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venerdì 24 giugno 2011
IL CANE CHE ODIA L'EURO
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mercoledì 10 marzo 2010
COME EVITARE CHE ELROND ABBAI AL MOSTRO FOLLETTO
Gli errori di ingenuità prima o poi si pagano, gli errori di inconsapevolezza e goffaggine anche!
Antefatto: quando Elrond arrivò a casa nostra era periodo di festa. Il 28 dicembre. C’era ancora il bell’albero di natale messo su con la solita maestria da Simona. Dopo la timidezza iniziale, già dal secondo giorno, il nostro cucciolo sembrava interessarsi particolarmente a quel verde abete di plastica pieno di palle colorate e di luci rosse intermittenti. Si avvicinava con discrezione nelle prime ore. Ma già il 30 dicembre aveva cominciato la sua campagna di attacco all’albero, neanche fosse la squadra dei marines di Avatar che bombarda il Grande Albero-Casa dei Na’vi.
Io e Simona avevamo letto tanto sui cani, ma non abbastanza dal sapere come scoraggiare una piccola palla di pelo dal morire fulminato mordendo i fili di luci colorate o rovinando il complesso gioco di ornamenti preparati da mia moglie. Allora, e qui viene l’errore madornale, ci venne la malsana idea di utilizzare il Folletto della Vorverk (quella indispensabile scopra elettrica presente in molte case italiane e non solo) per spaventarlo.
Bastava avvicinargli il muso piatto rombante dell’aggeggio per farlo schizzare via dall’albero. Ridevamo di questa trovata! Ridevamo a vederlo saettare lontano da quel mostro biancoverde che aspira e ansima come una macchina infernale.
E oggi? Oggi che Elrond a quattro mesi suonati ha trovato la sua voce (un abbaio sonoro e cavernoso che nel mio appartamento si amplifica paurosamente) ci sta facendo pagare l’errore di quei primi giorni dicembrini. Ogni volta che si attiva il Folletto Elrond scatta con la sua tempra vigorosa e comincia ad abbaiare furioso, saltellando isterico e a denti scoperti verso questo mostro rumoroso. Non c’è modo di fermarlo, tanto che per pulire in casa eravamo costretti a metterlo nel trasportino.
Scrivo “eravamo” perché da ieri abbiamo escogitato un sistema, non per inibire l’abbaio che forse servirebbe a poco, ma per rimodellare la sua risposta emotiva al mostro Folletto. Ieri sera prima di cena abbiamo cominciato a far cadere sul pavimento dei croccantini nel momento in cui ho preso in mano la scopa elettrica, spenta. Inizialmente la sua reazione è stata la solita: abbai e strepiti, denti e paura difensiva. Però ogni volta che faceva così, Simona lo richiamava lontano e lo premiava di continuo mentre non abbaiava, anche facendolo mettere seduto.
Col passare dei secondi Simona faceva cadere i croccantini sempre più vicino alla scopa. Premiando il suo silenzio. Addirittura siamo arrivati anche a mettere dei croccantini direttamente sul muso della scopa. e lui li ha presi tutti. E’ sempre un border-ciccio non dimentichiamolo. Poi abbiamo attivato la scopa e il suo rumore. Continuando a premiare la sua tranquillità e stornando la sua attenzione paurosa senza mai dire No, ma solo portandolo più lontano dal problema.
Non voglio dire che abbiamo risolto il problema, non è così. Ma oggi lo abbiamo riproposto prima della pappa mattutina e devo dire che i miglioramenti sono notevoli. Continueremo pazientemente, evitando di stressarlo, ma provando a fargli associare il Folletto a un’anima gentile e non a un mostro dal roco vociare.
