lunedì 11 luglio 2011
SETTE GIORNI PER UN CALZINO
lunedì 4 luglio 2011
QUANDO IL BORDER COLLIE DIVENNE UN IPPOPOTAMO
Quando entro anche io dal veterinario Elrond ha già avuto la sua puntura di cortisone. Luca e Amelia, i nostri veterinari, mi spiegano cosa è potuto succedere e come fare la siringa intra-muscolare nel caso capiti ancora. Mi dicono che la faccia (loro sono i primi a farmi notare la somiglianza del mio cane con l’animale della savana che sguazza nelle pozzanghere fangose ed è conosciuto scientificamente col nome di Hippopotamus amphibius) si sgonfierà nel giro di 24 ore.martedì 9 marzo 2010
AVATAR E I DUE CALZINI
giovedì 28 gennaio 2010
LA PIZZA DEI PUNK
Avete presente quei ragazzi senza fissa dimora, vestiti con jeans strappati e giubbini di pelle risalenti alle guerre puniche, che vanno in giro con piercing profondi come il tunnel del Frejus e un branco di cani furbi e guardinghi? Quelli che in gergo si chiamano punkabbestia?! Ecco un paio di questi ieri erano comodamente seduti su una panchina del lungomare.
Io passeggio con Elrond sguinzagliato. Annusa, si muove, senza mai allontanarsi da me e quando lo fa basta un fischio o un VIENI vigoroso e lui con la lingua penzoloni e una testa che sembra un siluretto si precipita da me. Ha solo il maledetto vizio di mangiare ogni dannata sostanza che si trova sull’asfalto. In particolare va matto per delle bacche che cadono sull’erba da bassi alberi di palma (purtroppo non da cocco). Stiamo provando ad introdurre il comando LASCIA, ma è da poco e funziona diciamo al 50%.
Comunque mentre sgambetta felice vedo la luce di emergenza accendersi come una lampadina sulla sua testa. La riconosco dalla posa che assume: attenta, vigile, curiosa. Sento il suo cervellino demoniaco che comincia a ingranare. Neanche il tempo di immaginare cosa ha potuto vedere ed ecco che scatta come se fosse ai blocchi di partenza e avesse sentito lo sparo di una pistola da starter.
Si fionda alla panchina dei punkabbestia. si fa carezzare, scodinzola, si becca delle coccole e delle frasi in un italiano dolce, ma disarticolato (saranno tedeschi?) e poi ecco che il suo piano malefico si realizza! Scatta alla velocità della luce sulla panchina e ruba una bella fetta di pizza dalla scatola dei due ragazzi che invece di preoccuparsi e innervosirsi ridono di gusto.
Elrond scappa con il suo bottino tra le fauci mentre io mi lancio al suo inseguimento. Lo so che non bisogna mai inseguire un cane: è il loro gioco preferito “guardia & ladri”, ma lo faccio per avvicinarmi e per dare da vedere ai due giovani punk che mi preoccupo per la loro perdita. lo richiamo anche, ma figuratevi se Elrond si fa scappare l’occasione di gustarsi la sua pizza una volta che gli ha messo i denti su. dopo un minuto di rincorsa riesco a beccarlo, anche perché lui è frenato da questa enorme fettona che rallenta la sua corsa disperata.
Alla fine riesco a strappargliene un pò, ma il resto finisce nel suo stomaco senza fondo.
Contrito vado dai due ragazzi e per scusarmi do loro un paio di euro. Immagino che sia costata fatica (ad elemosinare) quella pizza ed Elrond gli ha sottratto parte del pranzo, il minimo che possa fare è dargli qualche spicciolo (anche se a Salerno con 2 euro te la compri intera una pizza!)
sabato 23 gennaio 2010
GROSSO GUAIO IN VIDEOTECA
Una bella serata spazzata da un vento gelido. un vento che è come un serpente bianco tutto scaglie sottili e spire nervose. Decido di uscire con Elrond e farmi quattro passi fino alla videoteca del mio amico Fortunato.
Passeggiando per i vicoli di Salerno vecchia, Elrond si dà da fare con i suoi bisogni e lascia in regalo all’antico basalto stradale il fiore morbido (ma poco odoroso) delle sue viscere. Bene, mi avvio in videoteca fiducioso e pieno di speranze per una serata di sereno cinema in tv.
