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venerdì 24 giugno 2011

IL CANE CHE ODIA L'EURO

Anche nel mondo canino ci sono antipatie e simpatie. C’è poco da fare. Per quanto tu possa addestrare un cane, dargli equilibrio e giuste raccomandazioni, per fortuna c’è l’elemento “personalità” che non si fa incantare dai tuoi insegnamenti.

Con Elrond abbiamo percorso migliaia di chilometri per tramutare in realtà il sogno della “socializzazione perfetta”. Fino ai suoi primi 10 mesi non c'è stato cane per strada a cui non mi avvicinassi per permettere al mio border collie di odorare le sue parti intime e quindi fargli(/le) la radiografia sociale. Sembravo una specie nuova di maniaco, appostato in ogni angolo alla ricerca del mio oggetto del desiderio: il cane-con-cui-far-socializzare-Elrond.

Ne ero ossessionato. Pensavo che facendo così dal mio cucciolo sarebbe uscito un cane adulto pacifico e serafico come San Francesco, un Gandhi con pelo bianconero e coda vaporosa, un profeta a quattro zampe della convivenza civile e non violenta.

In linea di massima mi è andata bene, ma quando sono cominciati i primi scontri la mia fiducia cieca nella socializzazione miracolosa è venuta meno. Un morso nel costato di Rea (l’odiato Shar-pei dei miei genitori) le ha regalato qualche punto di sutura. Un pezzo dell’orecchio floscio del boxer Jack strappato via con un morso maligno del mio “pastorello”. Zuffe con Ozu, Uri, Brigadiere, Oliver… arrivato all’anno di vita ho capito che per quanto tu faccia odorare al tuo cane migliaia di testicoli di suoi simili, ci sarà sempre qualcosa che tra due maschi scatenerà l’inferno (altro che Gladiatore di Russel Crowe!).

Da quando abito a Giffoni (piccolo paese in provincia di Salerno, dove si svolge il famoso GIFFONI FILM FESTIVAL di cui sono il vicedirettore) la socializzazione si è un po’ arrugginita. In paese i cani fanno una vita diversa da quella che conducono i loro simili cittadini.

In città i cani escono molto di più, passeggiano, sono ovunque. È anche un’occasione di svago per i proprietari. In paese proliferano invece le prigioni cinofile dorate: i giardini!

“I cani devono stare in giardino. Lì stanno una meraviglia, a che serve portarli in giro e prendersi cura di loro. Si divertono un mondo a non fare un cavolo dalla mattina alla sera, semmai rincorrendo api e insetti vari e semmai anche con una maschia catena al collo che dà loro sicurezza e senso del dominio (da parte dell’umano)”! Che schifo! È un modo odioso di intendere il rapporto con un cane. E rende questi sfortunati esseri a quattro zampe come dei milionari panciuti che credono di avere tutto dalla vita e invece l’unica materia di cui sono ricchi è: la noia!

Tra questi c’è il cane dei miei vicini: EURO (credo che sia stato chiamato così perché è stato preso dai suoi “padroni” quando la nostra amata moneta unica è entrata di prepotenza – e decisamente non voluta – nelle nostre vite). Un cane bianco di media taglia. Che passa buona parte del suo tempo a dormire su una panchina di cemento nel suo giardino di cemento. Uno di quei meticci dalla forma astratta, che ha più razze nel suo sangue che denti in bocca.

Quando esco la mattina con Elrond per andare al campo prende vita lo spettacolo della loro guerra. Fatta di battaglie, per ora e spero per sempre, solo sonore e intimidatorie. Il copione che seguono è sempre lo stesso. una messa in scena, se non fosse così priva di artifici la vita dei cani.

Elrond una volta superato il piccolo prato antistante la nostra casa si mette in posizione contro-euro. Tira come un husky che per la prima volta vede l’Antartico. Si appiattisce al terreno correndo come se fosse uno zerbino con le zampe. Ansima come un bulldog mafioso. Il cancello del nemico è ormai a portata di naso. Qui le opzioni sono due.

1.    1. Euro non c’è. Allora Elrond infila la testa tra le sbarre della ringhiera e lo cerca sniffando l’aria. Una volta avvedutosi che il giardino è vuoto, si lascia andare in una pipì soddisfatta e dispettosa contro il muretto del suo antagonista. a quel punto mi guarda con i suoi occhi spiritati come a dire “ho fatto, dai andiamo al campo a correre, che stiamo aspettando!”

2.     2. Euro c'è.  Ed ecco che arriva come un demonio bianco, abbaiando e ringhiando pronto alla lotta. Denti scoperti e sguardo vitreo da assassino seriale. è inferocito. lui abita in questa zona da anni, noi siamo gli intrusi. Elrond risponde da border collie. Saetta, salta, strepita, attacca con scatti meccanici. Lo tengo a stento. I musi si sfiorano, ma non si sono mai toccati.

Ormai è un rito nel quartiere dove abito. Euro ed Elrond, i due vicini nemici. Qualcuno potrebbe dirmi: ma perché non passi dall’altra parte della strada? Peggio. Perché in mezzo c’è una via a scorrimento veloce ed Elrond per fiondarsi verso al trincea nemica (ovvero il giardino di cemento di Euro) rischia di sbattere contro un auto che sfreccia di lì. Meglio rischiare il contatto diretto (che però non avviene finché lo tengo saldo il mio border).

Non c’è nulla da fare, Elrond l’Euro proprio non lo sopporta!

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mercoledì 20 gennaio 2010

NEMIAMICI DI ELROND

Con il passare dei giorni le amicizie canine di Elrond cominciano a diventare più articolare e stabili. La routine quotidiana che ci impongono i cani fa sì che certi orari vengano a coincidere e così si ritrovano le persone e i loro guinzagliati amici con sistematica regolarità.




Luna : l’amica del cuore
Al primo posto degli incroci sentimentali e ludici di Elrond c’è una meticcia di 2 anni dal pelo lucido e dallo scampanellante incidere (eh si ha una piccola campanella che pende dal collare sempre senza guinzaglio). Quando si incontrano il loro rituale di gioco è sfrenato e gustoso da vedere. tra finti morsetti, rincorse e atterramenti a vicenda i due cagnolini (Elrond a quasi 3 mesi già è più grande di lei) sembrano essere stati assoldati dalla ditta di pulizia stradale del comune tanto riescono con i propri corpi ad accumulare sporcizia dal pavimento asfaltato su cui si trascinano! Oggi non ho potuto sciogliere Elrond per farlo scatenare con Luna ( l’abbiamo incontrata in una trafficata via del centro storico) quindi ho dovuto partecipare anche io alle scorribande dei due, muovendomi come un pinocchio impazzito per tentare di lasciare abbastanza campo libero ai loro giochi e al contempo cercando di districarli quelle volte che restavano amorevolmente impigliati l’uno nell’altro!

Omar e Leopoldo: i cani camorristi
Due brutti ceffi, invece, sono Omar (un meticco dalla tasta grande e il corpo piccolo e tozzo, che lo fa somigliare a un delinquente di strada breve di statura e di cervello, ma di lunga carriera criminale) e Leopoldo (un boxer tigrato silenzioso, muscoloso, dal piglio sempre imbronciato: un sicario spietato pronto a intervenire al richiamo del suo “boss” senza emozioni e senza pensieri). Li incontro la mattina dalle parti della spiaggia tenuti al guinzaglio da una ragazza che fatica non poco a reprimere la loro voglia di comandare il quartiere. Omar attacca sempre briga con Elrond, provando in tutti i modi a fargli sentire la sua dominanza. Leopoldo guarda a distanza, legato al guinzaglio. Oggi è capitato, ed è la seconda (ma anche ultima) volta, che Elrond si sia trovato improvvisamente in mezzo a tutti e due. ed è stato messo sotto. nel senso letterale del termine. Ho temuto anche un po' perché sembrava quasi che Leopoldo lo tenesse fermo a terra mentre Omar volesse finirlo. Sono intervenuto subito liberando il piccolo ed ho avuto la peggio visto che i miei adorati occhiali da sole Rayban presi a Los Angeles sono volati via, riportando ferite gravi: un vetro esploso e l’altro graffiato. L’importante è che, però, Elrond sia uscito illeso. I due cani dall’aspetto camorristico sembravano soddisfatti del loro lavoretto al mio cucciolo! Due contro uno eh? e più grandi per giunta! Vabbè la prossima volta me ne starò alla larga!

Junior: la saetta del lungomare
Lo chiamano il “dogtrainer”. Junior un piccolissimo jack russel scattante ed atletico come un corridore keniota, simpatico come un piccolo figlio di… (riempire a piacere!) e somigliante in maniera imbarazzante al protagonista canino del film THE MASK. Lo chiamano il “dog trainer” perché qualsiasi cane abbia la fortuna di giocare con lui si troverà a correre come un matto dappertutto per stargli dietro, a fare balzi olimpionici per tallonarlo nelle sue scorribande su e giù dai gradini e dalle panchine, a improvvisare piroette e capriole per non sfigurare davanti al suo sfoggio di ginnica esuberanza! Che matto Junior, altro compagno di giochi quotidiano di Elrond (che per adesso non regge il suo passo forsennato).

Tommaso, il pincher schizzinoso
I pincher non riscuotono la mia simpatia. chi ha letto il pezzo WILLY IL PRINCIPE PINCHER sa a cosa mi riferisco. Però Tommaso è simpatico, anche se schizofrenico come tutti i suoi compari di razza. sottile ed elettrico come un filo carico di energia elettrostatica, sempre ammantato nel suo cappottino così chic, tenuto da un guinzaglio modaiolo e vagamente tardo-imperiale, oggi ha anche giocato con Elrond. Giocato forse è una parola un po' grossa, ma diciamo che sulla sabbia hanno condiviso certi momenti.

giovedì 14 gennaio 2010

UNA MATTINATA SUL LUNGOMARE

Sole sole sole! Quando apri gli scuri delle finestre e dentro casa entra questa luce calda è come essere baciati dalla natura e ogni nube mentale si dissolve, ogni preoccupazione lascia il posto alla voglia di scappare da casa e dalla vita quotidiana! Così dopo che Elrond ha avuto la sua abbondante colazione e dopo aver fatto i suoi bisogni (in casa purtroppo, non ci è riuscito di andar fuori prima) verso le 9 siamo già per le strade del centro storico in direzione Lungomare. Stamani il piccolo era un po' restio ad uscire, forse perché per andar giù devo prenderlo in braccio e farmi 3 rampe di scale? A lui non piace evidentemente stare sollevato da terra. Vorrei dirgli: non è che io muoia di voglia di farmi questa sfacchinata! però poi penso e mi consolo: sai che muscoli della gambe mi farò in questi mesi di passeggiate!

 

La Neve in spiaggia e un compagno di giochi:  Milo

Il clou della giornata di Elrond arriva al momento in cui arriviamo sulla spiaggia di Santa Teresa. luogo di ritrovo di tutti i ragazzi che marinano la scuola (ma dico io che c’è di più bello che stare all’aria aperta in giornate splendide come queste?! Io sono un ardente sostenitore del “filone” – da noi si chiama così quando ci si prende un giorno “sabbatico” dalle lezioni, senza giustificazione) e di molti cani che vengono qui a liberare i loro istinti più animaleschi (non sbranare gatti, intendo correre e ritrovare un rapporto con la natura che in piena città è altrimenti impossibile).

 

Il primo incontro è con un Pastore Maremmano di tre anni dal pelo bianchissimo e dal piglio sonnolento. Lo tiene al guinzaglio una ragazzina dal volto solare e simpatico. Mi chiedo come faccia a non volar via se il cane decide di correre dietro a qualcuno o a qualcosa. sono di altezza quasi pari! Si chiama, of couse: NEVE. Una femmina splendida e molto consapevole del suo ruolo. ogni volta che Elrond si allontana da noi (quando siamo sul lungomare il piccolo passeggia senza guinzaglio) lei lo richiama con un abbaio grave e deciso. Elrond obbedisce a coda e testa bassa. Questa sì che è una femmina che sa tenere il maschietto a posto! Propongo alla ragazza di fittarci Neve per qualche mese, mi farebbe comodo in casa! Scherzo logicamente, ma sono sempre più convinto che il miglior educatore/addestratore per un cane è sempre un altro cane (ammesso che sia equilibrato, altrimenti sarebbe come affidare il proprio bambino alle cure amorevoli di un Pacciani!). Mentre Elrond e Neve familiarizzano, ma con molta distanza, arriva una coppia di signore anziane con un bel cocker al guinzaglio. Da lì a poco sapremo che si chiama Milo e che è un cucciolone di 10 mesi. E in ancor meno tempo sapremo che quello diventerà il compagno di giochi ideale per Elrond nella successiva mezz’ora!

