giovedì 7 gennaio 2010

IL TEOREMA DEL CANE FELICE

Da ieri abbiamo cambiato musica. Spartito nuovo, vita nuova! Nuovi musicisti dominanti: io e Simona! Ho capito che il problema principale nel rapporto con il cane è da imputarsi al concetto umano di Amore, che noi applichiamo spropositatamente ad una razza totalmente differente, come quella dei cani!

Noi pensiamo che dargli meno coccole, fargli meno feste, assecondare meno le sue richieste rischia di farci diventare ai suoi occhi meno “amabili”. Pensiamo: se ora torno a casa e non lo coccolo non mi vorrà più bene! Sbagliato! Se lo faccio entrare nel trasportino/cuccia/kennel e lo lascio lì due ore mentre esco di casa, mi odierà per sempre. Errore. Me l’hanno detto in tanti, cominciando da quel sant’uomo di Roberto e da quella santa donna di Cristina. Purtroppo solo l’esperienza diretta fissa nelle nostre briose menti l’insegnamento vero e profondo!

Ricordate la(pessima) canzone TEOREMA del foltocrinito Marco Ferrandini? In uno dei passaggi del testo si legge:

Prendi una donna, trattala male,
lascia che ti aspetti per ore,
non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore
fa sentire che è poco importante,
dose bene amore e crudeltà…
E allora si vedrai che t'amerà!!!


Ecco sostituiamo la donna (mi rimetto alle vostre coscienze per decidere sulla efficacia anche nel mondo umano) e applichiamolo  ai cani questo concetto darà i risultati che il teorema ferrandiniano propone!
Certo sto scherzando, ma non troppo.

Rituali di leadership

Elrond sbadiglia Esco di casa e non lo guardo nemmeno. Bene, sembra tranquillo. Certo corre perché vuole uscire anche lui, ma non fa storie. Quando invece Simona si veste per uscire Elrond impazzisce come un fidanzato geloso che vuole segregare la sua amata in casa. salta sulle sue gambe e prova anche velocemente a montarla (abbracciandole l’arto inferiore con posa poco cavalleresca). Posa da dominante, forse si sente in dovere di “schiacciare” mia moglie, di dominarla e in qualche modo di proteggerla dal quel Mondo oscuro che brulica fuori dalla porta di casa. Dovremo correggere anche questo. intanto anche Simona ha messo in atto l’uscita rituale: nessuna attenzione al momento che varca la soglia (nemmeno una parola o uno sguardo). Stesso trattamento al ritorno. Vediamo se capisce anche così chi è il capobranco!

Il momento più divertente di questo metodo è, però, il “pranzo rituale”. Ogni volta che è il momento della pappa, io e simona facciamo finta di mangiare dalla sua ciotola. Giusto uno snack, non tutto il pranzo! Infatti abbiamo in un piatto pieno di cioccolate e prendiamo da lì le nostre prelibatezze, altro che Hill’s al pollo!!! solo quando abbiamo deciso che siamo sazi (un paio di minuti)prendiamo la scodella e ci dirigiamo al kennel, dove deve prima sedersi composto e poi ha il suo cibo.

Ora quando ci morde caviglie e ciabatte e tute, cerchiamo di distrarlo con un altro gioco. a volte ci riusciamo. Ma in generale dopo un pò si calma. e se non lo fa, benissimo: un buono omaggio per entrare nel trasportino. Piange. Fa nulla. Non ne morirà. Resta lì finché io e Simona abbiamo deciso che merita di restarci. Quando ne esce, qualche coccola (di Simona, che ama baciarlo anche in bocca... vedremo quando comincerà a mangiare le feci) e poi si gioca. Se è ancora scatenato, benissimo... si ritorna alla cuccia.

Elrond è un diavolo… ma apprende alla grande! Oltre al seduto, zampa, cuccia, ok (per uscire dal kennel) ha imparato il Gira e il Volta (non a fare la pietanza surgelata della Findus, ma a fare un giro intorno a se stesso!). e in più ogni volta che fischio e grido VIENI si precipita da me, ovunque si trovi!

