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martedì 9 marzo 2010

AVATAR E I DUE CALZINI

4mesi_primo piano Questa storia risale al mese scorso. Al 12 di febbraio per la precisione. Fredda giornata di questo interminabile inverno. Primo pomeriggio. Ho un’idea: andiamo a vedere Avatar in 3d al cinema.

Elrond ha 3 mesi e mezzo. Non lo abbiamo mai lasciato da solo a casa. E’ il momento di provare. di rischiare.

Mettiamo in sicurezza lo studio, togliendo cavi elettrici pericolosi e tutto ciò che afferrando con la sua bocca può metterlo nei guai.

 L’unico problema che mi lascia in ansia è il divano verde vecchio che ogni tanto il cucciolo prende a mordere nell’angolo in basso. Non mi importa del sofà, ma solo della spugna che lo imbottisce e che qualche volta prende di mira (più per attirare l’attenzione che per una autentica voglia di  mangiarla, credo).

Lo attiriamo nella stanza con un po' di croccantini, disponiamo qualche osso di pelle di bufalo per i prevedibili momenti di noia, un giornale a terra con la faccia di qualche politico in primo piano per stimolare le sue eventuali funzioni fisiologiche, preghiamo tutti gli Dei di nostra conoscenza affinché non succeda nulla e chiudendo la porta a scorrimento ci avviamo alla soglia di casa, sotto il peso di autentici sisifici macigni (sensi di colpa e ansia) alla visione del film. Ne abbiamo scelto anche uno bello lungo così da mettere in seria difficoltà le nostre deboli coronarie.

Per la recensione di questo magnifico film ho un altro blog (qui), ma quello che resta memorabile di quella esperienza è l’angoscia che qualcosa di brutto potesse essergli accaduto lungo tutte le quasi 3 ore di proiezione. più che per il destino dei Na’vi mi preoccupo per la sorte del nostro mastro Elrond lasciato solo a casa, con il suo pazzo cervellino sempre in movimento.

Così quando il film è finito ci siamo fiondati fuori dalla sala, come se fossimo pompieri chiamati di urgenza a spegnere il rogo di una casa piena di persone. Se avessimo avuto anche il loro palo per scendere (avete presente quello che usavano anche i Ghostbuster nell’omonimo film degli anni 80?) avremmo utilizzato anche quello per arrivare prima!

Saliamo nella mia auto e nonostante imperversi il temporale divoro a velocità folle i circa 10km che dividono il multiplex The Space da casa mia.

Io vado a parcheggiare e Simona si caracolla a vedere cosa è successo in casa. Mi chiama al cellulare Simona, ma senza inflessioni drammatiche, solo divertite.

Mi dice ridendo: “è uscito dalla stanza!”. Nella mia mente già si disegna il profilo del puro caos. Immaginarlo da solo in casa, col divano bianco nuovo nel salone, la cucina a portata di mano (di bocca, pardon) e tutto il resto mi fa quasi svenire dal timore. Dico a Simona di attaccare: “vengo subito”.

Un paio di minuti dopo sono già nel nostro appartamento, che sembra sì abbia sopportato l’arrivo di ladri a casa, ma senza quel tipico macello post-uragano che potevo aspettarmi.

Il divano bianco non è stato nemmeno toccato, non ci sono pipì o peggio sul pavimento. Ma un paio di calzini stracciati in cucina, carta sventrata dappertutto e poi ben due porte di altrettante stanze aperte! anche quelle erano chiuse, ma lo scassinatore zamputo si sarà messo di impegno fino a farle scorrere e poter finalmente fare man bassa dei panni inerti sulle mattonelle. Simona mi riferisce della sua sorpresa nell’averlo trovato ad accoglierla davanti l’uscio di casa, seduto nel mezzo del salone con la coda che scodinzolava soddisfatta.

Ad un inventario veloce ci accorgiamo che mancano 2 calzini di Simona. Andiamo nel panico. Li cerchiamo ovunque. non ci sono.

Chiamiamo la nostra veterinaria che non ci tranquillizza per nulla, anzi ci allarma ulteriormente  affermando che se li ha ingurgitati interi rappresentano un vero pericolo per il suo intestino. Cosa fare?

Ci propone di far sì che vomiti. Come? Facendogli ingurgitare dell’acqua ossigenata. Solo un po', logicamente. Giusto il contenuto di una siringa. Vado giù in farmacia (che fortunatamente è proprio sotto al mio portone) e compro il necessario.

Arrivato a casa, riempio la siringa (senza ago) di perossido di ossigeno (il nome scientifico dell’acqua ossigenata) e con l’inganno ne spruzzo il contenuto nelle fauci spalancate del piccolo distruggitore di appartamenti.