Portarlo al guinzaglio ha momenti di letizia, con il cucciolo che mi guarda e asseconda le mie traiettorie. E momenti in cui lui vuole schizzare avanti come un proiettile telecomandato che deve centrare un bersaglio invisibile. In questi casi mi fermo. senza dire una parola. lui prova a tirare. poi si arrende e si siede. Si ricomincia a camminare quando mi raggiunge lui. Tirare non gli conviene! E sono deciso a fermarmi ogni santa volta che lui comincia a partire per la sua fuga in avanti. Ci volessero anche 2 ore per fare 200 metri.
Arriviamo in videoteca. Una di quelle aperte 24h e del tutto automatizzata quando non c’è il proprietario. Lascio girovagare Elrond per l’angusto spazietto, facendo sì che familiarizzi con i cartonati pubblicitari dei film. Sembra gradire i film di fantascienza! Io intanto scelgo il dvd da gustarci stasera. Quando improvvisamente ecco scatenarsi il dramma…
Si raccoglie nella sua posizione accovacciata da evacuazione (una posizione ridicola, ma comune praticamente a tutti i cani). Io guardo esterrefatto – come se fossi al ralenti - Grido un NO più di disperazione che di autentico comando. lui mi guarda con quell’aria innocente di chi sta per schiacciare un pisolino, invece che disastrare una zona pubblica. improvvisamente realizzo che ci sono anche le telecamere a circuito chiuso all’interno dello spazio! Ed è un mio amico il proprietario. Mi prende il panico quando scopro che ho lasciato il guinzaglio intorno al suo collo e quel guinzaglio ora si sta ricamando delle feci poco odorose del mio caro Elrond!
Dimentico la scheda dei dvd nell’apposita macchina (la quale comincia ad emettere un suono fastidiosissimo quando sei troppo inattivo con la suddetta scheda all’interno). Così quell’allarme ritmico fa da giusta colonna sonora alla scena imbarazzante e frenetica in cui mi ritrovo. provo ad estrarre la paletta e armarla di bustina, ma l’operazione non è così facile perché intanto Elrond ha cominciato ad annusare il suo capolavoro e temo voglia pure assaggiarne la qualità! quindi provo a tirarlo via, ma intanto il guinzaglio è sporco e non riesco a venirne a capo. Mi scopro a pregare qualche Dio di passaggio nei Cieli che non entri nessuno in quel momento.
L’aria si sta facendo irrespirabile e io con un piede tengo Elrond e il suo guinzaglio lontani dalle sue feci, con una mano provo a confezionare la paletta per l’uso, con l’altra provo ad estrarre la scheda dalla macchina perché intanto l’allarme si è fatto insopportabile! Quando la paletta è pronta provo a ripulire il disastro, ma ci riesco comunque fino ad un certo punto. Il pavimento è di linoleum e si può asserire senza dubbio che in quella videoteca l’aria si sta facendo pesante!
Io sono disperato mi rivolgo verso la telecamera a circuito chiuso e mimo il gesto di scuse… intanto porto fuori Elrond da quel “macello” consapevole della lezione che ho imparato: meglio solo che mal accompagnati… in una videoteca!
p.s. appena tornato a casa io e Simona ci siamo armati di stracci, secchio e disinfettante e siamo andati a ripulire. ci sembrava il minimo!
lunedì 18 gennaio 2010
SOPRAVVIVERE AL CUCCIOLO
Due giorni senza Elrond. Per lavoro sono costretto spesso a essere il weekend fuori (a Bologna) e da febbraio anche all’estero. Due giorni per riflettere sulla entrata in scena di questo cucciolo nella mia, nella nostra vita. Gli esseri umani hanno una caratteristica saliente riguardo alle esperienze: finanche il più accorto e il più incline al dare ascolto agli altrui pareri, non riesce a dar forma a una situazione per quanto ben descritta e assolutamente certa, se non quando si trova immischiato dentro fino al collo. Io non faccio eccezione. Eppure sono una persona piuttosto portata all’immaginazione e a saper riconoscere l’autorevolezza di un parere.
Quando leggevo alcuni capitoli di libri di argomento cinofilo intitolati con tono macabro e drammatico “Sopravvivere a un cucciolo”, tendevo a fare una smorfia divertita e alzare – metaforicamente – gli occhi al cielo. Può mai ucciderti un cucciolo? e che sarà mai? Poi sono arrivati i racconti mitologici di chi i cani li ha o li ha sempre avuti. Questi, con fare profetico e grave sul genere Gandalf che ammonisce Frodo di prestare attenzione ai grandi pericoli che il Signore del Male ha in serbo per lui o con l’atteggiamento gufante di uno jettatore iscritto all’albo dei “portasfortuna” mi dicevano: ma perché prendi un cane, vedi che ti cambia la vita! E per cambiare sembrava volessero dire, e solo per gentilezza usavano l’eufemismo: “rovinare”!