 

Elrond e Milo Scendiamo in spiaggia tutti insieme.Io, Simona e le due signore (una ha un cappottino verde, una faccia di chi non ha mai conosciuto l’amore nella sua vita - e infatti si dichiara “signorina” - e un modo di camminare che mi ricorda un pupazzetto simpatico da tenere su un comodino). L’altra signora – l’autentica proprietaria del cocker - si decide a sciogliere Milo – era un po’ impaurita all’idea – e si scatena il pandemonio. cosa non fanno questi due cuccioli imbizzarriti! Si tuffano in acqua, si buttano a terra a vicenda, si mordono (senza mai affondare i colpi), si rincorrono, si predano, sgroppano insieme sulla sabbia, scavano buche (e quel ciccione di Elrond non perde occasione per mangiarsi anche la rena). Non ho mai visto così “felice” il nostro cucciolo. Ad un certo punto, in una scena da libro Cuore, Elrond e Milo finiscono uno di fronte all’altro, girati sul fianco e abbracciati (o si dice azzampati?) come due amici stanchi ma contenti! Non ho con me la macchina fotografica, sarebbe stata una bella scena (durata poco come potete immaginare). Vedere Elrond schizzare sull’orlo salivoso delle piccole onde marine che si sfasciano sulla riva della spiaggia, dentro questo sole brillante è un’immagine che porto già stampata nella mia mente e nel  mio petto. Mentre i due si divertono come folli, io e mia moglie parliamo amabilmente con la signora proprietaria di Milo. Scopriamo nientedimeno che si tratta della madre della giornalista Rai: Lucia Annunziata! sapevamo essere di Salerno (come Santoro… ma che i salernitani in tv sono tutti incazzati e di sinistra?!), ma non l’abbiamo mai incontrata in città.

Nella foto qui sopra Elrond e Milo mentre giocano. Elrond ha schienato più volte il cocker e quindi lo do vincitore ai punti!!!

 

Finalmente un border!

Da lontano mentre passeggiamo mi sembra di scorgere un Border adulto! Sarebbe il primo a Salerno che incrociamo. Ci fiondiamo in direzione del gruppetto formato da questo cane tenuto a guinzaglio corto e due signori molto avanti con gli anni. Senza essere invadenti ci fermiamo a parlare con loro, per capire se si tratta di un border, perché non ne siamo sicurissimi, visto che sembra molto più alto di quelli che abbiamo visto in precedenza e ha un aspetto facciale molto “collie”. Il signore molto affabile ci dice che si tratta del figlio “del cane dell’Infostrada” (dentro di me penso: avrà più figli in giro quel cane di un affascinante marinaio che gira di porto in porto!). Si chiama Rick ed è molto potente come impressione estetica. Un bellissimo pelo fitto e lucido. Elrond lo teme e si mette seduto a distanza. Che ne è del nostro piccolo pioniere impavido? Che i suoi attributi si siano raggrinziti al contatto con l’acqua? scopriamo che questo signore non sa nulla di agility, di attivazione mentale e di altre amenità fondamentali per questa razza. dice che è come un figlio a casa, che passa ore ai piedi del divano accanto alla moglie. Mah! Contenti loro. E tra l’altro non mi sembra molto socializzato, visto che ci dice sempre questo anziano e distinto uomo con cappello e occhiali, non sopporta molto gli altri cani, ma con i cuccioli è più tollerante.

 

Mentre siamo lì si avvicinano una coppia di giovani mamme con pargoli al seguito. La bambina minuscola ha occhi grandi e azzurri come quelli dei cartoni animati. Si chiama Carla e ha un grande istinto di amicizia verso i cani. bene proprio quello che ci voleva per il nostro cucciolo, che si avvicina un po’ circospetto. Ma il rapporto tra i due sembra ottimo. Temo solo quando Elrond si alza con le sue zampe sul corpo della bambina. di altezza sono pari! la mamma sembra molto tranquilla, dice che ha un pastore tedesco a casa quindi non ha nessun timore di queste relazioni bambini-cane. Finalmente una mamma come si deve ;-)

 

Uomini di corsa e palloni rotolanti

Due cose distraggono Elrond dal camminare accanto a noi: le persone che fanno jogging (di solito uomini) e i ragazzi che giocano a pallone. I primi li rincorre per metri e metri e metri. si mette al loro fianco e si allena tallonandoli a pochissima distanza. Per fortuna non li segue all’infinito altrimenti costringerebbe anche noi a una sessione non programmata di corsa. e poi i ragazzi con super-santos (avete presente i palloni rossi che hanno segnato la nostra giovinezza e continuano a tingere di colore le giornate dei teenager?). si mette accanto a loro in posizione predatoria e appena il pallone rotola eccolo che parte all’arrembaggio. Oggi si è esibito anche in un colpo di testa (di muso) degno del miglior Luca Toni (a proposito: forza roma!).

 

Chiudo qui il blog di oggi che ha condensato in poche righe una passeggiata di circa 3 ore e che ha visto anche molti altri incontri, come per esempio: la volpina moina Laika, la bassotta acida Brigida e lo schnauzer gigante Arturo. Ora Elrond si è risvegliato dopo solo una quarantina minuti di riposo. le Borduracell sono già ricaricate! Sgranocchia un bastoncino di pelle di bue che da solo si è portato nel trasportino. che gioia vederlo andare nella sua cuccia di sua spontanea volontà!

 

borduracell

Un piccolo omaggio creato per i nostri amici instancabili!

mercoledì 13 gennaio 2010

SUI VERDI PRATI DELLA SAPIENZA

elrond in posa

 

Ieri giornata piena per Elrond. Per il pomeriggio abbiamo pensato per lui qualcosa di più “culturale”. Abbiamo deciso di portarlo a scorrazzare libero sui prati dell’Università delle facoltà scientifiche di Salerno dislocata a Baronissi.

 

Il viaggio inizia subito bene! Dopo un paio di chilometri sentiamo Elrond, che è in braccio a Simona, intonare i “singulti del vomito” (partitura di cui sentimmo le note, poco melodiose, già nel viaggio dalla sua casa natale a Orvinio alla nostra). Simona prova a tamponare l’emergenza chiudendogli la bocca a forza in attesa di portarlo fuori. Io mi faccio prendere dal panico e accosto improvvisamente senza nemmeno mettere la freccia. Proviamo a portarlo giù per evitare un disastro ambientale (della mia auto), ma in quel momento il cucciolo si trasforma nella protagonista dell’Esorcista inondando l’auto di un torrente verde. La disperazione cala su di noi come un sipario senza più fili. Ma reagiamo. In fondo è stata colpa nostra, non avevamo messo in conto una eventualità molto probabile. Ripuliamo il tutto a fatica, aiutandoci con dei kleenex che solo pochi giorni prima avevamo fortunatamente acquistato da un ambulante magrebino smunto e sdentato (ricordo anche che io avrei preferito non prenderli… trincerandomi dietro un insulso “no grazie tanto io non lo prendo mai il raffreddore”! Santo ambulante e santa Simona che mi convinse a comprarli).

 

L’auto non profuma esattamente di fiori di campo! Va portata al lavaggio quanto prima. Non ci facciamo fermare dall’incidente comunque e partiamo alla volta di Baronissi, che dista circa una decina di chilometri. La giornata è ancora splendida, anche se il sole sta velocemente ripiegando dietro le montagne. Il cielo è screziato di colori caldissimi, anche se la temperatura è piuttosto rigida (secondo i parametri meridionali, naturalmente).

 

elrond corre Arriviamo all’Università ed ecco aprirsi davanti ai nostri occhi questi vasti prati verdi trapuntati di alberi dalle fogge più disparate e innervati da stradine in mattoncini. Lasciamo subito libero Elrond che, intanto aveva vissuto il resto del viaggio sul sedile posteriore tra le amorevoli cure di Simona. Ora è scatenato. Si lascia andare a qualche corsetta di sfogo. Noi ci siamo muniti di piccoli premi culinari (le sue famose e maleodoranti crocchette della Hills). Proviamo il VIENI  che funziona alla grande. Ogni volta che ritorna, sempre, al richiamo si becca un snack che sembra sempre gradire molto.

 

Ci siamo dati appuntamento con la madre di Simona, mia suocera Angela (dimenticate lo stereotipo della suocera rompiscatole e noiosa e pronta sempre alla critica, lei è una giovanile signora molto simpatica e a volte un po' “bambina”. adorabile) con la sua cagnolina Laika (eh si nome originale, praticamente come chiamare Vincenzo Esposito un neonato partenopeo!). Laika aveva già avuto modo di esprimere la sua simpatia nei confronti di Elrond nel primo incontro cane-cane della sua vita di cucciolo. Logicamente sono ironico.

 

elrond corre da laika Laika è uno dei cani più snob e asociali che io conosca. Come una (bella e affascinante) single bisbetica che si è ritirata a vita privata di giardino, felicemente lontana dalle cose degli uomini e degli altri quadrupedi. A volte vedo in lei l’incarnazione canina di Oriana Fallaci (con il dovuto rispetto per una scrittrice il cui stile ho sempre apprezzato enormemente). Comunque la storia si ripete. Laika appare contrariata dalla presenza del piccolo o quantomeno indifferente. Elrond lo percepisce e gira piuttosto alla larga.

 

Solo in qualche momento c’è un avvicinamento più sostanziale, ma che produce una rivolta nella cagnolina subito pronta a ringhiare, abbaiare ed atterrare il povero borderino spavaldo. Da quel momento in poi ogni volta che Elrond prova un minimo tentativo di accorciare le distanze, lei lo dissuade con un ringhio basso ma eloquente. E il cucciolo capisce l’antifona. Ah sapessi ringhiare anche io così!!

 

Quello che ci stupisce è la reattività ai comandi di Elrond in questa situazione di libertà. non stacca mai lo sguardo da noi, schizza come un levriero da cinodromo al nostro richiamo, gioca senza mai stancarsi, si fa infilare il guinzaglio senza proteste o rimostranze. Fuori casa nemmeno la traccia di Mr(Elrond)Hyde!

 

Qui sotto SIMONA che gioca con Elrond!

elrond zampa simona

martedì 12 gennaio 2010

LA COMPAGNIA DEL GUINZAGLIO

elrojnd gioca con simo_1Un’uscita a lungo attesa

L’inizio della saga del signore degli anelli inizia con un capitolo dal titolo “Una festa a lungo attesa”. Bene, voi tutti ormai sapete che il nome del nostro cucciolo (Elrond) deriva proprio da questo fantastico libro di Tolkien. Quindi se io intitolo questo paragrafo “Una uscita a lungo attesa” sono perfettamente in linea con la storia!

 

Eh si oggi… 11 gennaio 2010… quando il buon Elrond festeggia il suo 78° giorni di vita arriva la sua PRIMA USCITA ufficiale. L’euforia è tanta, Elrond appare nervoso e imbizzarrito. Ogni volta che Simona si prepara per andar fuori, vestendosi in modo più carino rispetto alla sua domestica tuta viola, il cucciolo comincia a saltellare come un Jack-in-the-box! Ma molto più mordace. ha quasi strappato la maglia nuova e questo ha incrinato la famosa calma di mia moglie. Guai a toccarle i suoi preziosi vestiti! Comunque sono intervenuto io. Non è che lo abbia tranquillizzato il demonietto dalle fauci a molla. Ho provato anche a ringhiare (e direi che mi esce bene) e col solito “No secco” che ha lo stesso effetto di una goccia di acqua su un incendio forestale! Anzi quando gli ringhio contro il tipo si ribella con maggior decisione. Allora ho fatto ricorso all’ atterramento canino. Ho rimediato una bella ferita sulla mano (ok giusto un po’ di sangue, ma è stato più da strusciamento contro i denti che per i morsetti in sé). Devo dire che dopo due di questi schienamenti Elrond si è tranquillizzato. Collare e guinzaglio. Si parte verso il vasto mondo!

 

Giornata splendida. Il sole è un occhio benefico piantato in mezzo al corpo azzurro di un cielo  intatto. L’aria sa di buono, di freschezza, come se la pioggia di questi giorni avesse lavato via le macchie e i residui delle feste trascorse. Il primo approccio è con un gruppo di colombi grigi che si contendono un tozzo di pane. Elrond li punta, ma fa 2 passi e questi sono già volati via. So che questi uccelli sono portatori sani di molte malattie, così cerco anche di tenerlo alla larga dai loro corpi metropolitani.

 

Direzione lungomare. quello di Salerno, non ha nulla da invidiare alla Croisette di Cannes, molto rinomata e amata. Anzi devo ammettere che è molto più rigoglioso e pieno di verde, solo che a noi mancano quei magnifici alberghi della cittadina francese come il Carlton o il Majestic. Vabbè Elrond non se ne accorgerà, sarà anche meno chic, ma è stracolmo di gente (ma mi chiedo: a Salerno qualcuno lavora? e i ragazzi vanno ancora a scuola? sono tutti qui!) e soprattutto di cani! Benissimo: inizia la scuola di socializzazione. Mentre scendiamo sul lungomare (che dista si e no 100 metri da casa) chi incontriamo? Il ragionier Caserta (se hai perso questo personaggio lo trovi in questi pezzi: qui e qui)! E’ in auto e vedendo il piccolo Elrond che trotterella tranquillo vicino ai piedi miei e di mia moglie esclama con tono deciso “Bene, si sta comportando proprio bene”. Avuta la benedizione continuiamo il nostro tragitto, passando attraverso il traffico sostenuto di Via Roma. Deve abituarsi subito alle auto. E lui sembra non avvertire paura. Ad essere sincero è un cane che mostra sempre coraggio e curiosità e voglia di esplorazione.

 

Arrivati sul lungomare: il paradiso della socializzazione! Gente in bici, eserciti di mamme armate di carrozzine e bimbi al seguito, frotte di anziani che non vedono l’ora di fermarsi a carezzare un cagnolino e parlare dei loro trascorsi con gli amici a quattro zampe (ce n’è uno così anziano che credo abbia fatto socializzare il suo con quello di Garibaldi), il mare che carezza lievemente i fianchi della strada, ragazzi che giocano a pallone, atletici giovani impegnati in sudatissime sessioni di jogging. E poi tantissimi cani, di tutte le razze, di tutte le taglie, di tutti i colori. Noi abbiamo la ferma intenzione di dare a Elrond la possibilità di conoscerne quanti è più possibile.

 

Ciro, il bassotto.

Il primo con cui ha modo di interagire è un bassotto di 10 anni, molto più attento al mare che a Elrond (sembra abbia un istinto suicida. alla sua veneranda età forse la morte per annegamento gli sembra più dignitosa! ha uno sguardo tristissimo). Il nostro cucciolo prova a invitarlo al gioco, ma Ciro sembra proprio non averne voglia. lo tiene una ragazza la quale ci chiede il nome del nostro. Rispondiamo e vediamo la  solita faccia a punto interrogativo! Come a dire: un nome più facile no eh?

 

Alice, il barboncino giocattolo.

E’ la volta di un barboncino toy. Una femmina minuscola, ma molto raffinata. Tutta ricci neri. Abbigliata in un cappottino rosa shocking. Molto snob. Così dopo qualche semplice sniffatina di musi e sederi tutto finisce qui. La storia d’amore non ha avuto futuro.

 

Sissy e Cuma: beato tra le femmine 

I primi veri compagni di gioco sono 2 cani meticci. Uno è legato a una panchina da una signora piuttosto attempata e con qualche segno di senile dissolvenza dell’intelligenza. Molto simpatica comunque. Il suo cane ha qualcosa del border collie e Simona è convinta che lo sia. A me non sembra. Così ci avviciniamo. Ci accorgiamo di quanto sia enorme questo cane.

Simona chiede alla signora “Ma è un border?”. e lei risponde: “No, no è buonissima”. Certo.

Simona ci riprova: “No chiedevo se è un border collie?”.

“No non morde signorì, non vi preoccupate”.

Allora intervengo io: “scusi che razza è?”. La signora ci fa capire che è un incrocio tra un maremmano e un collie. Vabbè lo chiameremo: “border della maremma”. Elrond va subito a conoscerla. è una femmina. Sissy. Ci accorgiamo sempre di più che solo il nostro cane ha un nome impronunciabile. Lei non sembra voler giocare molto. si profila un’altra piccola delusione per lo scherzoso Elrond. Improvvisamente si avvicina una ragazza con un cane sciolto. anzi una cagnetta. Cuma. 5 mesi. Molto atletica. Si interessa a Elrond. Sembrano voler giocare. Allora io e simo prendiamo coraggio e decidiamo di sciogliere anche il nostro. Prende il la anche la signora e libera la sua Sissy. Puro spettacolo. sull’erba morbida delle lunghe aiuole, ai piedi delle robuste palme va in scena un teatrino di rincorse, di salti, di giochi gioiosi. Ci riempie il cuore vedere finalmente il nostro cucciolo divertirsi in questo modo. è un bimbo piccolo e peloso che sembra aver trovato i suoi compagni di gioco (seppur piuttosto più grandi di lui). Beato tra le femmine. Giocano a lungo. non smetterei mai di guardarli mentre lo fanno. Elrond mette spesso la sua pancia alla mercé delle due cagne. si sottomette al potere delle femmine. Ha già capito tutto della vita! quando Cuma va via gioca un po' con la colossale Sissy, quindi lo richiamiamo e lui arriva. Guinzaglio e via.

 

Roy, un meticcio scatenato e Colette: trés chic!

Arrivati all’elegante corso di Salerno la scena cambia. Molte più persone, molto meno cani. Logicamente (è un cucciolo, bello peloso e dalla faccia irresistibile) la gente impazzisce alla vista di Elrond. Piace a tutti. non riesco a contare quante persone, ragazze, giovani, signore e signori si fermano per dargli una carezza, per elogiarlo con mille parole dolci facendoci sentire orgogliosi del nostro “orsetto” rietino! Qualcuno lo riconosce anche come border collie. tre donne per la precisione. Una di queste (molto raffinata e spigliata) mi fa anche un sacco di domande su dove l’ho preso, sulle sue caratteristiche, sulla sua compatibilità alla vita cittadina. Mi dice che sta facendo tantissime ricerche su questa razza prima di prenderlo. Credo sia l’approccio migliore. Noi ci siamo informati per mesi prima di deciderci. Mentre Simona (che a dire il vero è il punto di riferimento di Elrond, è sempre lei che segue con lo sguardo e sempre lei che cerca per proteggersi) va a fare un giro alla Sisley io resto fuori con il cucciolo e si avvicina a noi un uomo con un cane. Un altro meticcio, che sembra invasato. cucciolo anche lui: 4 mesi. un trovatello, come mi racconta poi il suo compagno umano di guinzaglio: Francesco. Giocano subito, ma Roy (il nome del cane) è davvero scatenato. tormenta il piccolo Elrond che fugge di fronte a tanta irruenza, ma sta al gioco. Si sottomette. si fa mordicchiare le orecchie. e ogni tanto scappa, ma solo per essere subito ripreso. Quando Roy si fa troppo vivace negli atterramenti e nell’abbaiare , però, il nostro cucciolo reagisce. Non se le tiene, come si suol dire in linguaggio da strada. mente sono lì che giocano si avvicina una signora con una cagnolina al guinzaglio (rosa, molto fru fru!). Elrond sembra essere attratto dalla eleganza della bianca cagnolina che scopriamo chiamarsi Colette. Il loro abboccamento (ammusamento è più corretto!) non dà grandi frutti. La cagnolina sembra essere un po' schizzinosa e va via a culo alto, lontano dal muso pioniere di Elrond. Un’altra storia d’amore senza presente,vedremo per il futuro.

 

Torniamo a casa esattamente dopo ben 2 ore. Una lunga passeggiata, bellissima. Un’emozione. l’inizio di una nuova vita con Elrond, che quando torna a casa ha la sua meritata pappa e poi crolla esausto! Finalmente abbiamo trovato un modo per mettere in pausa questo “moto perpetuo”. E non è finita qui: oggi si va al prato dell’Università a scorrazzare liberi e felici! Ma questa è un’altra storia e sarà raccontata a tempo debito.

sabato 9 gennaio 2010

WILLY: IL PRINCIPE PINCHER

Anche nella tromba delle scale di un palazzo cittadino un cucciolo può fare incontri interessanti! Ricordate ieri il Ragionier Caserta? Bene. Nel pomeriggio porto di nuovo Elrond a spasso per il pianerottolo, giusto per fargli prendere confidenza con collare e guinzaglio. Caso vuole che il suddetto “uomo dei numeri” stia in quel momento varcando l’uscio del suo appartamento (sulla targhetta della porta non c’è il suo cognome, ma un enigmatico ed evocativo PATTON, forse per motivi di privacy!). Vede Elrond e lo saluta, poi si rivolge verso sua moglie (fuori campo, cioè che non vedo) dicendo: “cara porta qui Willy”!

 

Pincher Willy?? Il coyote… mi trovo a pensare. Il ragioniere avrà scambiato il mio border per uno struzzo del deserto? Poi ricordo: anche il ragionier Caserta ha detto di avere un cane. Bene!

 

Ecco, infatti, che sulla porta compare un cane in scala 1:10. Un pincher (lo vedete nella foto, quasi a dimensioni naturali!). Volto regale, pelo lucidissimo. teso ed elettrico come un piccolo soldatino nazista che vuole fare bella impressione sui suoi superiori. Orecchie ritte come Spock di Star Treck, gambe strette come una modella anoressica, sguardo vigile come una sentinella sotto effetto di sostanze psicotrope.

 

“Ecco il nostro principino”!, sembra voler dire anche la moglie del ragioniere, che incontro oggi per la prima volta. Una donna dall’aspetto gentile, premuroso e materno. Contrasta piuttosto fortemente con l’atteggiamento regale e militare del suo Willy (che invece si intona perfettamente a quel Patton scritto sulla targhetta)!

 

Principe Willy? A me viene un po' da ridere perché penso a Will Smith (tra l’altro attore che adoro, ma più che altro persona meravigliosa che ho avuto il piacere di incontrare più volte a Los Angeles e di giocarci anche insieme a bowling, dove mi ha massacrato senza pietà! chiusa parentesi): ricordate Willy, il principe di Bel Air?

 

Porto subito Elrond al suo piano (niente scale con le sue zampe come le mie amiche di FB mi hanno consigliato!). Si incontrano proprio sull’uscio. Io devo tenere obbligatoriamente il cucciolo al guinzaglio, non per paura che combatti col principe, ma perché giù c’è uno strapiombo di 4 piani e poi non vorrei che entrasse nella NON umile magione del ragioniere!

 

L’incontro procede molto molto bene. Elrond è felice. scodinzola. Si diverte. Invita al gioco più volte il severo cane di 3 anni che dimostra sì e no 3 settimane di vita per quanto è minuscolo! La maggior parte del tempo si annusano il muso. poi Elrond si getta anche pancia all’aria, dimostrando la sua voglia di sottomettersi, quasi implorando il pincher al gioco. Ma Willy resta interdetto e pronto a scattare come una molla. Non abbaia, non ringhia, non fa nulla, se non fare dei piccoli passetti nervosi e paurosi allontanandosi da Elrond. Mi fa ridere il modo in cui muove quella sua testolina scarna con piccoli scatti sussultori.

 

Il confronto sembra tra un orso e un piccolo salmone nero che sguscia in un torrente, perché Elrond muove quelle sue zampe pelose e grosse provando a riscaldare i “freddi spiriti” del pincher guardingo. Nulla, più di un timido muso a muso non si spinge. Ma sono fiero del mio cucciolo, perché non ha nessun timore, nessuna remora, nessuna riverenza (ma poi mi chiedo: perché dovrebbe averne visto che è giù quasi il doppio del più maturo compagno di NON-gioco?!)