Le cose sembrano migliorare molto. restate sintonizzati sul blog per conoscere le altre avventure del piccolo Elrond!

mercoledì 6 gennaio 2010

IL DECIMO GIORNO DI DETENZIONE

Decimo giorno di Elrond a casa nostra. Veniamo alla cronaca di questa epifania in compagnia del piccolo demonietto peloso.

Verso le 7 di questa mattina sento un guaito dal suo kennel. Mi alzo nonostante il sonno. Sono certo che deve fare pipì e infatti così è. già sembra avere le energie per diroccare una metropoli e sfasciare un villaggio! Io sono sveglio come un bradipo dopo un lauto pasto! Così lo riaccompagno nel trasportino e ritorniamo a dormire.

la pioggia ha piccole dita di bambino stamani e striscia contro i vetri della nostra finestra in camera da letto. La mattina è morbida e silenziosa, la luce opalescente avvolge tutto e smalta di un’atmosfera domenicale le vie del centro storico. Ci alziamo definitivamente verso le 8:30. Ci svegliamo sempre allo stesso modo: suona la sveglia del mio cellulare, accendiamo la luce e quindi apriamo il kennel. Così siamo noi a decidere quando è il momento di cominciare la giornata.

Chi trova delle amiche, trova dei tesori (pieni di consigli!)

Per uscire dal trasportino abbiamo insegnato a Elrond a rispettare un segnale “di sblocco” (l’idea l’ho presa in prestito da una delle mie preziose amiche di Facebook: Laura Conte). Quindi via coi “bisogni grossi” che lui non fa mai sulla traversina, ma nelle vicinanze (se va bene), mentre la pipì praticamente non la sbaglia mai.

Ieri abbiamo comprato il libro di Jan Fennel “ASCOLTA IL TUO CANE”. Lo stiamo leggendo con molto interesse. Un altro consiglio di due amiche di Facebook: Mirella Gemelli e Marilena Lusini. Interessante il suo approccio alla leadership e certi suoi metodi che stiamo provando a mettere in pratica.

Seguendo i dettami della Fennel e i consigli preziosissimi di Anna Maria Arciere (che è stata con me ore in chat a rispondere pazientemente alle mie domande… sono assetato di conoscenza) io e Simona abbiamo impostato il momento del cibo come palestra dove esercitare la leadership: prima di dargli la scodella con la sua pappa, abbiamo finto di prendere del cibo per noi dal didentro (visto l’odore che si sprigiona dai quei croccantini non lo farei nemmeno se vittima della più atroce carestia!) e ne abbiamo mangiato (in verità era del gustoso wurstel di pollo). Dopo averlo fatto sedere abbiamo messo la scodella nel kennel, che sta diventando il nostro più prezioso alleato per gestire un cucciolo sempre più scatenato.

Altra amica prodiga di attenzioni e di consigli è Roberta Favaro, che oggi mi ha seguito anche in tempo reale mentre provavo a “regolare” questa macchina mordi&afferra che risponde al nome altisonante di Elrond. Imparare da chi ha più esperienza di noi (praticamente tutti) è per noi un costante miglioramento e ho scoperto davvero che cosa significa essere parte di quella bellissima comunità dei possessori di (o posseduti dai) border collie (vedi per esempio il grande Giorgio Teodonno che “ci segue” da prima che arrivasse Elrond a casa nostra, Sabrina Rossi che con pazienza mi spiega cose importantissime, consigliandomi anche l’acquisto del Kong (che sto aspettando),Claudia LeFrevre che mi incoraggia a vivermelo pienamente e spronandomi a osare con lui,  Giada Giuntoli e Benedetta Garré con le quali parlare è sempre un piacere!)

elrojnd dorme copy Eccolo in una delle sue pose plastiche mentre dorme… uno dei rari momenti della giornata in cui la sua furia devastatrice conosce una pausa!


