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mercoledì 10 febbraio 2010

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA


Il primo giorno di addestramento non si scorda mai! Io e Simona siamo felici di cominciare. Forse Elrond un pò meno perché dobbiamo prendere l’auto per arrivare al campetto dove ci aspetta Giovanna Nappa, un’addestratrice che ha lavorato con Luca Migliavacca (lei è istruttrice x-plorer dog solution) ed ha uno splendido border femmina di nome Cassandra. I suoi cani (ha anche un paio di labrador) “lavorano” con l’Humanitas Salerno per la ricerca tra le macerie e il soccorso. Onestamente è un’area di lavoro che mi intriga e non mi spiacerebbe impegnare il piccolo demone di Petrademone nel sociale!

Torniamo ai suoi problemi con la mia auto. Ormai già quando vede le portiere aperte comincia a “schiumare” con la bocca. è riluttante nel voler entrare, a dir poco. Evidentemente associa il mio maggiolone cabrio a una trappola in cui rimestare l’intestino. Su suggerimento di Giovanna (e ancor prima dell’ottimo Barney Stefano Manganello – una persona eccezionale e vero santone dell’attivazione mentale!) io e Simona stiamo cercando di dissociare le sue esperienze negative con l’auto a favore di una visione più positiva dell’ambiente-macchina.

Così ieri lo abbiamo invitato gentilmente a salire in auto grazie all’ausilio di due palline da tennis nuove nuove e una serie di premietti. Provate a immaginare la comicità della scena: dentro al parcheggio pieno di auto e sotto una pioggia battente, io e Simona a “divertirci” come invasati con queste palline e avvicinandoci sempre di più alle portiere aperte dell’auto. Ha schiumato sempre un po’, ma alla fine è entrato – anche grazie al nostro ausilio, essendo troppo alto il pianale per lui.

In auto si è posizionato nei sedili posteriori accucciandosi sulle gambe di Simona. Utilizzare il trasportino per fare pochi chilometri (4 o 5) è scomodissimo, specialmente con la pioggia, perché per farcelo entrare devo abbassare la capote e nel far ciò la macchina si allagherebbe visto come il cielo si rovesciava in terra. Tra l’altro vivendo nel centro storico non abbiamo un posto parcheggio assegnato e non è sempre riusciamo a trovarlo vicino la nostra abitazione. Ergo in certi casi è improponibile. Comunque a poco dal traguardo ha vomitato ancora una volta, poco perché non mangiava dalla mattina e quando siamo arrivati al campetto erano le 19:35.

Stamani nuovo tentativo di associazione positiva. la pappa l’ho portata giù e ho posizionato la scodella sul sedile anteriore. Invitandolo a salire senza forzarlo (non aveva nemmeno il guinzaglio). Il tutto sotto gli occhi incuriositi della gente che non capisce perché bisogna far mangiare un cucciolo in auto e perché alla vista della stessa auto aperta quel cane schiumi come chi sta per essere portato al patibolo. Alla fine è entrato ha mangiato ed è uscito. Vediamo se questa “terapia” darà i suoi frutti.

Joanna Nappa ci ha colpito subito come addestratrice per la sua dolcezza, ma anche per la fermezza e per la sua evidente preparazione, oltre che per un amore smisurato per i border. Il suo l’ha preso direttamente in Inghilterra, preferendo quelle “linee” anglosassoni. Cassandra è un cane bellissimo, con un pelo lungo e luminoso, incredibilmente reattiva e rispondente alle indicazioni della sua “padrona”. Ha un approccio educativo senza punizioni e di grande rispetto per il cane.

Abbiamo cominciato con il “contatto visivo” come primo esercizio, alla base di tutto il resto. Elrond seduto accanto ai piedi di Simona viene premiato (piccolo pezzettino di wurstel di pollo) ogni volta che la guarda. Joanna è molto attenta alle modalità con cui io e Simona ci rapportiamo a Elrond e ci guida, ci corregge, ci rinforza se facciamo esattamente. Con la regola del 5. Cioè viene premiato per cinque successi, dopodiché si passa a giocare! E qui abbiamo due palline da tennis per l’uso ludico. Una la lanciamo, quando ce la riporta e la lascia (non senza difficoltà, perché sembra amare quella palla come se fosse l’anima che vuole proteggere dalle grinfie del demonio) allora tiriamo l’altra e così via in un andirivieni di rotolanti tennisball!

La lezione-gioco prosegue così per oltre un’ora, a brevi intervalli, per non sovraccaricare mai la piccola testa di Elrond. Poi arriva anche Cassandra e i due si divertono insieme, anche se Elrond non invade mai troppo gli spazi e la sensibilità del cane più grande.

Joanna è felice di constatare l’equilibrio del carattere del nostro piccolo, perché nota in lui la capacità: di inviare segnali di calma e di pacificazione (per esempio lo stendersi sulla schiena lasciandosi annusare il suo pancino rosa come un trancio di salmone norvegese), di saper riconoscere e valutare le situazioni, di non mostrare paure (tranne quella dell’auto) e di essere socievole con tutti i cani che incontra.