 

La conoscenza finisce qui. Lo riporto in braccio giù per le scale (non sia mai detto che io sia un fautore di displasie alle anche! Grazie per i consigli, a parte gli scherzi. Ogni vostra parola ci aiuta a crescere nel rapporto con Elrond), consapevole ancora di più di quanto sia fondamentale la socializzazione con gli altri quadrupedi canini per lo sviluppo della personalità del nostro cucciolo. Ormai mancano pochissimi giorni all’uscita e siamo già in fibrillazione.

 

Sarà come scoprire il Mondo nuovamente!

domenica 3 gennaio 2010

UNA SETTIMANA CON IL CUCCIOLO

Siamo sopravvissuti alla prima settimana. Il bollettino di guerra riporta:

2 pantofole sventrate
1 albero di natale rimosso
1 tappeto rovinato
segni evidenti sulle braccia di Simona
1 t-shirt massacrata

Poteva anche andare peggio, ma siamo stati attenti a posizionare tutti gli oggetti di “valore” lontani dalle sue fauci e dai suoi balzi atletici. Ormai la casa ha spostato il suo baricentro verso l’alto.

elrond in posa_red

Ha incontrato 11 esseri umani socializzando con tutti, elemosinando carezze e complimenti, mordendo di tanto in tanto (con nonchalance e grazia) le parti pendule dei loro indumenti.

Ha incontrato 2 cani femmine adulte, mostrando una certa indifferenza con una (il meticcio) e attaccando briga con l’altra (shar-pei).

Ha imparato bene il “seduto” : utile per quando deve mangiare o per calmarlo in situazioni particolari in cui ci serve la sua attenzione e ha imparato a dare la “zampa”, cosa che fa un certo effetto su coloro che vengono a trovarci.
Viene al richiamo quasi sempre. E’ sulla buona strada per imparare il “terra”. Cerchiamo di insegnare ogni azione giocando, ma imponendoci o stressarlo troppo. Pochi minuti, poche ripetizioni.

Quello che ci manca davvero tanto è non poter uscire ancora con lui a causa delle vaccinazioni incomplete. Oggi qui a Salerno è una giornata straordinaria. Il cielo ha una campitura d’azzurro perfetta, ma purtroppo siamo costretti alle nostre quattro mura con balconi nel centro storico.

Mercoledì 6 farà il richiamo della vaccinazione, poi ancora 7 giorni di passione e quindi l’agognata uscita! Speriamo di arrivare sani, salvi e integri (psicologicamente) a quel giorno!

giovedì 31 dicembre 2009

LA GRANDE BATTAGLIA CON L'ANTICO CANE CINESE

La quiete prima della tempesta. Elrond è ai piedi del divano, tra le amate caviglie di Simona. Riposa sereno. Passa buona parte del pomeriggio in una calma simbiotica  con mia moglie, ogni giorno. Dr (Elrond)Jekyll è un bravissimo cucciolo di border appagato e sereno (giochiamo tanto con lui durante il corso delle ore, inframmezzando piccoli esercizi di addestramento).  Ma è nell’aria qualcosa che sta per succedere.

Elrond primopiano

Il citofono. I miei genitori. E con loro la cagna Rea, uno shar-pei cinese di 2 anni dall’aspetto truce e tonto. Ha perso molto di quelle adorabili pieghe che lo fanno apparire, quando è piccolo, una coperta della nonna mal stirata. Rea è un cane di razza pura, dal mantello grigio e dallo sguardo sottile, accigliato, molto orientale!

Appena arriva in casa Elrond la guarda con sospetto e la sua diffidenza si manifesta nel cercare protezione tra le gambe di Simona. Guarda circospetto, studia quell’intruso dall’andatura fiera e dalla muscolatura robusta forgiata dalla storia millenaria come razza. A vederla così sembra che la sua pelle lucente sia un’armatura da antico guerriero cinese, ma al contempo una specie di vecchio saggio colpito da morbo di Alzheimer!

I due sembrano sostanzialmente ignorarsi, mentre mio padre tiene la sua cagna sempre a guinzaglio, visto che io e Simo non ci fidiamo di quello che può succedere. Elrond si dirige verso lo spazio aperto della nostra cucina. Quando corre vediamo Rea che si precipita verso di lui pericolosamente, ma mio padre la tiene con il guinzaglio.

Elrond si infila sotto uno stretto mobiletto metallico, Rea gli si avvicina fiutandolo. è questione di attimi e il nostro cucciolo si trasforma. Questa invasione nel territorio culinario produce nel piccolo border una reazione imprevista. Arriccia il muso aggressivo, tiene le orecchie molto ben dritte, abbaia come mai prima d’ora, sembra voglia scagliarsi contro il guerriero cinese sbattendo, nella foga, anche un paio di volte la testa contro il pavimento metallico del mobiletto da sotto il quale sferra i suoi attacchi.

Rea a sua volte abbaia, ma i suoi versi sembrano quello di un tacchino che sta per essere spennato. il suo respiro corto e affannato e il suo mento da vecchio le danno le sembianze di una comare inferocita, più che di un cane combattente. ma la sua muscolatura compatta e il suo corpo tozzo e ben quadrato sono spaventosi. Non per Elrond che, uscito dal suo nascondiglio, ora le gira intorno saltellando (non in maniera allegra), ringhiando, abbaiando, simulando morsi. C’è una vera cagnara in casa e noi siamo un po' impreparati ad affrontarla. Non conosciamo ancora bene le dinamiche di interazione del nostro cucciolo e siamo spaventatissimi che Rea possa fargli del male.

Tratteniamo Elrond il più possibile. proviamo anche a mettergli il guinzaglio, ma è come se avessimo spruzzato dell’acqua santa su un corpo impossessato dal demonio! dopo pochi istanti togliamo via il collare. Forse abbiamo sbagliato momento per provare a “collarizzarlo” (mi si passi il termine).