 Tanto va l’Elrond a largo che ci lascia i dentini!

Ma se anche proviamo con tutta la nostra buona volontà a mettere in pratica alla lettera ogni suggerimento non vediamo tanti miglioramenti. Elrond è sempre inquieto. Gioca per un po' (per esempio con uno straccetto o con la treccia corta), poi però preferisce il divano. Noi non lo abbiamo mai incoraggiato a morderlo. fin dal primo momento le abbiamo provate tutte: dal distrarlo al No secco, al prenderlo per la collottola. Per esempio anche stasera. Quando va lì a mordere io lo distraggo con un osso di gomma. Bene, si distrae. Arriva. due morsetti al giocattolo e via di nuovo alla spugna del divano. come se fosse un magnete per i suoi denti di ferro!

Simona va lì per giocarci, tenta di fare qualcosa con lui, ma ecco che dopo un po’ gli viene voglia di mordere piedi, calzini e tutto ciò che riguarda il corpo umano! Anche in questo caso: non abbiamo mai incoraggiato il morso, io non ho mai (nemmeno una volta) giocato alla lotta con lui. non gli ho mai permesso di mordermi senza ribellarmi con un No o andando via. Non ho mai sorriso a questo atteggiamento, che addirittura mi spaventa. in più stiamo mettendo in pratica i suggerimenti:

a) stiamo fermi: e lui si accanisce con ancora maggior forza sui piedi e affini, ringhiando e con accenni di abbaio
b) gridiamo AHIA: sordo totalmente. anzi forse ci prova ancora più gusto
c) un NO SECCO: vabbè vedi sopra.
d) lo prendiamo per la collottola allontanandolo: niente ritorna ancora più inferocito.

Un parente di Marley?

La nostra unica soluzione sempre più spesso sembra diventare il Kennel. Ma non credo che sia una risposta adeguata. Certo sarebbe consigliabile portarlo da un professionista. Ne abbiamo tutta l’intenzione. ma dobbiamo attendere ancora 7 giorni prima di poter uscire. Intanto con estrema pazienza (ma credetemi a volte sembra esaurirsi e mi sento come se fossi io dentro a quel trasportino) e tenacia cerchiamo di mettere in pratica consigli, suggerimenti, rotte, tecniche. il fatto è che più passano i giorni meno riusciamo a goderci la felicità di averlo con noi, perché sono davvero brevi i momenti in cui si riesce a stare insieme serenamente e senza sentirsi conficcare qualche canino o dentro la carne o dentro la spugna di un divano (per non parlare poi della sua inclinazione a saltare per prendere ogni minima cosa che penzola).

Notizia positiva è che oggi ha avuto una visita completa della nostra veterinaria che lo ha trovato in ottima salute (e che gli ha fatto il vaccino), ma è rimasta anche lei sconvolta dalla sua irrefrenabile carica di energia (distruttiva!). e prima di andare ha detto : “questo cane mi ricorda Marley". Auguri.

martedì 5 gennaio 2010

PRIMI RIMEDI E COSTANTI DOMANDE

Oggi ancora un po' di tensione in casa, perché non sempre riusciamo a essere pazienti. Certo non urliamo e sbraitiamo. Certo non alziamo mai le mani sul nostro cucciolo. ci mancherebbe altro. Ma io e simo ci guardiamo costernati vedendolo così sovraeccitato e  e pronto a mordere di continuo (devo dire specialmente Simona). Siamo incapaci di capire il suo linguaggio. Ci sono segni di ansia? segni di stress? perché strappa una delle tue traversine nervosamente? (quella che non usa per i suoi bisogni). Perché morde gli angoli del divano con versi da matto e movimenti da contorsionista? Solo voglia di fare di un po’ di casino infantile o nasconde altro? Dovremmo tenerlo sempre occupato? O dobbiamo lasciarlo fare? Giochiamo spesso a tirargli la pallina così che la riprenda. Ma è giusto farlo o così si annoia presto anche di questo? Tante domande che forse è normale avere quando hai il tuo primo cucciolo e ci sono tante aspettative.