Io sono stato sordo a queste voci e superficiale nei confronti della lettura. Ho sottovalutato il potere devastante di quell’essere indifeso (come un barracuda affamato) che è un cucciolo di cane e di border collie in particolare! oggi sono esattamente 20 giorni che è a casa nostra e certo non posso dire che la mia vita sia quella di prima. e devo ammettere, non senza un sentimento di vergogna e di umiliazione, che ci sono stati momenti in cui sia io che mia moglie abbiamo pensato di non farcela. Momenti atroci in cui siamo stati sul punto di cedere alla tentazione di “tornare indietro” (ammesso che si potesse). Ci sono state crisi, litigi, tensioni in casa. Un cucciolo che entra in un’esistenza compatta ed equilibrata, regolata dall’abitudine a certe a libertà e a certi confort, finisce col creare degli sbilanciamenti minando il senso di sicurezza e di agio costruiti pazientemente nel tempo.
Non ci si alza più dal letto quando fa più piacere. perché lui è là che vuole uscire dal trasportino per fare i suoi bisogni o semplicemente per cominciare a frullare il giorno con la centrifuga della sua vitalità inestinguibile. E quando esce dal trasportino vuole salire sul letto e se non ci riesce comincia a mordere le lenzuola e la trapunta. poi si scaglia sui cuscini. E infine se non basta si dirige a qualche abito che penzola indifeso, lasciato inavvertitamente su un comodino troppo poco alto per evitare i suoi balzi famelici. E allora devi alzarti dal letto e cominciare anche nolente la tua giornata. E non basta. Devi anche vestirti subito prima che lui cominci a sporcare per casa. e visto che non abbiamo giardino (santo giardino per chi ne ha uno) dobbiamo scendere giù in strada nel freddo umido delle appiccicose mattinate invernali.
Li vedi in strada questi “padroni di cani” inerti nel gelo livido del primo mattino come spettri muti, con il cervello ancora spento, meccanicamente legati ai fili lunghi dei loro guinzagli, vestiti con triplo stato di maglioni e dalla mascelle slogate da sbadigli olimpionici! L’esercito dei forzati delle passeggiate, immersi nella nebbia di un sonno strappato dal richiamo fisiologico dei loro piccoli amici in pelo.
Non ci riesce più di tenere una porta aperta in casa. Le nostre porte a scomparsa sono sempre serrate, perché guai a lasciare un varco al piccolo Elrond. Come un furfante ben addestrato si insinua nei due bagni, nella stanza da letto e allora si apre per lui il parco giochi delle cose da rubare e strappare. nel bagno di servizio c’è la cesta dei panni sporchi. Autentico bottino dei 40 ladroni che per lui è una tentazione impossibile da resistere. Nel bagno principale ci sono asciugamani, accappatoi, spesso la biancheria da poco cambiata e altre amenità che appaiono ai suoi furbi occhietti come una lauta ricompensa da dare in pasto alle sue fauci sempre spalancate. La camera da letto presenta poi la trapunta, i cuscini e tutto l’arredo della notte che non sfugge alla sua bramosia di folletto impazzito!
Stare fermi e seduti al computer per lavorare o svagarsi è un’impresa ormai. Tranne i pochi minuti in cui si concede una pausa, semmai dopo una lunga uscita, il resto del tempo Elrond deve essere un sorvegliato speciale. Un criminale pericolosissimo da tenere sempre sott’occhio. Dal nostro studio saetta nel nostro grande salone open-space e parte la sua carica al divano, centro gravitazionale della sua voglia di sopraffazione o verso i libri che abbiamo in una libreria bassa (i suoi preferiti sono i tomi di Herman Hesse e, ultimamente, quell’indigesta lettura – non per lui evidentemente – dell’Ulysses di James Joyce).
Elrond ha un certo talento per l’aprire le zip. E’ riuscito a de-cernierare quella dello schienale per intrufolare i dentini demoniaci nella calda spugna. Quante volte lo abbiamo staccato da lì? Ho perso il conto. e ogni volta si è ribellato con i suoi ringhi fanciulleschi, ma già sonori o con un immediato ritorno alla sua opera di sventramento. Alla fine abbiamo sigillato quella apertura con tre grossi contenitori di plastica per panni.