Durante i giochi di rincorsa con Cassandra, Elrond si è procurato un piccolo taglietto sotto uno dei suoi cuscinetti, ma al di là dello spavento che Simona si è preso, non c’era nulla di grave, tanto che Joanna  toccandolo e ripulendolo non ha causato nemmeno un piccolo lamento nel cucciolo.

Saliti in auto siamo tornati a casa. Logicamente non ha mancato di elargire ai miei sedili (riparati fortunatamente da qualche asciugamano messo lì all’uopo) un altro pò del fiore delle sue viscere. Ora ci attende una settimana di lavoro domestico con Elrond per mettere a frutto gli insegnamenti della nostra addestratrice. poco al giorno, ma con costanza.


giovedì 4 febbraio 2010

100 giorni: DA URAGANO A PERTURBAZIONE TROPICALE

Elrond a 3 mesi

I giorni passano con Elrond e lo vediamo cambiare. Crescere. E non solo fisicamente. Ha quasi 100 giorni di vita e già oltre 10 kg di peso. Ha uno sguardo dolce e attento. Orecchie alte e paraboliche (tutti impazziscono per queste “antenne” sempre all’erta che si muovono seguendo le tracce dei suoni e a volte si uniscono sopra la sua testa dandogli l’aspetto di una devota beghina olandese del seicento!). Coda alla gatto Silvestro e un corpo possente e lanoso, che fa la gioia di bambini e adulti.

 

Decine di persone per strada lo “maneggiano” ogni giorno e io non lo rifiuto a nessuno. Mi piace che sia un cane socievole, abituato alla gente (visto che abitiamo al centro e qui la popolazione umana scorre sempre a frotte). Non è mai schizzinoso con nessuno, ma ha le sue preferenze. Come Anna, la giovane fruttivendola che lavora in una bottega a pochi metri da casa mia, e che incontriamo ogni mattina verso le 8 quando si esce sul lungomare. Quando la vede da lontano schizza verso di lei gioioso, con le orecchie tirate indietro e con un assetto aereodinamico da far invidia a una Ferrari del buon vecchio Schumacher.

 

Con gli altri cani ha sempre un atteggiamento morbido. Nella maggior parte dei casi li osserva prima a distanza. Poi si avvicina di lato. a volte si siede a terra e aspetta che l’altro si avvicini. Sempre si fa annusare per dichiarare la sua identità e spesso va subito pancia all’aria come un orsetto sottomesso (anche questa azione fa impazzire la gente che non può fare a meno di ululare il proprio “che carinoooooo”! a questo atteggiamento che io trovo semplicemente animalescamente corretto).

 

Elrond non si tira mai indietro nel gioco, specialmente coi cuccioli. Non ne fa passare uno in strada senza la voglia di ingaggiare un duello di atterramenti e falsi morsi aggressivi. Adoro vederlo socializzare in questo modo, anche se spesso sono costretto a tenerlo al guinzaglio visto che, pur se centro storico, le auto e i motorini transitano, non così spesso, ma lo fanno. Un altro problema sono gli umani-compagni di questi altri cani. Sempre timorosi, sempre diffidenti, sempre pronti a portar via il proprio cucciolo col timore che possa essere sbranato! Io non sono un esperto, né un addestratore, né tantomeno un professionista cinofilo, ma non posso fare a meno di notare la totale mancanza nei “proprietari” (orribile questa dicitura, ma ci siamo capiti) di cultura e conoscenza dei cani. Ma questo sarà materiale di un altro post.

 

A proposito di auto e motorini e bici. Per il momento il suo istinto predatorio di rincorrere pericolosamente (per lui) le ruote non è ancora sorto e quindi non ho problemi. Specialmente le dueruote gli sono del tutto indifferenti. Sono riuscito a minimizzare l’effetto dei corridori da strada. Colore che praticano footing e jogging, per intenderci. Grazie ai consigli di Roberto Mucelli ho quasi del tutto anestetizzato la sua voglia di lasciare un’impronta dentale sui calcagni nikemuniti di questi sportivi del primo mattino. Ora li vede passare senza troppo scuotersi e anzi guardandomi come ad attendersi un premio per non averli inseguiti e uccisi!

 

In casa la sua furia distruttrice si è attenuata in maniera evidentissima. Immaginate un uragano di forza 5 che diventa una modesta perturbazione tropicale! Non morde più di divano, non morde più noi, va al suo Puff bianco quando diciamo “Puff!” e nel suo trasportino quando diciamo “a cuccia”. Mangia solo dopo che gli abbiamo dato l’ok. Non salta sul divano o sul letto. Aspetta disteso in terra che gli si prepari la pappa. Si riposa ai nostri piedi quando vediamo un film. Si posiziona a terra, con faccia pietosa da mendicante da strada, sistemandosi a un metro e mezzo dalla tavola quando pranziamo. Esce da casa sempre dopo di noi. Non prende il cibo dalle nostre mani se non dopo il comando “vai”. Va a terra, seduto, si alza e salta a comando. Ecco… non è un cane telecomandato (nonostante sia microchippato), ma sta imparando le REGOLE della famiglia o branco, vedete voi.