 

Corriamo spesso su internet in cerca di risposte. ogni volta che ci imbattiamo in un sito che parla di Border Collie, ci troviamo di fronte alla dicitura “non adatto a chi vive in città”. E ci scoraggiamo. Noi viviamo nel bel mezzo della città, nel centro storico, senza un giardino, ma solo con tre balconcini. Qualcuno potrà dirci: ma non l’avevate letto prima di prenderlo il cucciolo? Certo, ma abbiamo avuto diverse rassicurazioni da esperti riguardo alla possibilità di averlo, a patto di essere sempre attivi, di fargli fare del moto, dell’esercizio fisico e mentale. e io e simona adoriamo l’esercizio fisico, siamo l’esatto opposto di pantofolai innamorati dell’odore del telecomando e intimi coi propri divani!

 

Come ho già detto in precedenza il fatto è che Elrond non può ancora uscire e noi ci preoccupiamo molto che diventi isterico in questa clausura. e via coi sensi di colpa! Ma non ce la sentiamo di contravvenire ai divieti della nostra veterinaria che ci ha avvisato più volte che la sua incolumità fisica viene prima di tutto, quindi nessun rischio! prima il secondo richiamo della vaccinazione e poi dopo 7 giorni si esce.

 

Ci vuole pazienza! Estrema pazienza. Ce lo ripetiamo spesso. E proviamo a mettere in pratica i consigli di Roberto che ci guida con la sua saggezza da mago dei boschi.

 

Elrond danza col divano

 

Trasportino dolce trasportino

Usiamo molto più spesso il trasportino. Logicamente come luogo dove dormire. Sin dalla prima notte non ha mai pianto dentro la sua tana di plastica. quando andiamo a letto spostiamo l’ingombrante kennel dentro la nostra stanza da letto, chiudiamo la luce e capisce che è il momento di dormire.

 

Quando pranziamo. Lui mangia per primo. poi passata un’oretta tocca a noi. Ma prima di metterci a tavola, Elrond entra nel trasportino e lì resta, piuttosto calmo. Da ieri abbiamo acquistato un paio di ossi di pelle di bufalo. Così uno di questi lo abbiamo messo nella sua cuccia. Sembra averlo gradito da subito.

 

Quando c’è da pulire in casa adesso lo facciamo entrare nel trasportino. Non lo METTIAMO dentro, ma con un comando ci entra di sua spontanea volontà. Grazie a una conversazione con Laura Conte (borderista che ha “adottata” una bluemerle deliziosa, sempre di provenienza Petrademone) abbiamo appreso che è comodo insegnare anche un segnale ad Elrond per farlo uscire “a comando” dal trasportino. da ieri abbiamo cominciato e sembra recepire piuttosto bene.

 

Ieri sera dopo aver fatto sì che consegnasse al pavimento il suo pacco dono dal suo didietro, lo abbiamo confinato ancora una volta nel trasportino accanto al nostro divano, così da poterci godere un film, visto che sembrava poco intenzionato a lasciarcelo fare. Dopo un po’ di lamentele, si è calmato addormentandosi.

 

Finora non lo abbiamo mai lasciato, nemmeno una volta da solo. Ma dopo quello che ci ha scritto Roberto, abbiamo intenzione di non vivere la clausura insieme!

 

Ringhiando con Elrond

 

Sto provando anche a ringhiare a Elrond, prendendolo per la collottola quando prova a mordermi le ciabatte o i lacci delle scarpe. o quando si accanisce contro il povero divano, silenzioso martire dei suoi dentini aguzzi. Sembra che funzioni, ma più che il ringhio in sé è proprio la compresenza di questo all’afferrarlo per la pelle sulla nuca. sena fargli del male. Purtroppo Simona non riesce a ringhiare in maniera convincente, ma ce la sta mettendo tutta per imparare!