Quello che mi preoccupa è che, finito il problema dei bisogni in casa (da 12 giorni non sporca in appartamento) ora inizia quello dell’abbaiare. Vedremo le evoluzioni.
giovedì 4 febbraio 2010
100 giorni: DA URAGANO A PERTURBAZIONE TROPICALE
I giorni passano con Elrond e lo vediamo cambiare. Crescere. E non solo fisicamente. Ha quasi 100 giorni di vita e già oltre 10 kg di peso. Ha uno sguardo dolce e attento. Orecchie alte e paraboliche (tutti impazziscono per queste “antenne” sempre all’erta che si muovono seguendo le tracce dei suoni e a volte si uniscono sopra la sua testa dandogli l’aspetto di una devota beghina olandese del seicento!). Coda alla gatto Silvestro e un corpo possente e lanoso, che fa la gioia di bambini e adulti.
Decine di persone per strada lo “maneggiano” ogni giorno e io non lo rifiuto a nessuno. Mi piace che sia un cane socievole, abituato alla gente (visto che abitiamo al centro e qui la popolazione umana scorre sempre a frotte). Non è mai schizzinoso con nessuno, ma ha le sue preferenze. Come Anna, la giovane fruttivendola che lavora in una bottega a pochi metri da casa mia, e che incontriamo ogni mattina verso le 8 quando si esce sul lungomare. Quando la vede da lontano schizza verso di lei gioioso, con le orecchie tirate indietro e con un assetto aereodinamico da far invidia a una Ferrari del buon vecchio Schumacher.
Con gli altri cani ha sempre un atteggiamento morbido. Nella maggior parte dei casi li osserva prima a distanza. Poi si avvicina di lato. a volte si siede a terra e aspetta che l’altro si avvicini. Sempre si fa annusare per dichiarare la sua identità e spesso va subito pancia all’aria come un orsetto sottomesso (anche questa azione fa impazzire la gente che non può fare a meno di ululare il proprio “che carinoooooo”! a questo atteggiamento che io trovo semplicemente animalescamente corretto).
Elrond non si tira mai indietro nel gioco, specialmente coi cuccioli. Non ne fa passare uno in strada senza la voglia di ingaggiare un duello di atterramenti e falsi morsi aggressivi. Adoro vederlo socializzare in questo modo, anche se spesso sono costretto a tenerlo al guinzaglio visto che, pur se centro storico, le auto e i motorini transitano, non così spesso, ma lo fanno. Un altro problema sono gli umani-compagni di questi altri cani. Sempre timorosi, sempre diffidenti, sempre pronti a portar via il proprio cucciolo col timore che possa essere sbranato! Io non sono un esperto, né un addestratore, né tantomeno un professionista cinofilo, ma non posso fare a meno di notare la totale mancanza nei “proprietari” (orribile questa dicitura, ma ci siamo capiti) di cultura e conoscenza dei cani. Ma questo sarà materiale di un altro post.
A proposito di auto e motorini e bici. Per il momento il suo istinto predatorio di rincorrere pericolosamente (per lui) le ruote non è ancora sorto e quindi non ho problemi. Specialmente le dueruote gli sono del tutto indifferenti. Sono riuscito a minimizzare l’effetto dei corridori da strada. Colore che praticano footing e jogging, per intenderci. Grazie ai consigli di Roberto Mucelli ho quasi del tutto anestetizzato la sua voglia di lasciare un’impronta dentale sui calcagni nikemuniti di questi sportivi del primo mattino. Ora li vede passare senza troppo scuotersi e anzi guardandomi come ad attendersi un premio per non averli inseguiti e uccisi!
In casa la sua furia distruttrice si è attenuata in maniera evidentissima. Immaginate un uragano di forza 5 che diventa una modesta perturbazione tropicale! Non morde più di divano, non morde più noi, va al suo Puff bianco quando diciamo “Puff!” e nel suo trasportino quando diciamo “a cuccia”. Mangia solo dopo che gli abbiamo dato l’ok. Non salta sul divano o sul letto. Aspetta disteso in terra che gli si prepari la pappa. Si riposa ai nostri piedi quando vediamo un film. Si posiziona a terra, con faccia pietosa da mendicante da strada, sistemandosi a un metro e mezzo dalla tavola quando pranziamo. Esce da casa sempre dopo di noi. Non prende il cibo dalle nostre mani se non dopo il comando “vai”. Va a terra, seduto, si alza e salta a comando. Ecco… non è un cane telecomandato (nonostante sia microchippato), ma sta imparando le REGOLE della famiglia o branco, vedete voi.