Tempo neanche un minuto ed eccolo che irrora il nostro pavimento delle sue fumanti viscere rivoltate. E lì dentro ecco i due calzini incriminati! Simona si fa anima e coraggio e controlla che siano proprio quelli mancanti e che siano intatti. Risposta affermativa (e quasi collasso dallo schifo!)

Torna la tranquillità. E come tutte le favole a lieto fine c’è anche la morale: da quel giorno ogni volta che usciamo lasciandolo solo, il suo posto di attesa non è una intera stanza, ma il suo confortevole trasportino ben chiuso! Vediamo come lo apre quello!

giovedì 25 febbraio 2010

DACCI OGGI LA NOSTRA ROUTINE QUOTIDIANA – 4 mesi

Costruire una routine per un cane è come gettare delle solide fondamenta per un edificio. ti assicuri stabilità. allora pazientemente stiamo provando a modificare le nostre giornate tanto da strutturarle in modo che tutto combaci.

 

Faccia da Elrond

 

Il giorno inizia intorno alle 8. Alzarmi dal letto, mentre la pioggia frusta i vetri e il tepore delle coperte è una morbida carezza, a volte è come uno schiaffo in faccia. Mi sveglio pensando ai giorni pre-cane quando non avevo limiti al mio sonno e potevo decapitare il sonno a mio piacimento. Ma mi consolo dicendomi, mentre infilo le calze al rovescio e gli occhi sono aperti come due fessure invisibili, che: svegliarsi presto fa bene perché la giornata così è più lunga, passeggiare al mattino (prima di fare colazione) fa bene perché  è molto indicato per chi desidera perdere peso (poiché il corpo, non avendo ancora introdotto zuccheri freschi, cioè energie immediatamente disponibili, ricorre maggiormente al consumo di glicogeno, il grasso accumulato come riserva corporea), portare un cane a spasso fa bene per le relazioni sociali e per assaporare un volto diverso della propria città. Ah potenza dell’autoconvincimento!

 

La passeggiata va avanti a lungomare per circa un’ora. Elrond è sempre al guinzaglio. Piccolo, ma è già un tiratore professionista. Uno di quelli che mettono a dura prova le articolazioni della spalla e la muscolatura delle braccia. Ogni volta che il guinzaglio va in tensione mi fermo. attendo che si fermi e riparto. Chi mi vede per strada forse mi prende per matto. Elrond logicamente fiuta alla ricerca dell’ottimo cibo-spazzatura da strada cittadina. sto sempre attento ad evitare che arrivi sulla preda. Ha una predilezione per le cartacce bianche che afferra a velocità fulminea. quando dico LASCIA, 8 volte su 10 la lascia, chiedendo in cambio qualcosa. Se afferra bicchieri di plastica o qualcosa di commestibile la percentuale di abbandono della preda scendono allo 0%.

 

Finita la passeggiata durante la quale provo a seguire una mia strada a volte forzando la sua testarda voglia di seguire un proprio percorso, mi fermo su un’aiuola (di quelle lunghe una ventina di metri) di prato, stando attento a non calpestare i bisogni degli altri cani (ma fallendo spesso in questa impresa),  e cominciamo per una decina di minuti il lancio della pallina. Dopo aver corso per afferrarla quasi sempre la riporta, qualche volta invece se la tiene per sé un pò più a lungo guardandomi con la faccia di chi non capisce cosa gli stia chiedendo visto che quella cosa gialla e rotonda che ha tra le zanne non è altro che un prolungamento fisico della sua bocca!

 

Torniamo a casa. Il percorso ormai lo conosce bene. Ma lo fa al guinzaglio comunque,anche perché ci sono un paio di vie a scorrimento sostenuto da attraversare. Arrivato in appartamento è il momento della pappa (150 gr di crocchette Hill’s) che consuma nel trasportino alla velocità che impiega l’elettrone a farsi un giro intorno al nucleo di un atomo.

 

Ora dovrebbe essere esausto, satollo e rilassato e quindi pronto al riposo. Macché. Si  muove per la casa come una tigre in una savana senza cacciatori. Vuole salire sul banco della cucina, sul tavolo da pranzo, sui mobili o sul divano nuovo, logicamente bianco! Afferra tutto ciò che è afferrabile e guai a lasciare aperte le porte dei bagni o della camera da letto. Il rischio è che svuoti i cesti dei panni sporchi o prenda calzini in terra o cuscini sul letto. Quindi bisogna stargli dietro sempre. Per evitare di vivere con gli occhi incollati al suo corpo pelliccioso e quindi perdere il lavoro per negligenza, sia io che Simona, decidiamo di metterlo a riposo nel kennel. Lo attiriamo nel trasportino con un paio di crocchette, gli diamo il comando CUCCIA e lo chiudiamo per un’oretta e mezza. di solito crolla addormentato quasi istantaneamente, o al massimo dopo pochissimi lamenti.

