martedì 9 marzo 2010
AVATAR E I DUE CALZINI
giovedì 25 febbraio 2010
DACCI OGGI LA NOSTRA ROUTINE QUOTIDIANA – 4 mesi
Costruire una routine per un cane è come gettare delle solide fondamenta per un edificio. ti assicuri stabilità. allora pazientemente stiamo provando a modificare le nostre giornate tanto da strutturarle in modo che tutto combaci.
Il giorno inizia intorno alle 8. Alzarmi dal letto, mentre la pioggia frusta i vetri e il tepore delle coperte è una morbida carezza, a volte è come uno schiaffo in faccia. Mi sveglio pensando ai giorni pre-cane quando non avevo limiti al mio sonno e potevo decapitare il sonno a mio piacimento. Ma mi consolo dicendomi, mentre infilo le calze al rovescio e gli occhi sono aperti come due fessure invisibili, che: svegliarsi presto fa bene perché la giornata così è più lunga, passeggiare al mattino (prima di fare colazione) fa bene perché è molto indicato per chi desidera perdere peso (poiché il corpo, non avendo ancora introdotto zuccheri freschi, cioè energie immediatamente disponibili, ricorre maggiormente al consumo di glicogeno, il grasso accumulato come riserva corporea), portare un cane a spasso fa bene per le relazioni sociali e per assaporare un volto diverso della propria città. Ah potenza dell’autoconvincimento!
La passeggiata va avanti a lungomare per circa un’ora. Elrond è sempre al guinzaglio. Piccolo, ma è già un tiratore professionista. Uno di quelli che mettono a dura prova le articolazioni della spalla e la muscolatura delle braccia. Ogni volta che il guinzaglio va in tensione mi fermo. attendo che si fermi e riparto. Chi mi vede per strada forse mi prende per matto. Elrond logicamente fiuta alla ricerca dell’ottimo cibo-spazzatura da strada cittadina. sto sempre attento ad evitare che arrivi sulla preda. Ha una predilezione per le cartacce bianche che afferra a velocità fulminea. quando dico LASCIA, 8 volte su 10 la lascia, chiedendo in cambio qualcosa. Se afferra bicchieri di plastica o qualcosa di commestibile la percentuale di abbandono della preda scendono allo 0%.
Finita la passeggiata durante la quale provo a seguire una mia strada a volte forzando la sua testarda voglia di seguire un proprio percorso, mi fermo su un’aiuola (di quelle lunghe una ventina di metri) di prato, stando attento a non calpestare i bisogni degli altri cani (ma fallendo spesso in questa impresa), e cominciamo per una decina di minuti il lancio della pallina. Dopo aver corso per afferrarla quasi sempre la riporta, qualche volta invece se la tiene per sé un pò più a lungo guardandomi con la faccia di chi non capisce cosa gli stia chiedendo visto che quella cosa gialla e rotonda che ha tra le zanne non è altro che un prolungamento fisico della sua bocca!
Torniamo a casa. Il percorso ormai lo conosce bene. Ma lo fa al guinzaglio comunque,anche perché ci sono un paio di vie a scorrimento sostenuto da attraversare. Arrivato in appartamento è il momento della pappa (150 gr di crocchette Hill’s) che consuma nel trasportino alla velocità che impiega l’elettrone a farsi un giro intorno al nucleo di un atomo.
Ora dovrebbe essere esausto, satollo e rilassato e quindi pronto al riposo. Macché. Si muove per la casa come una tigre in una savana senza cacciatori. Vuole salire sul banco della cucina, sul tavolo da pranzo, sui mobili o sul divano nuovo, logicamente bianco! Afferra tutto ciò che è afferrabile e guai a lasciare aperte le porte dei bagni o della camera da letto. Il rischio è che svuoti i cesti dei panni sporchi o prenda calzini in terra o cuscini sul letto. Quindi bisogna stargli dietro sempre. Per evitare di vivere con gli occhi incollati al suo corpo pelliccioso e quindi perdere il lavoro per negligenza, sia io che Simona, decidiamo di metterlo a riposo nel kennel. Lo attiriamo nel trasportino con un paio di crocchette, gli diamo il comando CUCCIA e lo chiudiamo per un’oretta e mezza. di solito crolla addormentato quasi istantaneamente, o al massimo dopo pochissimi lamenti.
Verso le 12:30 si esce ancora per una lunga passeggiata pre-prandiale. Di solito di questa se ne occupa Simona, quando io sono al lavoro. In giornate come oggi, in cui il sole è alto e muscoloso, è un gran piacere attraversare la folla e mescolarsi all’odore di salsedine che viene dal mare. Purtroppo la spiaggia è impraticabile, perché è sporca come una discarica. Forse per la mareggiata di questi giorni (ci sono anche 2 o 3 carogne di animali non ben identificati), ma certo l’incuria di chi dovrebbe occuparsene è vergognosa. In media un’altra ora /ora e mezza di cammino, di incontri con altri cani, di piccole lotte (specialmente quando incontra i suoi amici storici, che purtroppo per loro diventano sempre più piccoli nei confronti della sua stazza che cresce a vista d’occhio).