Restano ancora dei problemi da risolvere. In strada continua ad essere un aspirapolvere nonostante conosca discretamente il segnale LASCIA. In casa continua a non stare mai fermo e ancora dobbiamo misurarci col momento in cui sarà lasciato solo. Fino ad ora non è mai capitato, sempre io o simona siamo stati con lui a casa. Vedremo come gestire questa fatidica separazione e vedremo se l’uragano ricomincerà a soffiare distruttivo!
lunedì 18 gennaio 2010
SOPRAVVIVERE AL CUCCIOLO
Due giorni senza Elrond. Per lavoro sono costretto spesso a essere il weekend fuori (a Bologna) e da febbraio anche all’estero. Due giorni per riflettere sulla entrata in scena di questo cucciolo nella mia, nella nostra vita. Gli esseri umani hanno una caratteristica saliente riguardo alle esperienze: finanche il più accorto e il più incline al dare ascolto agli altrui pareri, non riesce a dar forma a una situazione per quanto ben descritta e assolutamente certa, se non quando si trova immischiato dentro fino al collo. Io non faccio eccezione. Eppure sono una persona piuttosto portata all’immaginazione e a saper riconoscere l’autorevolezza di un parere.
Quando leggevo alcuni capitoli di libri di argomento cinofilo intitolati con tono macabro e drammatico “Sopravvivere a un cucciolo”, tendevo a fare una smorfia divertita e alzare – metaforicamente – gli occhi al cielo. Può mai ucciderti un cucciolo? e che sarà mai? Poi sono arrivati i racconti mitologici di chi i cani li ha o li ha sempre avuti. Questi, con fare profetico e grave sul genere Gandalf che ammonisce Frodo di prestare attenzione ai grandi pericoli che il Signore del Male ha in serbo per lui o con l’atteggiamento gufante di uno jettatore iscritto all’albo dei “portasfortuna” mi dicevano: ma perché prendi un cane, vedi che ti cambia la vita! E per cambiare sembrava volessero dire, e solo per gentilezza usavano l’eufemismo: “rovinare”!
Io sono stato sordo a queste voci e superficiale nei confronti della lettura. Ho sottovalutato il potere devastante di quell’essere indifeso (come un barracuda affamato) che è un cucciolo di cane e di border collie in particolare! oggi sono esattamente 20 giorni che è a casa nostra e certo non posso dire che la mia vita sia quella di prima. e devo ammettere, non senza un sentimento di vergogna e di umiliazione, che ci sono stati momenti in cui sia io che mia moglie abbiamo pensato di non farcela. Momenti atroci in cui siamo stati sul punto di cedere alla tentazione di “tornare indietro” (ammesso che si potesse). Ci sono state crisi, litigi, tensioni in casa. Un cucciolo che entra in un’esistenza compatta ed equilibrata, regolata dall’abitudine a certe a libertà e a certi confort, finisce col creare degli sbilanciamenti minando il senso di sicurezza e di agio costruiti pazientemente nel tempo.
Non ci si alza più dal letto quando fa più piacere. perché lui è là che vuole uscire dal trasportino per fare i suoi bisogni o semplicemente per cominciare a frullare il giorno con la centrifuga della sua vitalità inestinguibile. E quando esce dal trasportino vuole salire sul letto e se non ci riesce comincia a mordere le lenzuola e la trapunta. poi si scaglia sui cuscini. E infine se non basta si dirige a qualche abito che penzola indifeso, lasciato inavvertitamente su un comodino troppo poco alto per evitare i suoi balzi famelici. E allora devi alzarti dal letto e cominciare anche nolente la tua giornata. E non basta. Devi anche vestirti subito prima che lui cominci a sporcare per casa. e visto che non abbiamo giardino (santo giardino per chi ne ha uno) dobbiamo scendere giù in strada nel freddo umido delle appiccicose mattinate invernali.