Allora si è accanito su un angolo laterale, che va a rosicchiare guardandoci con quell’aria di sfida di chi sa che oltre al tessuto sta rodendo anche il nostro cervello esausto. stessa storia: ogni volta lo spostiamo via, ogni volta ritorna. e semmai si rivolta anche provando un morso o attaccandosi predatoriamente ai nostri piedi.
Da un paio di giorni ha imparato anche a spiccare il salto per salire sul divano laddove riposavano tranquilli un paio di cuscini verdi. Ora bisogna rafforzare la sorveglianza: è questo il nuovo gioco progettato e messo in atto per allenare la sua qualità distruttiva. Quando ci sono io in casa e siamo quindi io e mia moglie sicuramente la situazione diventa più gestibile, ma quando io sono fuori la povera Simona non può fare altro che essere alla sua mercé, a meno di non chiuderlo spesso nel kennel, cosa che gli esperti ci sconsigliano per non creare in lui un’associazione negativa e punitiva con la sua casetta di plastica e metallo.
Poi c’è il fatto che i bisogni non sempre li fa tutti fuori. Parte delle sue “pratiche” fisiologiche ha ancora il piacere di espletarle in casa, aumentando il carico di lavoro domestico, perché certo non è il nostro sogno una casa nuova ridotta a discarica di Bombay! Forse è colpa nostra che scendiamo giù solo 3 volte al giorno, ma certo non possiamo passare le nostre giornate a salire e scendere per le scale del palazzo con il borderciccio in braccio (eh si anche palazzo storico senza ascensore!).
Anche fare la lavastoviglie e la lavatrice sono missioni eroiche ormai. Ha una predilezione per i piatti sporchi e le stoviglie ancora unte di cibo, così mentre simona prova a caricarla Elrond si precipita dentro l’elettrodomestico per provare a leccare ogni centimetro di ceramica o vetro vagamente odoroso di alimenti. La lavatrice si sa è la casa dei panni e il cucciolo non si perderebbe per nulla al mondo una festa a cui non è stato invitato!
FINE PRIMA PARTE
lunedì 4 gennaio 2010
UN CUCCIOLO DI CANE O DI SQUALO?
Ci sono momenti in cui è davvero difficile “gestire” o comunicare con Elrond. in particolare è complicato tenere a freno la sua voglia di distruggere il divano e di mordere caviglie, piedi e tirare i nostri pantaloni. Ringhia mentre morde come se fosse nervoso e convinto di quello che sta facendo. A volte anche mentre giochiamo con i suoi vari giocattoli a un certo punto smette di interessarsi a questi per rivolgere la sua violenta attenzione su di noi!
Chiedendo consigli a vari esperti che ho tra i miei contatti facebook tutti mi rispondono che per dissuaderlo da questi comportamenti basta distrarre la sua attenzione. allontanarlo gentilmente dal divano, per esempio, dirgli un NO secco (non gridato) e proporgli un altro gioco. Il fatto è che Elrond sembra molto ostinato come cucciolo. E la sua attenzione ricade inevitabilmente, dopo una brevissima pausa, di nuovo sul posto sbagliato.
Anche per quanto riguarda i morsi e il tirare con i denti i nostri indumenti, oltre al dolore che ci procura (quei denti sono piccoli, ma sono aguzzi come spilli), ci preoccupa perché sembra come una manifestazione di stress o di aggressione. e ad essere onesti sembra peggiorare giorno dopo giorno. Quando comincia a fare così noi proviamo ad ignorarlo, ma vi assicuro che non siamo maestri zen, né fachiri… quindi quando quegli spilletti entrano nella carne restare immobili e indifferenti è una capacità al di sopra della nostra forza!
Sono sempre più convinto del fatto che l’impossibilità di uscire (il richiamo del vaccino sarà fatto il 6 gennaio e quindi solo il 13 si potrà uscire, altri 9 giorni di clausura con questo squaletto: chissà se ne usciremo vivi!) e di sfogarsi lo conduca a questi comportamenti. Ma questa è una mia supposizione, può anche darsi che ci troviamo di fronte a un falso problema, che è nella genesi dei cuccioli di border collie provare a radunare le nostre gambe (il fatto è che non abbiamo zampe e zoccoli) e a far sì che l’appartamento venga dichiarata dalla Protezione Civile: zona disastrata!
Mi chiedo anche: non è che il gioco del “tira&molla” con la treccia e con gli altri giocattoli stimoli troppo la sua aggressività?
Ai posteri e agli esperti l’ardua sentenza!