 

Conto i giorni che ci separano dalla prima uscita con Elrond. Con oggi 5 gennaio… sono 9 giorni di cattività forzata!

lunedì 4 gennaio 2010

UN CUCCIOLO DI CANE O DI SQUALO?

elrond closeup Ci sono momenti in cui è davvero difficile “gestire” o comunicare con Elrond. in particolare è complicato tenere a freno la sua voglia di distruggere il divano e di mordere caviglie, piedi e tirare i nostri pantaloni. Ringhia mentre morde come se fosse nervoso e convinto di quello che sta facendo. A volte anche mentre giochiamo con i suoi vari giocattoli a un certo punto smette di interessarsi a questi per rivolgere la sua violenta attenzione su di noi!

 

Chiedendo consigli a vari esperti che ho tra i miei contatti facebook tutti mi rispondono che per dissuaderlo da questi comportamenti basta distrarre la sua attenzione. allontanarlo gentilmente dal divano, per esempio, dirgli un NO secco (non gridato) e proporgli un altro gioco. Il fatto è che Elrond sembra molto ostinato come cucciolo. E la sua attenzione ricade inevitabilmente, dopo una brevissima pausa, di nuovo sul posto sbagliato.

 

Anche per quanto riguarda i morsi e il tirare con i denti i nostri indumenti, oltre al dolore che ci procura (quei denti sono piccoli, ma sono aguzzi come spilli), ci preoccupa perché sembra come una manifestazione di stress o di aggressione. e ad essere onesti sembra peggiorare giorno dopo giorno. Quando comincia a fare così noi proviamo ad ignorarlo, ma vi assicuro che non siamo maestri zen, né fachiri… quindi quando quegli spilletti entrano nella carne restare immobili e indifferenti è una capacità al di sopra della nostra forza!

 

Sono sempre più convinto del fatto che l’impossibilità di uscire (il richiamo del vaccino sarà fatto il 6 gennaio e quindi solo il 13 si potrà uscire, altri 9 giorni di clausura con questo squaletto: chissà se ne usciremo vivi!) e di sfogarsi lo conduca a questi comportamenti. Ma questa è una mia supposizione, può anche darsi che ci troviamo di fronte a un falso problema, che è nella genesi dei cuccioli di border collie provare a radunare le nostre gambe (il fatto è che non abbiamo zampe e zoccoli) e a far sì che l’appartamento venga dichiarata dalla Protezione Civile: zona disastrata!

 

Mi chiedo anche: non è che il gioco del “tira&molla” con la treccia e con gli altri giocattoli stimoli troppo la sua aggressività?

 

Ai posteri e agli esperti l’ardua sentenza!

domenica 3 gennaio 2010

UNA SETTIMANA CON IL CUCCIOLO

Siamo sopravvissuti alla prima settimana. Il bollettino di guerra riporta:

2 pantofole sventrate
1 albero di natale rimosso
1 tappeto rovinato
segni evidenti sulle braccia di Simona
1 t-shirt massacrata

Poteva anche andare peggio, ma siamo stati attenti a posizionare tutti gli oggetti di “valore” lontani dalle sue fauci e dai suoi balzi atletici. Ormai la casa ha spostato il suo baricentro verso l’alto.

elrond in posa_red

Ha incontrato 11 esseri umani socializzando con tutti, elemosinando carezze e complimenti, mordendo di tanto in tanto (con nonchalance e grazia) le parti pendule dei loro indumenti.

Ha incontrato 2 cani femmine adulte, mostrando una certa indifferenza con una (il meticcio) e attaccando briga con l’altra (shar-pei).