A casa pranziamo, mentre lui si mette in un angolo piuttosto lontano dove si aspetta che riceverà qualche briciola di pane. Sa che gli conviene starsene lì piuttosto che venire a elemosinare ai nostri piedi. Non otterrebbe nulla. Qualche volta capita anche se si addormenti da solo, così per terra o sul vecchio divano che ora è nello studio. Ma è raro. le sue batterie sono quelle certificate per Border: ovvero inesauribili. Dobbiamo stare attenti mentre apparecchiamo la tavola o quando sparecchiamo. lo squaletto è in agguato e balza sul grande tavolo nero di cristallo, mettendosi in piedi sulle zampe di dietro, con estrema rapidità. anche in questo caso confidare nella sua voglia di riposare è utopico, quindi lo “aiutiamo” a farlo, confinandolo un po’ nel trasportino per un altro paio d’ore massimo.
Quando si sveglia fuggiamo subito fuori, per evitare le sue bionde benedizioni di pavimento. Quando piove è giusto il tempo di espletare le sue funzioni fisiologiche, altrimenti è il momento per una nuova passeggiata, questa volta per il corso principale della città. Isola pedonale, molto frequentata da persone e cani. praticamente nel pomeriggio tutta Salerno si riversa lungo questo chilometro e mezzo di eleganti negozi, luci e acciottolato. Ho sempre pensato che in questa città si lavora poco, la gente però qui è professionista nell’arte antica dello struscio: ovvero nel camminare avanti e indietro per il corso chiacchierando e lanciando sguardi alle vetrine.
A casa giochiamo al lancio dell’osso di gomma che lui ama da morire. io lancio, lui riporta questo bell’osso rosso tutto salivato! andiamo avanti così per qualche minuto. poi passiamo al tira&molla, che però lo eccita molto (a dire il vero ci vuole poco a eccitare questa peste!). tra una cosa e l’altra si fanno le 19-19:30. Si esce ancora, se riusciamo prima che abbia già irrorato le nostre mattonelle domestiche. Comunque prima della seconda pappa si va fuori, anche se solo per una mezzoretta.
Arriva il momento in cui io e simo abbiamo voglia di rilassarci. secondo voi lui è dello stesso avviso? direi di no. e come si va a vedere un film sul divano se questo diavoletto non vuole saperne di accomodarsi un po’ e mettersi in stand-by? Ci proviamo in tutti i modi: ossa di bufalo, carezze quando si mette a terra, preghiere in lingue sconosciute (!) Alla fine ricorriamo al buon vecchio trasportino. un paio di crocchette, Cuccia e lui si infila dentro e dorme beato (dopo un paio di minuti di “scavo & gratto” alle pareti di plastica e qualche guaito per accendere la pena in noi, cosa che fallisce miseramente!) fino ai titoli di chiusura.
E’ mezzanotte o qualche minuto in più. si esce per l’ultima volta. L’aria pungente. la città che dorme. Elrond che si sveglia a poco a poco… e già vuole saettare di qui e di lì. Ma dopo un pò si rientra e il caldo trasportino lo accoglie di nuovo per il lungo sonno al buio. Buonanotte Elrond, a domani!
domenica 10 gennaio 2010
METODO E SANGUE FREDDO
mercoledì 6 gennaio 2010
IL DECIMO GIORNO DI DETENZIONE
martedì 5 gennaio 2010
PRIMI RIMEDI E COSTANTI DOMANDE
Oggi ancora un po' di tensione in casa, perché non sempre riusciamo a essere pazienti. Certo non urliamo e sbraitiamo. Certo non alziamo mai le mani sul nostro cucciolo. ci mancherebbe altro. Ma io e simo ci guardiamo costernati vedendolo così sovraeccitato e e pronto a mordere di continuo (devo dire specialmente Simona). Siamo incapaci di capire il suo linguaggio. Ci sono segni di ansia? segni di stress? perché strappa una delle tue traversine nervosamente? (quella che non usa per i suoi bisogni). Perché morde gli angoli del divano con versi da matto e movimenti da contorsionista? Solo voglia di fare di un po’ di casino infantile o nasconde altro? Dovremmo tenerlo sempre occupato? O dobbiamo lasciarlo fare? Giochiamo spesso a tirargli la pallina così che la riprenda. Ma è giusto farlo o così si annoia presto anche di questo? Tante domande che forse è normale avere quando hai il tuo primo cucciolo e ci sono tante aspettative.
Corriamo spesso su internet in cerca di risposte. ogni volta che ci imbattiamo in un sito che parla di Border Collie, ci troviamo di fronte alla dicitura “non adatto a chi vive in città”. E ci scoraggiamo. Noi viviamo nel bel mezzo della città, nel centro storico, senza un giardino, ma solo con tre balconcini. Qualcuno potrà dirci: ma non l’avevate letto prima di prenderlo il cucciolo? Certo, ma abbiamo avuto diverse rassicurazioni da esperti riguardo alla possibilità di averlo, a patto di essere sempre attivi, di fargli fare del moto, dell’esercizio fisico e mentale. e io e simona adoriamo l’esercizio fisico, siamo l’esatto opposto di pantofolai innamorati dell’odore del telecomando e intimi coi propri divani!
Come ho già detto in precedenza il fatto è che Elrond non può ancora uscire e noi ci preoccupiamo molto che diventi isterico in questa clausura. e via coi sensi di colpa! Ma non ce la sentiamo di contravvenire ai divieti della nostra veterinaria che ci ha avvisato più volte che la sua incolumità fisica viene prima di tutto, quindi nessun rischio! prima il secondo richiamo della vaccinazione e poi dopo 7 giorni si esce.
Ci vuole pazienza! Estrema pazienza. Ce lo ripetiamo spesso. E proviamo a mettere in pratica i consigli di Roberto che ci guida con la sua saggezza da mago dei boschi.
Trasportino dolce trasportino
Usiamo molto più spesso il trasportino. Logicamente come luogo dove dormire. Sin dalla prima notte non ha mai pianto dentro la sua tana di plastica. quando andiamo a letto spostiamo l’ingombrante kennel dentro la nostra stanza da letto, chiudiamo la luce e capisce che è il momento di dormire.
Quando pranziamo. Lui mangia per primo. poi passata un’oretta tocca a noi. Ma prima di metterci a tavola, Elrond entra nel trasportino e lì resta, piuttosto calmo. Da ieri abbiamo acquistato un paio di ossi di pelle di bufalo. Così uno di questi lo abbiamo messo nella sua cuccia. Sembra averlo gradito da subito.
Quando c’è da pulire in casa adesso lo facciamo entrare nel trasportino. Non lo METTIAMO dentro, ma con un comando ci entra di sua spontanea volontà. Grazie a una conversazione con Laura Conte (borderista che ha “adottata” una bluemerle deliziosa, sempre di provenienza Petrademone) abbiamo appreso che è comodo insegnare anche un segnale ad Elrond per farlo uscire “a comando” dal trasportino. da ieri abbiamo cominciato e sembra recepire piuttosto bene.
Ieri sera dopo aver fatto sì che consegnasse al pavimento il suo pacco dono dal suo didietro, lo abbiamo confinato ancora una volta nel trasportino accanto al nostro divano, così da poterci godere un film, visto che sembrava poco intenzionato a lasciarcelo fare. Dopo un po’ di lamentele, si è calmato addormentandosi.
Finora non lo abbiamo mai lasciato, nemmeno una volta da solo. Ma dopo quello che ci ha scritto Roberto, abbiamo intenzione di non vivere la clausura insieme!
Ringhiando con Elrond
Sto provando anche a ringhiare a Elrond, prendendolo per la collottola quando prova a mordermi le ciabatte o i lacci delle scarpe. o quando si accanisce contro il povero divano, silenzioso martire dei suoi dentini aguzzi. Sembra che funzioni, ma più che il ringhio in sé è proprio la compresenza di questo all’afferrarlo per la pelle sulla nuca. sena fargli del male. Purtroppo Simona non riesce a ringhiare in maniera convincente, ma ce la sta mettendo tutta per imparare!
Conto i giorni che ci separano dalla prima uscita con Elrond. Con oggi 5 gennaio… sono 9 giorni di cattività forzata!
mercoledì 30 dicembre 2009
DR JEKYLL E MR (Elrond)HYDE
lunedì 28 dicembre 2009
E VENNE IN GIORNO – seconda parte
La prima cena
REGOLA # 3 : Non usare NO per inibire un comportamento indesiderato, né tantomeno urlargli contro o sgridarlo, ma semplicemente ignoralo e cerca di attirare la sua attenzione su qualcos’altro di più gradito.
REGOLA # 4 : Abituate sin dalla prima notte il vostro cucciolo alla sua “cuccia” (vedi trasportino). Lo so all’inizio vi si strazierà il cuore sentendolo piangere, ma resistete. chiudete la luce e non consolatelo. Tanto prima o poi smette e starà comodo nella sua piccola tana.