fibrillazione.
Sarà come scoprire il Mondo nuovamente!
venerdì 8 gennaio 2010
CRONACHE DAL PIANEROTTOLO
La vecchia pallina irlandese
Guardare Elrond giocare con la pallina (una vecchia palla da baseball che trovai per strada a Glengarriff – Irlanda – qualche anno fa) è per noi un autentico spettacolo. Ci mettiamo in ginocchio – non nel senso che lo preghiamo – e sussurriamo la parola “pronto”. A quel punto Elrond assume una posa da autentico predatore, da felpato cacciatore dei boschi. E’ come vedere un piccolo lupo pronto ad assalire di soppiatto la preda. Un misto di tenerezza e di rispetto per questa miniatura di cane!
E’ attento a ogni minima mossa del braccio, dei nostri occhi, seguendo la traiettoria del nostro sguardo per intuire la traccia del lancio. Quando la pallina parte lui sa già dove dirigersi e a gran velocità riesce ad afferrarla. A quel punto gli diamo il nostro “bravo” e poi un sonoro “vieni”. La maggior parte delle volte ritorna con la pallina in bocca, fiero come un maggiordomo che sta portando a tavola la pietanza per cui tutti gli ospiti sbavano al pensiero di gustare. a quel punto se molla la “preda” venendo da noi lo ricompensiamo, altrimenti si ricomincia.
Per fare una media su 5 volte (non giochiamo mai a lungo, sia io che elrond condividiamo una certa stanchezza da noia), 3 di queste la riporta. quando non viene da noi se la tiene per sé, ma senza convinzione. O la perde per strada e non va a raccoglierla. Sto studiando le sue sensazioni riguardo a questo gioco. Ancora non mi sono chiare. Alcune amiche di FB mi hanno consigliato di non giocare a pallina. Motivo: si fissa! E si sa il border è un cane monomaniaco a volte.
Un misantropo pecoraio
Simona è una campionessa olimpionica di snuggling! Non arrovellatevi nel ricordare di quale sport si tratti. E’ semplicemente il “piacere di fare le coccole” (in inglese, lingua che preferisco per la sua compattezza e musicalità). Ha una natura incline alla dolcezza, in special modo nei confronti di chi ama! Quindi Elrond sarebbe un suo target ideale. Ma fino ad ora è costretta a fare i conti con una natura molto diversa dalla sua. Elrond non ama essere coccolato. Non gli piacciono le smancerie. (avrà preso dal fiero padre Aragorn?) Almeno così è per adesso. Non so se attiene al suo temperamento, al suo carattere o alla fase di reciproca scoperta tra noi e lui che ancora non gli permette di fidarsi al 100%. Però devo notare che è molto più propenso a farsi “maneggiare” dagli estranei che vengono a trovarci, finendo anche a pancia all’aria per farsi carezzare. Povera Simona… voleva un morbido cucciolo da snugglare e si ritrova uno scorbutico e misantropo pecoraio!
Non Aprite quella porta!
Oggi finalmente il collare. Questa mattina. L’ho attirato verso la porta. Non è difficile, ormai segue abbastanza bene il mio VIENI. Mi sono armato di piccoli “premi” (un po' di scagliette di pecorino… lui ama le pecore no? se non può radunarle, facciamogliele almeno gustare come prodotto caseario) e di pazienza. Appena infilato il collare con l’aiuto di Simona ha cominciato a tramutarsi in Furia cavallo del West! Ma il magico potere del cibo fa miracoli! Premietto e si è calmato. Poi ho fatto tintinnare le chiavi appese alla maniglia. ha prestato attenzione inclinando la sua testolina curiosa di lato. a questo punto ho agganciato il guinzaglio e subito mi sono diretto verso il “misterioso mondo oltre la porta”.
Credetemi è stato sensazionale. Nemmeno un capriccio. Nemmeno una bizza. siamo partiti insieme alla scoperta di quell’universo meraviglioso che è il PIANEROTTOLO di casa! (che tristezza, ma è l’inizio no?). Elrond è curiosissimo. Spargo un po' di formaggio in terra così che annusi e associ l’esperienza a qualcosa di positivo. Si dimentica del collare, del guinzaglio. Vuole scoprire. Diversi gradini più su c’è il Ragionier Caserta (sembra un nome preso in prestito da un film di Luciano De Crescenzo, ma esiste giuro!) che si interessa a Elrond. Lo chiama. Elrond che ama le persone si fa prendere dalla foga di andargli incontro e allora vince subito il timore degli alti scalini (siamo nel centro storico cittadino, qui ogni gradino è una piccola scalata). Li sale uno alla volta, sempre supervisionato da me che lo tengo al guinzaglio. Raggiungiamo il ragioniere che lo ricompensa con delle belle carezze sotto il muso. Lui ha un pincher – il parente piccolo e schizofrenico del doberman. Lo sento abbaiare anche attraverso la sua solida porta blindata. Per scendere è più complesso. Elrond proprio non vuole o ha paura. Così per non restare tutto il giorno nel mio palazzo, lo prendo in braccio e scendiamo. Ancora un po’ di perlustrazione e via, a casa. ricompenso il piccolo con un altro infinitesimale pezzo di formaggio e lo libero del collare.Oggi ci riproviamo.