Ha imparato bene il “seduto” : utile per quando deve mangiare o per calmarlo in situazioni particolari in cui ci serve la sua attenzione e ha imparato a dare la “zampa”, cosa che fa un certo effetto su coloro che vengono a trovarci.
Viene al richiamo quasi sempre. E’ sulla buona strada per imparare il “terra”. Cerchiamo di insegnare ogni azione giocando, ma imponendoci o stressarlo troppo. Pochi minuti, poche ripetizioni.

Quello che ci manca davvero tanto è non poter uscire ancora con lui a causa delle vaccinazioni incomplete. Oggi qui a Salerno è una giornata straordinaria. Il cielo ha una campitura d’azzurro perfetta, ma purtroppo siamo costretti alle nostre quattro mura con balconi nel centro storico.

Mercoledì 6 farà il richiamo della vaccinazione, poi ancora 7 giorni di passione e quindi l’agognata uscita! Speriamo di arrivare sani, salvi e integri (psicologicamente) a quel giorno!

sabato 2 gennaio 2010

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE (border collie)

Ogni volta che leggo qualcosa tra le pagine di internet riguardo ai Border Collie mi viene un profondo senso d’ansia. Tutti non fanno altro che parlare della difficoltà di vivere (specialmente in appartamento) con un cane di questa razza. E specialmente, se come me e Simona, si è alla prima esperienza con un amico peloso e quadrupede.

Mi scopro a chiedermi “ce la farò a rispondere alle aspettative di Elrond? e di tutto il mondo degli esperti cinofili? “(che immagino come un unico grande occhio di Sauron – avete presente l’epico personaggio malefico de Il Signore degli Anelli? – infuocato e spalancato costantemente sulle mie giornate con il cucciolo)”.

Lo so che ci vuole dedizione, che bisogna “farlo lavorare”. Certo pecore (è nella genesi del border radunarle, in quanto pastore raffinato) qui nel centro storico di Salerno non ne trovo, se non piccole e finte in uno dei numerosi presepi che affollano le botteghe della zona. E non credo che per lui lavorare significa accompagnarmi alle riunioni per l’organizzazione del festival o nell’allestire una troupe per un film (certo che a volte farebbe comodo qualcuno che “raduni” il cast !)

A parte gli scherzi io e Simona stiamo dedicando tutto il tempo a nostra disposizione per Elrond. la nostra vigilanza è h24, visto la sua propensione a trovare nuovi stimoli e ad escogitare nuove armi di distruzione di massa (della casa). Ma oltre a sorvegliarlo senza perderlo un attimo di vista, passiamo ore e ore a giocare con lui. tra cuscini, trecce, tira&molla, inseguimenti, brevi fasi di addestramento “faidate” (con qualche simpatico risultato – vedi il “seduto” e “zampa” che ha imparato con una certa agilità).

Elrond è diventato il centro gravitazionale delle nostre giornate e visto che non può uscire prima di aver terminato le vaccinazioni, siamo praticamente reclusi con lui in casa (in special modo Simona che dal momento del suo arrivo – il 27 dicembre – non ha più messo il naso fuori casa).

Ma non c’è emozione più bella che prendersi cura di lui. ormai non potremmo più farne a meno. le ricompense emotive che è capace di darti scolorano e sbiadiscono le difficoltà e i momenti di stress che innegabilmente il cambiamento di vita comporta. Un border collie (parlo nello specifico, ma forse si può parlare in questi termini per ogni razza di cane) smalta di nuova luce una giornata, ridisegnandone il profilo e i significati. in parole povere “ti riempie la vita”.

Vox de profundis
Oggi abbiamo scoperto che Elrond è molto sensibile alle voci profonde, che vengono direttamente dai recessi di caverne viscerali umane. Stasera era a casa da noi un nostro grande amico: Rosario. La sua voce è magnetica, per come è profonda e chiara. ogni tanto per scherzo rimproverava con dei versi Elrond che per esempio in quel momento stava cercando di sfasciare il tappeto. Il suono di quelle parole lo ha allontanato immediatamente dalla sua occupazione. cosa che di solito non avviene mai se a distrarlo siamo io e Simona. Ha messo le orecchie giù e la coda tra le gambe, rifugiandosi dietro Simona. Poi però lentamente è andato verso Rosario facendo carezzare. Sembrava avesse un timore reverenziale, e fosse chino come un portaborse con il suo parlamentare!