 

Verso le 12:30 si esce ancora per una lunga passeggiata pre-prandiale. Di solito di questa se ne occupa Simona, quando io sono al lavoro. In giornate come oggi, in cui il sole è alto e muscoloso, è un gran piacere attraversare la folla e mescolarsi all’odore di salsedine che viene dal mare. Purtroppo la spiaggia è impraticabile, perché è sporca come una discarica. Forse per la mareggiata di questi giorni (ci sono anche 2 o 3 carogne di animali non ben identificati), ma certo l’incuria di chi dovrebbe occuparsene è vergognosa. In media un’altra ora /ora e mezza di cammino, di incontri con altri cani, di piccole lotte (specialmente quando incontra i suoi amici storici, che purtroppo per loro diventano sempre più piccoli nei confronti della sua stazza che cresce a vista d’occhio).

 

A casa pranziamo, mentre lui si mette in un angolo piuttosto lontano dove si aspetta che riceverà qualche briciola di pane. Sa che gli conviene starsene lì piuttosto che venire a elemosinare ai nostri piedi. Non otterrebbe nulla. Qualche volta capita anche se si addormenti da solo, così per terra o sul vecchio divano che ora è nello studio. Ma è raro. le sue batterie sono quelle certificate per Border: ovvero inesauribili. Dobbiamo stare attenti mentre apparecchiamo la tavola o quando sparecchiamo. lo squaletto è in agguato e balza sul grande tavolo nero di cristallo, mettendosi in piedi sulle zampe di dietro, con estrema rapidità. anche in questo caso confidare nella sua voglia di riposare è utopico, quindi lo “aiutiamo” a farlo, confinandolo un po’ nel trasportino per un altro paio d’ore massimo.

 

Quando si sveglia fuggiamo subito fuori, per evitare le sue bionde benedizioni di pavimento. Quando piove è giusto il tempo di espletare le sue funzioni fisiologiche, altrimenti è il momento per una nuova passeggiata, questa volta per il corso principale della città. Isola pedonale, molto frequentata da persone e cani. praticamente nel pomeriggio tutta Salerno si riversa lungo questo chilometro e mezzo di eleganti negozi, luci e acciottolato. Ho sempre pensato che in questa città si lavora poco, la gente però qui è professionista nell’arte antica dello struscio: ovvero nel camminare avanti e indietro per il corso chiacchierando e lanciando sguardi alle vetrine.

 

A casa giochiamo al lancio dell’osso di gomma che lui ama da morire. io lancio, lui riporta questo bell’osso rosso tutto salivato! andiamo avanti così per qualche minuto. poi passiamo al tira&molla, che però lo eccita molto (a dire il vero ci vuole poco a eccitare questa peste!). tra una cosa e l’altra si fanno le 19-19:30. Si esce ancora, se riusciamo prima che abbia già irrorato le nostre mattonelle domestiche. Comunque prima della seconda pappa si va fuori, anche se solo per una mezzoretta.

 

Arriva il momento in cui io e simo abbiamo voglia di rilassarci. secondo voi lui è dello stesso avviso? direi di no. e come si va a vedere un film sul divano se questo diavoletto non vuole saperne di accomodarsi un po’ e mettersi in stand-by? Ci proviamo in tutti i modi: ossa di bufalo, carezze quando si mette a terra, preghiere in lingue sconosciute (!) Alla fine ricorriamo al buon vecchio trasportino. un paio di crocchette, Cuccia e lui si infila dentro e dorme beato (dopo un paio di minuti di “scavo & gratto” alle pareti di plastica e qualche guaito per accendere la pena in noi, cosa che fallisce miseramente!) fino ai titoli di chiusura.

 

E’ mezzanotte o qualche minuto in più. si esce per l’ultima volta. L’aria pungente. la città che dorme. Elrond che si sveglia a poco a poco… e già vuole saettare di qui e di lì. Ma dopo un pò si rientra e il caldo trasportino lo accoglie di nuovo per il lungo sonno al buio. Buonanotte Elrond, a domani!

domenica 10 gennaio 2010

METODO E SANGUE FREDDO

elrond con pallaTorno a casa, Elrond!
 Quando esco di casa e quando rientro ho imparato ad ignorare Elrond – l’addestramento coinvolge sempre anche gli umani che devono essere “educati” a vivere con il cane.
Capisco che qualcuno può considerarmi “crudele” o freddo, biasimando questo mio atteggiamento. Ma io preferisco non caricare di troppo significato questo evento quotidiano. L’illuminante testo di Jan Fennel (ASCOLTA IL TUO CANE) mi ha fatto capire che il momento del “ricongiungimento” con il proprio cane è una giusta occasione per stabilire la leadership nei suoi confronti. Lui non deve preoccuparsi per me, deve capire qual è il suo ruolo e stare al suo posto. Non ci è voluto molto a farglielo entrare nella sua testolina pelosa. Ora quando vado via e quando torno non c’è nessuna scena drammatica (cosa che purtroppo al momento ancora avviene con mia moglie, ma devo ammettere che ha avuto molte meno occasioni di me di mettere in pratica questa “uscita/ritorno rituale”).Proverò questa tecnica anche con mia madre (la quale è sempre preoccupata per ogni mio viaggio e mi dici sempre di “andare piano”, anche quando devo prendere l’aereo!)

Il metodo Creamy
In questi giorni in cui sono spesso a casa dedico molto del mio tempo nello studiare Elrond e i modi per una vita felice insieme. Parte di questo mio tempo lo dedico a Facebook, autentica miniera aurea di consigli e suggerimenti. Come ho già detto in un post precedente ho trovato molte persone (per lo più donne, che trovo sempre molto disponibili e simpatiche) che mi regalano frammenti della loro preziosa esperienza. Tra queste Roberta Favaro (detta Creamy) occupa sicuramente un posto importante, per l’assiduità con la quale mi guida e per i tanti “trucchetti” che mi rivela. Un paio si sono rivelati davvero utilissimi, divertenti e importanti. Vediamoli più da vicino:

1) Come ti innamoro del trasportino. Grazie all’uso dei premietti di cibo, a una buona costanza, a brevissime sessioni di addestramento e gioco ho insegnato a Elrond, grazie a Roberta, ad entrare e restare nel trasportino con una certa serenità. Ora basta il comando cuccia perché lui tranquillamente si accomodi sdraiato nel trasportino e la parola Ok per far sì che esca. Credo mi sarà utile quando dovrò farlo entrare nel kennel piazzato in auto .

2) Self control mylord Elrond. I border hanno bisogno di ragionare. Questo si sa. Non si contano più quante raccomandazioni ho avuto in questo senso. Il border sono i secchioni del cinomondo. Devi dar loro sempre qualche problema da risolvere, qualche rompicapo per tenere occupato quella loro testa dura, ma piena di materia grigia. Allora un buon esercizio di selfcontrol gli può far bene. Sto insegnando al mio borderciccio (8kg già… e ha solo 77 giorni) a stare immobile quando gli spalanco la mano piena di pezzettini di pane secco o di croccantini a lui tanto cari. non deve precipitarsi a mangiarlo, non deve mandare in avanscoperta quel suo muso sempre pronto a spalancarsi per lasciar uscire i suoi denti a spillo. giusto un pò ogni tanto al giorno. 2 o 3 volte per un paio di minuti. abbiamo iniziato ieri e già oggi ha capito che non è il caso di affrettarsi ingordamente verso la mia mano, meglio aspettare che sia io a concedere! Well done my dear Elrond!

Sangue ribelle e la cura traspotino
Non immaginate ora che Elrond sia diventato un saggio cane adulto. resta un cucciolo esploratore e distruttore, con tutta la sua intatta voglia di massacrare mobilio e oggetti ieri l’ho scoperto con tutto il bel volume delle opere di Herman Hesse tra le sue fauci. va bene che è una lettura che i giovani “divorano”, ma credo che il mio caro border avesse intenzioni meno culturali! Il problema è che prova sempre a salire sul divano e ieri per la prima volta con un balzo degno dei suoi avi ci è riuscito. ci siamo precipitati a tirarlo giù altrimenti avrebbe sventrato i cuscini che già tremavano inerti. In particolare c’è una nivea coperta di pile (il tessuto sintetico intendo e non le batterie per i telecomandi , of course) che proprio lui ha puntato dal primo giorno in cui è arrivato a casa e non sarà contento finché non l’avrà fatta sua!

Il suo sangue ribelle ribolle a volte improvvisamente. Comincia ad addentare con foga e nervosismo le mie pantofole e i miei calcagni. Io lo metto da parte con il mio NO secco. Ma non potrebbe importargliene di meno. anzi è come se lo aizzasse ancora di più. allora ricorro alla “cura trasportino”. Lo prendo di peso e lo infilo nella sua cuccia, non senza beccarmi qualche morso di divincolamento! Resta qualche minuto per meditare sulle malefatte e poi lo libero, non prima del suo segnale di “sgancio”: ovvero Ok. Di solito esce molto più calmo.

mercoledì 6 gennaio 2010

IL DECIMO GIORNO DI DETENZIONE

Decimo giorno di Elrond a casa nostra. Veniamo alla cronaca di questa epifania in compagnia del piccolo demonietto peloso.