Li vedi in strada questi “padroni di cani” inerti nel gelo livido del primo mattino come spettri muti, con il cervello ancora spento, meccanicamente legati ai fili lunghi dei loro guinzagli, vestiti con triplo stato di maglioni e dalla mascelle slogate da sbadigli olimpionici! L’esercito dei forzati delle passeggiate, immersi nella nebbia di un sonno strappato dal richiamo fisiologico dei loro piccoli amici in pelo.
Non ci riesce più di tenere una porta aperta in casa. Le nostre porte a scomparsa sono sempre serrate, perché guai a lasciare un varco al piccolo Elrond. Come un furfante ben addestrato si insinua nei due bagni, nella stanza da letto e allora si apre per lui il parco giochi delle cose da rubare e strappare. nel bagno di servizio c’è la cesta dei panni sporchi. Autentico bottino dei 40 ladroni che per lui è una tentazione impossibile da resistere. Nel bagno principale ci sono asciugamani, accappatoi, spesso la biancheria da poco cambiata e altre amenità che appaiono ai suoi furbi occhietti come una lauta ricompensa da dare in pasto alle sue fauci sempre spalancate. La camera da letto presenta poi la trapunta, i cuscini e tutto l’arredo della notte che non sfugge alla sua bramosia di folletto impazzito!
Stare fermi e seduti al computer per lavorare o svagarsi è un’impresa ormai. Tranne i pochi minuti in cui si concede una pausa, semmai dopo una lunga uscita, il resto del tempo Elrond deve essere un sorvegliato speciale. Un criminale pericolosissimo da tenere sempre sott’occhio. Dal nostro studio saetta nel nostro grande salone open-space e parte la sua carica al divano, centro gravitazionale della sua voglia di sopraffazione o verso i libri che abbiamo in una libreria bassa (i suoi preferiti sono i tomi di Herman Hesse e, ultimamente, quell’indigesta lettura – non per lui evidentemente – dell’Ulysses di James Joyce).
Elrond ha un certo talento per l’aprire le zip. E’ riuscito a de-cernierare quella dello schienale per intrufolare i dentini demoniaci nella calda spugna. Quante volte lo abbiamo staccato da lì? Ho perso il conto. e ogni volta si è ribellato con i suoi ringhi fanciulleschi, ma già sonori o con un immediato ritorno alla sua opera di sventramento. Alla fine abbiamo sigillato quella apertura con tre grossi contenitori di plastica per panni.
Allora si è accanito su un angolo laterale, che va a rosicchiare guardandoci con quell’aria di sfida di chi sa che oltre al tessuto sta rodendo anche il nostro cervello esausto. stessa storia: ogni volta lo spostiamo via, ogni volta ritorna. e semmai si rivolta anche provando un morso o attaccandosi predatoriamente ai nostri piedi.
Da un paio di giorni ha imparato anche a spiccare il salto per salire sul divano laddove riposavano tranquilli un paio di cuscini verdi. Ora bisogna rafforzare la sorveglianza: è questo il nuovo gioco progettato e messo in atto per allenare la sua qualità distruttiva. Quando ci sono io in casa e siamo quindi io e mia moglie sicuramente la situazione diventa più gestibile, ma quando io sono fuori la povera Simona non può fare altro che essere alla sua mercé, a meno di non chiuderlo spesso nel kennel, cosa che gli esperti ci sconsigliano per non creare in lui un’associazione negativa e punitiva con la sua casetta di plastica e metallo.
Poi c’è il fatto che i bisogni non sempre li fa tutti fuori. Parte delle sue “pratiche” fisiologiche ha ancora il piacere di espletarle in casa, aumentando il carico di lavoro domestico, perché certo non è il nostro sogno una casa nuova ridotta a discarica di Bombay! Forse è colpa nostra che scendiamo giù solo 3 volte al giorno, ma certo non possiamo passare le nostre giornate a salire e scendere per le scale del palazzo con il borderciccio in braccio (eh si anche palazzo storico senza ascensore!).
Anche fare la lavastoviglie e la lavatrice sono missioni eroiche ormai. Ha una predilezione per i piatti sporchi e le stoviglie ancora unte di cibo, così mentre simona prova a caricarla Elrond si precipita dentro l’elettrodomestico per provare a leccare ogni centimetro di ceramica o vetro vagamente odoroso di alimenti. La lavatrice si sa è la casa dei panni e il cucciolo non si perderebbe per nulla al mondo una festa a cui non è stato invitato!
FINE PRIMA PARTE
domenica 10 gennaio 2010
METODO E SANGUE FREDDO
mercoledì 6 gennaio 2010
IL DECIMO GIORNO DI DETENZIONE
martedì 5 gennaio 2010
PRIMI RIMEDI E COSTANTI DOMANDE
Oggi ancora un po' di tensione in casa, perché non sempre riusciamo a essere pazienti. Certo non urliamo e sbraitiamo. Certo non alziamo mai le mani sul nostro cucciolo. ci mancherebbe altro. Ma io e simo ci guardiamo costernati vedendolo così sovraeccitato e e pronto a mordere di continuo (devo dire specialmente Simona). Siamo incapaci di capire il suo linguaggio. Ci sono segni di ansia? segni di stress? perché strappa una delle tue traversine nervosamente? (quella che non usa per i suoi bisogni). Perché morde gli angoli del divano con versi da matto e movimenti da contorsionista? Solo voglia di fare di un po’ di casino infantile o nasconde altro? Dovremmo tenerlo sempre occupato? O dobbiamo lasciarlo fare? Giochiamo spesso a tirargli la pallina così che la riprenda. Ma è giusto farlo o così si annoia presto anche di questo? Tante domande che forse è normale avere quando hai il tuo primo cucciolo e ci sono tante aspettative.
Corriamo spesso su internet in cerca di risposte. ogni volta che ci imbattiamo in un sito che parla di Border Collie, ci troviamo di fronte alla dicitura “non adatto a chi vive in città”. E ci scoraggiamo. Noi viviamo nel bel mezzo della città, nel centro storico, senza un giardino, ma solo con tre balconcini. Qualcuno potrà dirci: ma non l’avevate letto prima di prenderlo il cucciolo? Certo, ma abbiamo avuto diverse rassicurazioni da esperti riguardo alla possibilità di averlo, a patto di essere sempre attivi, di fargli fare del moto, dell’esercizio fisico e mentale. e io e simona adoriamo l’esercizio fisico, siamo l’esatto opposto di pantofolai innamorati dell’odore del telecomando e intimi coi propri divani!
Come ho già detto in precedenza il fatto è che Elrond non può ancora uscire e noi ci preoccupiamo molto che diventi isterico in questa clausura. e via coi sensi di colpa! Ma non ce la sentiamo di contravvenire ai divieti della nostra veterinaria che ci ha avvisato più volte che la sua incolumità fisica viene prima di tutto, quindi nessun rischio! prima il secondo richiamo della vaccinazione e poi dopo 7 giorni si esce.
Ci vuole pazienza! Estrema pazienza. Ce lo ripetiamo spesso. E proviamo a mettere in pratica i consigli di Roberto che ci guida con la sua saggezza da mago dei boschi.
Trasportino dolce trasportino
Usiamo molto più spesso il trasportino. Logicamente come luogo dove dormire. Sin dalla prima notte non ha mai pianto dentro la sua tana di plastica. quando andiamo a letto spostiamo l’ingombrante kennel dentro la nostra stanza da letto, chiudiamo la luce e capisce che è il momento di dormire.
Quando pranziamo. Lui mangia per primo. poi passata un’oretta tocca a noi. Ma prima di metterci a tavola, Elrond entra nel trasportino e lì resta, piuttosto calmo. Da ieri abbiamo acquistato un paio di ossi di pelle di bufalo. Così uno di questi lo abbiamo messo nella sua cuccia. Sembra averlo gradito da subito.