 

Restano ancora dei problemi da risolvere. In strada continua ad essere un aspirapolvere nonostante conosca discretamente il segnale LASCIA. In casa continua a non stare mai fermo e ancora dobbiamo misurarci col momento in cui sarà lasciato solo. Fino ad ora non è mai capitato, sempre io o simona siamo stati con lui a casa. Vedremo come gestire questa fatidica separazione e vedremo se l’uragano ricomincerà a soffiare distruttivo!

lunedì 11 gennaio 2010

LUCI DELLA CITTA’

Elrond e la città. Finalmente. Ma non sulle sue zampe. Mentre il vaccino fa il suo lavoro nel corpo del cucciolo (da dopodomani Elrond può ufficialmente affrontare il mondo attraversandolo con il suo muso e la sua voglia di scoprire) ho deciso che era il momento di portarlo a conoscere le strade dove abitiamo.

 

Elrond al balcone

 

Per evitare contatti con cani (che potrebbero essere autobus pelosi trasportatori di germi letali) e feci indesiderate (ma quali lo sono?!) ho deciso di attraversare la via dei Mercanti tenendolo in braccio. Che emozione deve essere stata per lui – e che fatica per me… portare un border di 8 kg per 3 rampe di scale belle grosse e svariate centinaia di metri. Le luci, la gente, le bici, le auto (poche… perché strada a traffico limitato), gli odori, quell’aria umida e frizzante che schiaffeggia la sera entrante. si guarda attorno ovunque. interagisce con le tante persone che si fermano per dargli una carezza. Si sprecano i commenti entusiastici di chi lo incrocia con lo sguardo: “guarda quanto è carino!!”. e io mi sento orgoglioso di lui. Ma a tratti leggermente ridicolo. Vedo me stesso riflesso nella vetrina di un negozio e mi scopro diverso, un altro Manlio. Chi mi conosce stenterebbe a credere alla mia metamorfosi. Io che vado in giro con un cucciolo grandicello in braccio (la cui coda che esce fuori mi ricorda quella di gatto Silvestro!)per le vie del centro , carezzandolo di tanto in tanto e anche scambiando con lui qualche parola. (per esempio ho pensato che stessi impazzendo, dopo che avendo incrociato un gruppo di bambini ho detto a Elrond, come se potesse capirmi e ribaltando la situazione del tutto: “guarda. hai visto… dei ragazzini!)

 

In alto la zampa

Avete presente quei genitori che danno fuori di matto quando vedono il proprio bambino/a fare i primi passi? Ecco così eravamo  ieri sera io e simona quando abbiamo visto Elrond per la prima volta alzare la zampa mentre faceva la sua pipì centrando la traversina. Un gesto virile e adulto, seppur ancor timido e abbozzato, che rivela la sua maturità a venire. Quando hai un cane da piccolo ogni giorno le scoperte ti aprono gli occhi e il cuore alla meraviglia. Ogni suo passo avanti è una piccola meta che hai raggiunto e ti senti partecipe della crescita di una vita, di una esistenza. Lo so non dico nulla di nuovo e chi alleva bambini e cani sorriderà sornione a queste mie ingenue uscite, ma ogni essere umano sente le sue esperienze come uniche e irripetibili.

 

Tutti dicono I love you

Prendo in prestito un titolo del magnifico Woody Allen per esprimere un sentimento che tutti mostrano al nostro Elrond quando vengono a trovarci a casa. Ho detto a chiunque viene da noi di ignorare per i primi minuti il nostro cucciolo. Li avverto prima, risultando forse alle loro orecchie digiune di regole canine come un po' eccessivo, di non agitarsi alla vista del piccolo cane saltellante. Il motivo è sempre lo stesso: ho intenzione di scoraggiare questo comportamento che in genere trovo invadente da parte dei nostri amici quadrupedi. E poi c’è sempre gente che non ama queste effusioni corporali. E poi Elrond crescerà (se continua così pure troppo!) e quelli che adesso sono piccole spintarelle con zamponi da cucciolo, un giorno saranno attentati all’equilibrio della persona oggetto delle sue feste. E poi un po’ di disciplina non può che fare bene al cane.

 

Ma tutti invariabilmente restano impressionati non solo dalla sua bellezza da piccolo panda, ma anche dai trucchetti (o giochi di attivazione mentale… ah quante persone ne avrebbero bisogno) che ha imparato ed esegue con diligenza, dalla sua intelligenza reattiva, dalla sua foga incontrollabile, da quel modo di guardarti negli occhi come se stesse provando a penetrare la tua mente alla ricerca delle crepe mentali in cui può andare a inoculare la sua furbizia già sviluppata.

 

Il border sarà pure un cane non facile da tenere in casa (e lo è ve lo assicuro). Sarà pure una moda del momento (però io e Simona ci siamo innamorati della razza senza nemmeno conosce le sue performance televisive e cinematografiche, semplicemente lo abbiamo ammirato nel nostro viaggio di nozze in Scozia). sarà pure un furbastro pronto a ridurre la tua casa a uno straccio se non gli presti le dovute attenzione. Ma è un border collie e solo chi ci vive insieme può sapere cosa sono capaci di darti questi cani.

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