Verso le 7 di questa mattina sento un guaito dal suo kennel. Mi alzo nonostante il sonno. Sono certo che deve fare pipì e infatti così è. già sembra avere le energie per diroccare una metropoli e sfasciare un villaggio! Io sono sveglio come un bradipo dopo un lauto pasto! Così lo riaccompagno nel trasportino e ritorniamo a dormire.

la pioggia ha piccole dita di bambino stamani e striscia contro i vetri della nostra finestra in camera da letto. La mattina è morbida e silenziosa, la luce opalescente avvolge tutto e smalta di un’atmosfera domenicale le vie del centro storico. Ci alziamo definitivamente verso le 8:30. Ci svegliamo sempre allo stesso modo: suona la sveglia del mio cellulare, accendiamo la luce e quindi apriamo il kennel. Così siamo noi a decidere quando è il momento di cominciare la giornata.

Chi trova delle amiche, trova dei tesori (pieni di consigli!)

Per uscire dal trasportino abbiamo insegnato a Elrond a rispettare un segnale “di sblocco” (l’idea l’ho presa in prestito da una delle mie preziose amiche di Facebook: Laura Conte). Quindi via coi “bisogni grossi” che lui non fa mai sulla traversina, ma nelle vicinanze (se va bene), mentre la pipì praticamente non la sbaglia mai.

Ieri abbiamo comprato il libro di Jan Fennel “ASCOLTA IL TUO CANE”. Lo stiamo leggendo con molto interesse. Un altro consiglio di due amiche di Facebook: Mirella Gemelli e Marilena Lusini. Interessante il suo approccio alla leadership e certi suoi metodi che stiamo provando a mettere in pratica.

Seguendo i dettami della Fennel e i consigli preziosissimi di Anna Maria Arciere (che è stata con me ore in chat a rispondere pazientemente alle mie domande… sono assetato di conoscenza) io e Simona abbiamo impostato il momento del cibo come palestra dove esercitare la leadership: prima di dargli la scodella con la sua pappa, abbiamo finto di prendere del cibo per noi dal didentro (visto l’odore che si sprigiona dai quei croccantini non lo farei nemmeno se vittima della più atroce carestia!) e ne abbiamo mangiato (in verità era del gustoso wurstel di pollo). Dopo averlo fatto sedere abbiamo messo la scodella nel kennel, che sta diventando il nostro più prezioso alleato per gestire un cucciolo sempre più scatenato.

Altra amica prodiga di attenzioni e di consigli è Roberta Favaro, che oggi mi ha seguito anche in tempo reale mentre provavo a “regolare” questa macchina mordi&afferra che risponde al nome altisonante di Elrond. Imparare da chi ha più esperienza di noi (praticamente tutti) è per noi un costante miglioramento e ho scoperto davvero che cosa significa essere parte di quella bellissima comunità dei possessori di (o posseduti dai) border collie (vedi per esempio il grande Giorgio Teodonno che “ci segue” da prima che arrivasse Elrond a casa nostra, Sabrina Rossi che con pazienza mi spiega cose importantissime, consigliandomi anche l’acquisto del Kong (che sto aspettando),Claudia LeFrevre che mi incoraggia a vivermelo pienamente e spronandomi a osare con lui,  Giada Giuntoli e Benedetta Garré con le quali parlare è sempre un piacere!)

elrojnd dorme copy Eccolo in una delle sue pose plastiche mentre dorme… uno dei rari momenti della giornata in cui la sua furia devastatrice conosce una pausa!


 Tanto va l’Elrond a largo che ci lascia i dentini!

Ma se anche proviamo con tutta la nostra buona volontà a mettere in pratica alla lettera ogni suggerimento non vediamo tanti miglioramenti. Elrond è sempre inquieto. Gioca per un po' (per esempio con uno straccetto o con la treccia corta), poi però preferisce il divano. Noi non lo abbiamo mai incoraggiato a morderlo. fin dal primo momento le abbiamo provate tutte: dal distrarlo al No secco, al prenderlo per la collottola. Per esempio anche stasera. Quando va lì a mordere io lo distraggo con un osso di gomma. Bene, si distrae. Arriva. due morsetti al giocattolo e via di nuovo alla spugna del divano. come se fosse un magnete per i suoi denti di ferro!

Simona va lì per giocarci, tenta di fare qualcosa con lui, ma ecco che dopo un po’ gli viene voglia di mordere piedi, calzini e tutto ciò che riguarda il corpo umano! Anche in questo caso: non abbiamo mai incoraggiato il morso, io non ho mai (nemmeno una volta) giocato alla lotta con lui. non gli ho mai permesso di mordermi senza ribellarmi con un No o andando via. Non ho mai sorriso a questo atteggiamento, che addirittura mi spaventa. in più stiamo mettendo in pratica i suggerimenti:

a) stiamo fermi: e lui si accanisce con ancora maggior forza sui piedi e affini, ringhiando e con accenni di abbaio
b) gridiamo AHIA: sordo totalmente. anzi forse ci prova ancora più gusto
c) un NO SECCO: vabbè vedi sopra.
d) lo prendiamo per la collottola allontanandolo: niente ritorna ancora più inferocito.