Tregua. Portiamo Elrond nel nostro studio e giochiamo un po’ con lui. appare molto eccitato. frenetico. Ma riusciamo a calmarlo giocando con lui. Simona pazientemente lo riporta nel nostro salotto intrattenendolo in ludici passatempi. sembra essere indifferente a Rea adesso. Però le tregue durano poco, si sa!

Stavolta il campo di battaglia è dalle parti delle ciotole d’acqua del nostro cucciolo, che ci impressiona per la sua spavalderia e per la sua caparbia voglia di farsi rispettare. E’ strano vedere questo cane in miniatura con gli atteggiamenti, la protervia, la furia di un cane adulto non rimanere spaventato di fronte al guerriero dalla pelle di sabbia (shu=sabbia + pei=pelle in cinese). Rea non sta a guardare e, solo ricorrendo a tutta la sua forza, mio padre riesce a tenerlo. io addirittura temo possa rimanere strozzata per quanto mette in tensione il suo collare a catena di ferro.

L’ultimo round della battaglia è sull’uscio dell’appartamento. mentre sta quasi per andare via Elrond riparte all’attacco correndo dal lato più lontano del salone. con i suoi balzi a molla e le sua zampe protese in avanti in segno di schiaffeggiamento, con il muso arricciato cerca di scacciare l’invasore.

Noi siamo stremati. Impauriti. E consapevoli che la socializzazione è importante, anche se non sospettavamo così impegnativa.

Stasera è la vigilia di capodanno. I miei tornano per festeggiare insieme. E quindi tornerà anche l’antico cane cinese. Sarà ancora battaglia? Come affrontare questo nuovo incontro?

martedì 29 dicembre 2009

IL MOSTRO FOLLETTO E MORSI DA SQUALETTO

elrond con ossoIl primo giorno pieno con Elrond comincia presto. La notte ha dormito e verso le 7:10 comincia a guaire perché vuole uscire dal trasportino. Ma noi resistiamo ai suoi lamenti e decidiamo di accendere la luce e “liberarlo” solo quando ha smesso. comunque dopo pochi minuti inizia la giornata.

E siamo felici. Il cucciolo ci elargisce subito la sua dose di allegria contagiosa. prova a salire sul nostro letto, ma la debole muscolatura non gli permette ancora il balzo di successo. giochiamo un po’ con lui e poi arriva il momento della pappa che Simona prepara per lui. ha imparato che per avere la scodella a terra deve mettersi seduto. un pò di buone educazioni non guastano a tavola!

Il mostro folletto
Elrond ha trovato il suo nemico in casa. La scopa elettricca Folletto. teme il suo rombare profondo e così quando parte scappa subito nella sua stanza, sotto i miei piedi. Simona finalmente può pulire un po’ casa c he dall’arrivo del cucciolo già ha cambiato fisionomia! Il mostro folletto ha un effetto terrorizzante sul povero Elrond.

Presentazioni in famiglia
Oggi è anche  giorno di incontri. importante per socializzare, come ci hanno detto Roberto e Cristina, è abituarlo alla gente, ai rumori, agli odori. li abbiamo presi in parola. presto il nostro appartamento è diventata una piazza, affollata dai membri più stretti delle nostre due famiglie (genitori, fratelli, cognata). oltre noi 6 persone e un altro cane. con gli esseri umani tutto benissimo. è molto affettuoso con tutti e mio fratello Moreno è impazzito per Elrond.

Una femmina snob
Con il cane adulto la situazione è diversa. Laika, la cagnolina della madre di Simona, ha un temperamento molto snob, molto poco socializzante e assai introverso. Elrond la ha temuto da subito, andandosi a nascondere tra le mie gambe e quelle di chi gli capitava a tiro. Laika non fa nulla per incoraggiare la conoscenza. ogni tanto Elrond prova ad avere un contatto, ma con estrema timidezza. in più la cagnolina, con gesto inatteso perché non è solita farlo, urina sul nostro tappeto del salotto. un gesto territoriale probabilmente, o un dispetto bello e buono. Contrizione generale. dopo un po' Elrond va a strusciarsi in quella chiazza (che sembra indelebile) e con nostra sorpresa i rapporti sembrano migliorare. ma niente di eclatante, i due restano piuttosto indifferenti. Ci aspettavamo di meglio.

Il problema dei bisogni
Elrond aveva cominciato bene, espletando le sue funzioni fisiologiche sulla traversina predisposta per lui nella “sua stanzetta”. ma nel corso della giornata ha colpito 2 volte il tappeto del soggiorno con la sua pipì e ha lasciato un ricordo più importante un paio di volte vicino all’uscio di casa. noi non lo sgridiamo mai, non servirebbe a nulla, ma lo premiamo con molte feste quando la fa nel posto giusto. sembra che preferisca evacuare lontano da occhi indiscreti, in quello che lui ha identificato forse come un luogo riparato e discreto. dovremo correre ai ripari. suggerimenti?


Un giocattolo di nome Simona
dopo cena avevamo intenzione di guardare un film ed Elrond ci ha assecondati per un po' riposando ai nostri piedi, mentre io e simo eravamo seduti sul divano. poi si è risvegliato e abbiamo cominciato a giocare. ma presto la sua gioia è diventata eccitazione sfrenata, cominciando a mordere ogni cosa gli veniva a tiro. Il suo “cibo” preferito o i suo gioco d’elezione è, però, Simona che martorizza con i suoi dentini aguzzi. A volte le fa davvero male. tira, strappa, morde, azzanna con ferocia ludica. Simona mantiene la calma, ma spesso il cucciolo eccede e si vedono i segni sulle sue braccia o sui polpacci. Simona comincia a preoccuparsi per questo comportamento. per frenarlo un pò ricorriamo al trasportino. qualche lamentela, poi però si calma. e solo dopo qualche minuto nella sua tana lo facciamo uscire. appare molto più tranquillo. dopo il film giochiamo ancora sfrenandoci, correndo per l’appartamento al suono di “corri”: cosa che lo delizia. o anche a tirare la corda intrecciata, gioco al quale pretende di vincere sempre. la notte passa tranquilla. sembra che gli piaccia dormire in camera nostra, chiuso nel suo trasportino.

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