Quando c’è da pulire in casa adesso lo facciamo entrare nel trasportino. Non lo METTIAMO dentro, ma con un comando ci entra di sua spontanea volontà. Grazie a una conversazione con Laura Conte (borderista che ha “adottata” una bluemerle deliziosa, sempre di provenienza Petrademone) abbiamo appreso che è comodo insegnare anche un segnale ad Elrond per farlo uscire “a comando” dal trasportino. da ieri abbiamo cominciato e sembra recepire piuttosto bene.
Ieri sera dopo aver fatto sì che consegnasse al pavimento il suo pacco dono dal suo didietro, lo abbiamo confinato ancora una volta nel trasportino accanto al nostro divano, così da poterci godere un film, visto che sembrava poco intenzionato a lasciarcelo fare. Dopo un po’ di lamentele, si è calmato addormentandosi.
Finora non lo abbiamo mai lasciato, nemmeno una volta da solo. Ma dopo quello che ci ha scritto Roberto, abbiamo intenzione di non vivere la clausura insieme!
Ringhiando con Elrond
Sto provando anche a ringhiare a Elrond, prendendolo per la collottola quando prova a mordermi le ciabatte o i lacci delle scarpe. o quando si accanisce contro il povero divano, silenzioso martire dei suoi dentini aguzzi. Sembra che funzioni, ma più che il ringhio in sé è proprio la compresenza di questo all’afferrarlo per la pelle sulla nuca. sena fargli del male. Purtroppo Simona non riesce a ringhiare in maniera convincente, ma ce la sta mettendo tutta per imparare!
Conto i giorni che ci separano dalla prima uscita con Elrond. Con oggi 5 gennaio… sono 9 giorni di cattività forzata!
lunedì 4 gennaio 2010
UN CUCCIOLO DI CANE O DI SQUALO?
Ci sono momenti in cui è davvero difficile “gestire” o comunicare con Elrond. in particolare è complicato tenere a freno la sua voglia di distruggere il divano e di mordere caviglie, piedi e tirare i nostri pantaloni. Ringhia mentre morde come se fosse nervoso e convinto di quello che sta facendo. A volte anche mentre giochiamo con i suoi vari giocattoli a un certo punto smette di interessarsi a questi per rivolgere la sua violenta attenzione su di noi!
Chiedendo consigli a vari esperti che ho tra i miei contatti facebook tutti mi rispondono che per dissuaderlo da questi comportamenti basta distrarre la sua attenzione. allontanarlo gentilmente dal divano, per esempio, dirgli un NO secco (non gridato) e proporgli un altro gioco. Il fatto è che Elrond sembra molto ostinato come cucciolo. E la sua attenzione ricade inevitabilmente, dopo una brevissima pausa, di nuovo sul posto sbagliato.
Anche per quanto riguarda i morsi e il tirare con i denti i nostri indumenti, oltre al dolore che ci procura (quei denti sono piccoli, ma sono aguzzi come spilli), ci preoccupa perché sembra come una manifestazione di stress o di aggressione. e ad essere onesti sembra peggiorare giorno dopo giorno. Quando comincia a fare così noi proviamo ad ignorarlo, ma vi assicuro che non siamo maestri zen, né fachiri… quindi quando quegli spilletti entrano nella carne restare immobili e indifferenti è una capacità al di sopra della nostra forza!
Sono sempre più convinto del fatto che l’impossibilità di uscire (il richiamo del vaccino sarà fatto il 6 gennaio e quindi solo il 13 si potrà uscire, altri 9 giorni di clausura con questo squaletto: chissà se ne usciremo vivi!) e di sfogarsi lo conduca a questi comportamenti. Ma questa è una mia supposizione, può anche darsi che ci troviamo di fronte a un falso problema, che è nella genesi dei cuccioli di border collie provare a radunare le nostre gambe (il fatto è che non abbiamo zampe e zoccoli) e a far sì che l’appartamento venga dichiarata dalla Protezione Civile: zona disastrata!
Mi chiedo anche: non è che il gioco del “tira&molla” con la treccia e con gli altri giocattoli stimoli troppo la sua aggressività?
Ai posteri e agli esperti l’ardua sentenza!