Un parente di Marley?

La nostra unica soluzione sempre più spesso sembra diventare il Kennel. Ma non credo che sia una risposta adeguata. Certo sarebbe consigliabile portarlo da un professionista. Ne abbiamo tutta l’intenzione. ma dobbiamo attendere ancora 7 giorni prima di poter uscire. Intanto con estrema pazienza (ma credetemi a volte sembra esaurirsi e mi sento come se fossi io dentro a quel trasportino) e tenacia cerchiamo di mettere in pratica consigli, suggerimenti, rotte, tecniche. il fatto è che più passano i giorni meno riusciamo a goderci la felicità di averlo con noi, perché sono davvero brevi i momenti in cui si riesce a stare insieme serenamente e senza sentirsi conficcare qualche canino o dentro la carne o dentro la spugna di un divano (per non parlare poi della sua inclinazione a saltare per prendere ogni minima cosa che penzola).

Notizia positiva è che oggi ha avuto una visita completa della nostra veterinaria che lo ha trovato in ottima salute (e che gli ha fatto il vaccino), ma è rimasta anche lei sconvolta dalla sua irrefrenabile carica di energia (distruttiva!). e prima di andare ha detto : “questo cane mi ricorda Marley". Auguri.

martedì 5 gennaio 2010

PRIMI RIMEDI E COSTANTI DOMANDE

Oggi ancora un po' di tensione in casa, perché non sempre riusciamo a essere pazienti. Certo non urliamo e sbraitiamo. Certo non alziamo mai le mani sul nostro cucciolo. ci mancherebbe altro. Ma io e simo ci guardiamo costernati vedendolo così sovraeccitato e  e pronto a mordere di continuo (devo dire specialmente Simona). Siamo incapaci di capire il suo linguaggio. Ci sono segni di ansia? segni di stress? perché strappa una delle tue traversine nervosamente? (quella che non usa per i suoi bisogni). Perché morde gli angoli del divano con versi da matto e movimenti da contorsionista? Solo voglia di fare di un po’ di casino infantile o nasconde altro? Dovremmo tenerlo sempre occupato? O dobbiamo lasciarlo fare? Giochiamo spesso a tirargli la pallina così che la riprenda. Ma è giusto farlo o così si annoia presto anche di questo? Tante domande che forse è normale avere quando hai il tuo primo cucciolo e ci sono tante aspettative.

 

Corriamo spesso su internet in cerca di risposte. ogni volta che ci imbattiamo in un sito che parla di Border Collie, ci troviamo di fronte alla dicitura “non adatto a chi vive in città”. E ci scoraggiamo. Noi viviamo nel bel mezzo della città, nel centro storico, senza un giardino, ma solo con tre balconcini. Qualcuno potrà dirci: ma non l’avevate letto prima di prenderlo il cucciolo? Certo, ma abbiamo avuto diverse rassicurazioni da esperti riguardo alla possibilità di averlo, a patto di essere sempre attivi, di fargli fare del moto, dell’esercizio fisico e mentale. e io e simona adoriamo l’esercizio fisico, siamo l’esatto opposto di pantofolai innamorati dell’odore del telecomando e intimi coi propri divani!

 

Come ho già detto in precedenza il fatto è che Elrond non può ancora uscire e noi ci preoccupiamo molto che diventi isterico in questa clausura. e via coi sensi di colpa! Ma non ce la sentiamo di contravvenire ai divieti della nostra veterinaria che ci ha avvisato più volte che la sua incolumità fisica viene prima di tutto, quindi nessun rischio! prima il secondo richiamo della vaccinazione e poi dopo 7 giorni si esce.

 

Ci vuole pazienza! Estrema pazienza. Ce lo ripetiamo spesso. E proviamo a mettere in pratica i consigli di Roberto che ci guida con la sua saggezza da mago dei boschi.

 

Elrond danza col divano

 

Trasportino dolce trasportino

Usiamo molto più spesso il trasportino. Logicamente come luogo dove dormire. Sin dalla prima notte non ha mai pianto dentro la sua tana di plastica. quando andiamo a letto spostiamo l’ingombrante kennel dentro la nostra stanza da letto, chiudiamo la luce e capisce che è il momento di dormire.

 

Quando pranziamo. Lui mangia per primo. poi passata un’oretta tocca a noi. Ma prima di metterci a tavola, Elrond entra nel trasportino e lì resta, piuttosto calmo. Da ieri abbiamo acquistato un paio di ossi di pelle di bufalo. Così uno di questi lo abbiamo messo nella sua cuccia. Sembra averlo gradito da subito.

 

Quando c’è da pulire in casa adesso lo facciamo entrare nel trasportino. Non lo METTIAMO dentro, ma con un comando ci entra di sua spontanea volontà. Grazie a una conversazione con Laura Conte (borderista che ha “adottata” una bluemerle deliziosa, sempre di provenienza Petrademone) abbiamo appreso che è comodo insegnare anche un segnale ad Elrond per farlo uscire “a comando” dal trasportino. da ieri abbiamo cominciato e sembra recepire piuttosto bene.

 

Ieri sera dopo aver fatto sì che consegnasse al pavimento il suo pacco dono dal suo didietro, lo abbiamo confinato ancora una volta nel trasportino accanto al nostro divano, così da poterci godere un film, visto che sembrava poco intenzionato a lasciarcelo fare. Dopo un po’ di lamentele, si è calmato addormentandosi.

 

Finora non lo abbiamo mai lasciato, nemmeno una volta da solo. Ma dopo quello che ci ha scritto Roberto, abbiamo intenzione di non vivere la clausura insieme!

 

Ringhiando con Elrond

 

Sto provando anche a ringhiare a Elrond, prendendolo per la collottola quando prova a mordermi le ciabatte o i lacci delle scarpe. o quando si accanisce contro il povero divano, silenzioso martire dei suoi dentini aguzzi. Sembra che funzioni, ma più che il ringhio in sé è proprio la compresenza di questo all’afferrarlo per la pelle sulla nuca. sena fargli del male. Purtroppo Simona non riesce a ringhiare in maniera convincente, ma ce la sta mettendo tutta per imparare!

 

Conto i giorni che ci separano dalla prima uscita con Elrond. Con oggi 5 gennaio… sono 9 giorni di cattività forzata!

mercoledì 30 dicembre 2009

DR JEKYLL E MR (Elrond)HYDE

elrond attacca simona
Lo squalo colpisce ancora. La sua preda preferita sembra essere sempre Simona. Abbiamo immortalato il momento di un attacco così come potete vedere nella drammatica sequenza qui sopra. Che sia per lui una compagna di giochi? Un sostituto della madre (visto che è sempre lei a darle da mangiare)? Fatto sta che con me non usale sue fauci, se non per giocare con la corda intrecciata.

Di giorno un buon dr Jekyll…
Tutta la giornata Elrond è stato molto tranquillo, vivendo le sue ore maggiormente con Simona, visto che io sono stato spesso fuori casa. La segue ovunque e spesso si addormenta tra i suoi piedi. il lato affettuoso e dolce di questo cane è come un’aura luminosa che circonfonde la sua figura. Trotterella felice per l’appartamento in cerca di qualcosa da sgranocchiare per affilare i suoi denti e misurare la sua forza mandibolare. quando arriva il nuovo trasportino (un bel Varikennel gigante) sembra molto entusiasta, ma forse più per l’imballo che per l’oggetto in sé. in particolar modo si appassiona a un lungo nastro verde per cui vale la pena lottare. Lo lascio quasi sempre vincere, ma sempre dopo che se l’è meritato.

…la sera terribile Mr (Elrond)Hyde
Mentre sono qui i miei genitori che lo adorano e lo ricoprono di carezze, immolandosi con strepiti e vocine ai suoi giochi di denti, Elrond si tramuta in un isterico demonietto. Abbiamo per la prima volta l’assaggio di cosa sia un cucciolo ipereccitato. Prova a distruggere l’albero di natale, rovescia le scodelle con l’acqua dopo essersi inzuppato i piedi dentro come un orsetto che cerca di pescare le trote in un torrente canadese, corre all’impazzata intorno al tavolo e per tutto l’appartamento (scivolando spesso nelle grosse pozze d’acqua da lui stesso create), è inafferrabile, è inavvicinabile. Piccolo, ma saettante, sembra un Bolt in miniatura che deve battere contemporaneamente il record dei 100m e di “distruzione di una casa nel minor tempo possibile”.

La nostra impreparazione a un evento del genere si palesa in tutta la sua evidenza. proviamo a richiamarlo (ma lo sappiamo che è inutile, eppure ci viene naturale). Proviamo a prenderlo. proviamo a distrarlo con altri giochi. proviamo a essere indifferenti (ma come si può esserlo mentre la casa va a picco! è come continuare a giocare a carte mentre il Titanic affonda!). alla fine decidiamo di chiuderlo, senza sgridarlo, un po’ nel trasportino, tra le proteste dei miei che vedono in questa azione un crudele atto di detenzione.

dopo un po’, quando sembra si sia calmato, lo facciamo uscire. Ma dura poco, si scatena di nuovo il suo istinto distruttivo. cerca di sventrare un cuscino, afferra qualsiasi cosa gli capiti a tiro e via dicendo. giusto il tempo di rilassarsi con la pappa. e poi ricomincia. aspettiamo che si calmi giusto un po’ e gli offriamo un altro soggiorno gratis nel trasportino, mentre ahinoi smontiamo il bell’albero di natale che Simona aveva allestito con la sua solita maestria.

Questa volta si addormenta. solo allora apriamo il cancelletto e lui striscia fuori assonnato, venendo a piazzarsi sotto le nostre gambe mentre ci godiamo la visione del film “Il club degli imperatori” (a dir la verità opera piuttosto modesta). andiamo a letto presto distrutti dalla difficile serata.

Il primo abbaio
Stasera, nei panni di Mr ElrondHyde abbiamo anche conosciuto la voce del nostre cucciolo. Un abbaiare squillante e convinto, che lascia presagire momenti di sonora inquietudine!

Una gita nella lavastoviglie
Dopo pranzo, per un attimo Simona ha perso di vista Elrond. Io ero fuori (ancora alla presa con gli ultimi scampoli di trasloco). Dopo un po’ si è resa conto che stava scalando la portiera della lavastoviglie, per andarsi a rifugiare nel caldo ventre dell’elettrodomestico (ovviamente spento).

lunedì 28 dicembre 2009

E VENNE IN GIORNO – seconda parte

Il viaggio di ritorno
Dopo poche curve in discesa da Petrademone verso Orvinio Elrond aveva già vomitato 5 volte. Ma come dargli torto? primo viaggio in auto, tornanti stile costiera amalfitana e agitazione da distacco. Anche Simona stava per unirsi a lui in questo festival dello stomaco contorto! Una volta arrivati in autostrada, però, ha trovato il suo posto nel trasportino e lì ha dormito tranquillo fino a Salerno (intasata di traffico all’inverosimile).

A casa
Arrivato nel nostro appartamento Elrond si è guardato intorno circospetto. Ma la sua ritrosia è durata pochi istanti. Eccolo pronto ad esplorare con la curiosità di Indiana Jones e la spericolatezza di un Patrick de Gayardon. Annusa tutto, corre in casa come un matto, ma riusciamo a distrarlo dai mobili nuovi e dai (pochi) pericoli che possono nascondersi in un appartamento. per noi è incredibile il modo in cui ci cerca di continuo, non vuole mai essere da solo, anche se gli stimoli del nuovo ambiente sono una tentazione basta ignorarlo un pò e arriva di filato dove sei.

Elrond seduto

La prima cena
Elrond è un famoso mangione. da qui  il soprannome di Borderciccio. è bastato prendere la scodella in mano che ha cominciato a saltellare felice, spinto dalla benzina della sua acquolina. ha divorato tutto in un momento. e subito dopo, con regolarità svizzera, ha fatto i suoi copiosi bisogni al posto giusto. Sì, come se fosse già addestrato (ma due mesi con Cris e Roberto mica sono acqua!) è andato sulla sua traversina e ha compiuto lì il suo “potty time”.

Divani & Divani
La nostra intenzione è quella di non abituarlo a vivere la casa come il suo regno incontrastato. almeno in questa prima fase non deve essergli concesso tutto. quindi il divano è interdetto. ma mai con violenza, mai con reprimende, mai con voce alta. e soprattutto limitandoci (non senza sforzo) nell’uso del NO, che a noi esseri umani viene naturale pronunciare come respirare. non vogliamo farci illusioni, ma sembra un cane stupendamente reattivo. al richiamo “vieni” corre subito da noi, ci guarda spesso negli occhi come in attesa di un’indicazione. ma non vado oltre, rischio di diventare come quei genitori che non fanno altro che vantare i propri figli tutto il tempo.
REGOLA # 3 : Non usare NO per inibire un comportamento indesiderato, né tantomeno urlargli contro o sgridarlo, ma semplicemente ignoralo e cerca di attirare la sua attenzione su qualcos’altro di più gradito.
a noi sta funzionando.

La prima notte
Temevamo molto la prima notte. racconti mitici di ululati notturni che tengono svegli per tutto il tempo del sonno, guaiti infernali capaci di destare condomini inferociti e così via. Invece tutto è andato per il meglio. Una volta entrato nel suo trasportino, accanto al nostro letto, e chiusa la grata ha cominciato a frignare. Ma è durato pochissimo. meno di 5 minuti e si è rassegnato alla notte.
REGOLA # 4 : Abituate sin dalla prima notte il vostro cucciolo alla sua “cuccia” (vedi trasportino). Lo so all’inizio vi si strazierà il cuore sentendolo piangere, ma resistete. chiudete la luce e non consolatelo. Tanto  prima o poi smette e starà comodo nella sua piccola tana.
Noi abbiamo messo anche un gioco dentro e ci siamo assicurati che avesse bevuto prima di entrarci. Abbiamo tutti dormito sonni tranquillissimi.

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