L’insostenibile leggerezza dell’essere (border collie)
In serata ecco il raptus di follia. Mr (elrond)Hyde si è ripresentato con corse a rotta di collo intorno a tutto, zampate nella scodella dell’acqua dove lui stesso va a scivolarci e più di tutto morsi alle caviglie, alle pantofole, alla mia tuta e infine anche una pipì dentro al trasportino, sul suo cuscino! Eppure ho letto dappertutto che a loro non piace sporcare il posto dove dormono! Come dicevo ieri sera con una borderista (ovvero coloro che hanno abbracciato la croce – ma così piena di delizie!!! – di avere un border collie) tra la teoria e la pratica c’è di mezzo questa bellissima, imprevedibile razza.
Comunque volevamo vedere un film, ma vi lascio immaginare quanti minuti abbiamo potuto vederne (io forse ho fatto in tempo a leggere solo i titoli di testa!)
Abbiamo provato a calmare Mr (Elrond)Hyde con giochi e lazzi… ci siamo anche riusciti… per qualche momento, ma la sua folle corsa con i fantasmi e la sua famelica voglia di distruzione conosce solo delle tregue e non un vera risoluzione!
Comunque quando è arrivata l’ora di dormire è andato nel suo trasportino e lì è caduto vittima del sonno. tranquillo. Un’altra giornata è passata!

venerdì 1 gennaio 2010

Il signore dei cuscini e delle pantofole

E mentre fuori si scatena l’inferno, lui dorme tranquillo, nella sua cuccia-trasportino. steso come una sacra vacca indiana, mentre in strada e nell’aria i botti risuonano aggressivi (mutilazione incivile di una società che deve far rumore per dimenticare gli affanni dell’anno passato e salutare quello che entra). Non ho mai capito e non capirò mai perché bisogna festeggiare in questo modo volgare, spropositato e idiota.

Elrond è indifferente a tutto questo, avvolto nel suo placido sonno. Noi temevamo la mezzanotte, conoscendo la potenza di alcuni petardi che qui da noi si chiamano “cipolle”. E invece il piccolo border collie sognava felice - probabilmente le braccia e la gambe di Simona da mordere avidamente!

Credo sia stata una buona idea aver giocato dopo cena con lui a lungo, avendolo sfiancato a dovere con i suoi tre oggetti del desiderio:

Cuscino, treccia e pantofola

elrond sul mobile Ormai Elrond ha associato la parola “cuscino” a questo oggetto. Un morbido cuscino verde che dal primo momento che è entrato in casa, Elrond, ha individuato come suo gioco d’elezione per mordicchiare e per sfidarsi con me al “tira e molla”. Ovunque io sia basta pronunciare questo grido di battaglia e il cucciolo, come un soldatino zelante, si precipita a lottare con balzi, contorcimenti e a dentini sguainati.

La treccia, che noi chiamiamo con lui “corda” (nel senso che la parola che gli associamo, non che anche lui ha imparato a pronunciarla!… ), è invece il gioco prediletto per misurare la forza nel possesso e nella predazione. E devo ammettere che ha un istinto in questo senso che a me sembra iper-svilluppato.

C’era una volta una mia pantofola. Era blu e comoda. Ora giace sventrata sul campo di battaglia del tappeto che Elrond ha consacrato ai suoi giocattoli-relitto. A volte guardo quella pantofola e riesco anche a rintracciarne la sua gloriosa forma, ma ci vuole uno sforzo di fantasia. Ora ho un bel paio di pantofole nuove. Molto chic. Ma da stamani ha cominciato ad “interessarsi” anche a queste e già temo per la loro dipartita!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails